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Emergenza COVID per i Visoni: in Olanda saranno abbattuti. E in Italia?

Migliaia di visoni in 9 allevamenti di animali per la produzione di pellicce in Olanda saranno abbattuti. In Italia gli animalisti chiedono salvezza aniamali e sicurezza sanitaria

print04 giugno 2020 19:38
Emergenza COVID per i Visoni: in Olanda saranno abbattuti. E in Italia?

Emergenza COVID per i Visoni: in Olanda saranno abbattuti. E in Italia?

(AGR) Il Governo olandese ha ordinato l'abbattimento di migliaia di visoni in 9 allevamenti di animali per la produzione di pellicce, a cominciare da venerdì di questa settimana, a seguito del parere di due team tecnico scientifici (composti da veterinari ed esperti di malattie infettive e gestione delle zoonosi - le malattie tramesse dagli animali all’uomo) che hanno riconosciuto che i visoni potrebbero fungere da serbatoi per il virus SARS- COV-2, permettendogli di rimanere in circolazione per lungo tempo.

I parlamentari olandesi sono stati informati della decisione del Governo in una lettera inviata ieri sera dal Ministro olandese dell'Agricoltura e dal Ministro della Sanità Pubblica. Già lo scorso 25 maggio il Ministro dell’Agricoltura aveva dichiarato come “estremamente plausibile” il contagio visone-uomo, dopo che 2 operatori di distinti allevamenti avevano contratto la malattia Covid-19 risultando contagiati dallo stesso ceppo del virus SARS-CoV-2 individuato nei visoni.

Il Governo olandese prevede che saranno rilevati più casi di infezione nelle prossime settimane e che, man mano che i tassi di infezione uomo-uomo diminuiscono, l'infezione da visone-uomo potrebbe far aumentare l'incidenza di SARS-CoV-2 nell'uomo. Tutti gli allevamenti di visoni nei Paesi Bassi sono attualmente sottoposti a screening obbligatorio e sono state messe in atto misure che includono restrizioni, sia per i visitatori delle aziende agricole, che per il trasporto degli animali.

Gli allevamenti che al momento non presentano casi di infezione dovranno continuare a seguire le misure in vigore e sottoporre ad accertamenti ogni singolo animale di cui eventualmente si verifichi la morte. Il Governo olandese sta altresì valutando se e come sostenere la chiusura volontaria anticipata di tutti gli allevamenti, prima della scadenza del 2024 (l’Olanda aveva già approvato nel 2013 il divieto all’allevamento di animali per la produzione di pellicce; divieto che diventerà effettivo solo nel 2024 e che, di fatto, vede ancora attive 128 strutture).

Joh Vinding, presidente della Fur Free Alliance, ha dichiarato: “Gli allevamenti di visoni non sono molto diversi dai mercati di animali selvatici attualmente al centro delle preoccupazioni globali, dato che migliaia di visoni sono ammassati in minuscole gabbie e in condizioni insostenibili. Oltre ad essere una pratica crudele, il rischio di diffusione di nuove malattie emergenti e, nello specifico, il fatto che gli allevamenti di visone possano fungere da serbatoio per i coronavirus, sono ulteriori motivazioni per vietare definitivamente questi allevamenti. Il governo olandese e tutti i Paesi produttori di pellicce, come Danimarca, Polonia, Francia, Italia, Cina, Finlandia, Spagna e Stati Uniti, dovrebbero impegnarsi a porre fine a questa pratica disumana e proteggere la salute pubblica”.

LAV ed Essere Animali sono profondamente preoccupate per i visoni presenti anche negli allevamenti italiani. In base alle ricerche condotte in Olanda, molti dei visoni infettati hanno manifestato disturbi respiratori, poi rivelatisi fatali. In altri casi il visone può contrarre il virus SARS-CoV-2 senza mostrare sintomi, cosa che – in assenza di “campanelli d’allarme” -  potrebbe facilitare il diffondersi del contagio.

Pertanto, LAV ed Essere Animali – impegnate da tempo a chiedere un divieto assoluto per l'allevamento di animali “da pelliccia” – fanno appello al Governo italiano perché adotti misure immediate, inserendo tale divieto nella conversione del Decreto Legge “Rilancio” in corso in questi giorni, come misura sanitaria urgente a tutela di tutti, oltre che per i motivi etici che le associazioni sostengono da sempre.

