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Bari, voto di scambio per 50 euro, perquisizioni ed indagini dei carabinieri

Perquisizioni e controlli dei carabinieri nel corso di un’indagine che ha consentito di svelare lo scellerato accordo posto in essere, in occasione delle consultazioni elettorali recentemente tenutesi in un paese in provincia di Bari, per indirizzare il voto di numerosi elettori in cambio di denaro.

printDi :: 09 dicembre 2021 14:46
carabinieri Bari

carabinieri Bari

(AGR) Nella mattinata, oltre 50 Carabinieri del Comando Provinciale di Bari sono impegnati in decine di perquisizioni domiciliari, su mandato della Procura della Repubblica, all’esito di un’indagine che ha consentito di disvelare lo scellerato accordo posto in essere, in occasione delle consultazioni elettorali recentemente tenutesi in una cittadina nella provincia di Bari, per indirizzare il voto di numerosi elettori, in cambio di denaro.

Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Sezione di P.G. di Bari, coordinati dalla Procura della Repubblica di Bari, sono iniziate allorquando i Pubblici Ministeri sono venuti a conoscenza dell’esistenza di un meccanismo, che sarebbe stato architettato e realizzato nelle ultime campagne elettorali in modo da canalizzare il voto, previo pagamento di denaro, di diversi elettori a favore dei candidati sostenuti. Il partito politico era stato già al centro di una precedente indagine, chiusa nel febbraio scorso, che aveva coinvolto 50 persone per corruzione elettorale a seguito delle elezioni amministrative del 2019.

L’attività investigativa entrava nel vivo con l’approssimarsi delle elezioni amministrative tenutesi in cinque comuni dell’area metropolitana di Bari, tra il 3 e il 4 ottobre 2021. In effetti, le indagini hanno permesso di documentare come si fosse attivata una rete di “gregari” per individuare e contattare cittadini disposti a tributare il loro voto al candidato sostenuto in cambio di € 50,00 pro-voto.

Preziosissimo è stato quanto rinvenuto dai Carabinieri la sera del 6 ottobre scorso in un cassone stradale di raccolta indifferenziata, collocato in un piazzale buio ed isolato, laddove l’organizzazione si era fugacemente e clandestinamente proposta di disfarsi, come puntualmente riscontrato, di materiale ritenuto “scomodo” perché riveniente dalle attività legate all’appena conclusa campagna elettorale, quali frammenti di fotocopie relative a documenti d’identità e codici fiscali di cittadini, manoscritti parimenti riportanti il nome di persone e i loro recapiti, un consistente numero di cartelloni, fac-simile di schede e volantini di propaganda elettorale inerente alle consultazioni amministrative appena svoltesi afferente i candidati

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