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Tevere, moria dei pesci, le possibili cause

La d.ssa Ilaria Falconi, Consigliere Nazionale SIGEA (Società Italiana di Geologia Ambientale) e Tecnico ISMEA presso il Ministero delle politiche agricole ha inviato una nota esplicativa di quelle che potrebbero essere le cause dell'accaduto

printDi :: 10 giugno 2020 12:32
Tevere, moria dei pesci, le possibili cause

(AGR) Non sono ancora note le cause che hanno determinato la moria dei pesci lungo le sponde del fiume Tevere, su cui sono in corso le analisi dell'Arpa. La d.ssa Ilaria Falconi, Consigliere Nazionale SIGEA (Società Italiana di Geologia Ambientale)  e Tecnico ISMEA presso il Ministero delle politiche agricole ha inviato una nota esplicativa di quelle che potrebbero essere le cause della moria dei pesci nel fiume.

“La storia ci ha insegna – scrive Ilaria Falconi -  che dopo un lungo periodo di siccità con la prima pioggia si verifica la moria di ingenti quantità di pesci nel Tevere. Un episodio che si ricorda da sempre è quello del 2002, con migliaia di carcasse trasportate dalla corrente verso Fiumicino. Le specie non muoiono per l’avvelenamento determinato da sversamenti illeciti, in quanto il quantitativo di inquinanti dovrebbe essere assai elevato. 

E’ la riduzione del tasso di ossigeno a determinare la moria dei pesci e tale carenza può essere determinata da due fattori principali: il primo, il dilavamento stradale. Durante la loro ricaduta le piogge, specialmente quelle nei primi minuti durante eventi intensi, le cosìdette “acque di prima pioggia”, vengono contaminate da sostanze inquinanti depositate sull’asfalto dai veicoli e dai mezzi adoperati per lo spazzamento, per la disinfestazione da insetti o per la sanificazione stradale effettuata durante la pandemia; il secondo, sarebbe riferito al normale rimestamento del fondo del fiume provocato dai temporali che incrementa la concentrazione di zolfo e di anidride carbonica”.

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