LAV ed Essere Animali chiedono inoltre la messa in sicurezza sanitaria degli animali e di evitarne l’abbattimento, al quale vengono destinati in circa 150.000 ogni anno nei 13 allevamenti che risultano ancora attivi in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna ed Abruzzo.

Un appello, quello del divieto di allevamento, ribadito da LAV anche nel suo Manifesto “Non torniamo come prima”, per agire sulle cause della pandemia ed evitarne di future, in cui l’associazione – tra le altre cose - chiede di fermare i mercati, le fiere, l’uso e l’uccisione degli animali selvatici ed esotici, dicendo basta a caccia, catture e riproduzione di animali per farne cibo, spettacolo, pelli e pellicce a partire dall’Italia e nel resto del mondo (ADERISCI: lav.it/manifesto)

Infine, le due associazioni segnalano che – grazie al loro intervento legale, a seguito del contenzioso avviato nel 2016 con la collaborazione dell’avv. Matteo Ceruti – è stata ottenuta la chiusura di un nuovo impianto di allevamento che avrebbe potuto stabulare fino a 20.000 visoni.

IL CASO ITALIANO DI “VILLADOSE”: ALLEVAMENTO CHIUSO DIETRO RICORSO DI LAV E ESSERE ANIMALI

Si tratta dell’allevamento “dei Colli Euganei di Massimiliano Filippi” sito in Villadose (Rovigo) e per il quale, lo scorso 22 maggio, il Comune di Villadose ha disposto la definitiva chiusura (opponibile entro 60 giorni) a seguito della Sentenza del TAR del Veneto Sez. II n.01381/2019 che ha accolto il ricorso di LAV ed Essere Animali contro l’insediamento dell’allevamento di visoni.

La struttura era stata avviata poco più di 3 anni fa nonostante una serie di inadempienze, anche da parte del Comune nell’iter autorizzativo, come la mancata presentazione e valutazione del:

piano Aziendale di cui all’art. 44 della L.R. 11/2004;
piano di Utilizzazione Agronomica (per la gestione delle deiezioni) 
caratteristiche tecniche della concimaia (con attestazione di conformità alla normativa di settore e indicazione delle modalità di stoccaggio temporaneo dei reflui da conferire a terzi per essere smaltiti);
ulteriore documentazione richiesta dall’U.l.s.s. 5 e A.r.p.a.v
 

L’istruttoria che il Comune di Villadose ha dovuto intraprendere per rivalutare le istanze di inibitoria delle Segnalazioni Certificate di Inizio Attività non poteva dunque che concludersi con un diniego alla concessione della licenza di allevamento di visoni.

IL CASO OLANDESE: APPROFONDIMENTO

26 aprile: SARS-CoV-2 identificato in 2 allevamenti di visoni nei Paesi Bassi.
9 maggio: SARS-CoV-2 trovato in altri 2 allevamenti di visoni e in particelle di polvere nei fienili e nell’aria internamente agli allevamenti.
19 maggio: il primo operatore in un allevamento di visoni ha contratto il COVID-19; Il ministro conferma che lo screening obbligatorio è esteso a tutte le aziende agricole di visoni nei Paesi Bassi.
20 maggio: il Ministro olandese dell'Agricoltura Carola Schouten comunica al Parlamento che è probabile che il visone infetto da SARS-CoV-2 abbia trasmesso il virus a un lavoratore.
25 maggio: un secondo lavoratore contrae COVID-19, il Ministro conferma che la trasmissione dal visone all'uomo è ora "estremamente probabile".
28 maggio: i ministri confermano che è in corso lo screening obbligatorio di tutti gli allevamenti di visoni olandesi.
1 giugno: SARS-Cov-2 trovato in altri 3 allevamenti di visone, con un quarto caso confermato il 3 giugno che ha portato il totale a 9 allevamenti.
Il 3 giugno i Ministri olandesi pubblicano il rapporto finale che conferma che gli animali negli allevamenti infetti verranno abbattuti, una misura adottata "nell'interesse sia della salute pubblica che della salute degli animali".
 

Ufficio Stampa LAV 

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