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"Storie, miti e misteri con le ali" al CHM Oasi Lipu il libro di Serena De Gier sul "magico" mondo degli uccelli

Sabato 18 dicembre, alle ore 10.30, avrà luogo la presentazione del nuovo libro di Serena de Gier "Storie, Miti e Misteri con le Ali". Introduce Danilo Selvaggi - Direttore Generale Lipu Italia, intervista all'autore Serena de Gier a cura di Alessandro Polinori - Vicepresidente Lipu/BirdLife Italia

printDi :: 11 dicembre 2021 18:12
Storie miti e misteri libro di Serena de Gier

Storie miti e misteri libro di Serena de Gier

(AGR) Nuovo appuntamento con la cultura promosso dal CHM - Oasi Lipu di Ostia e dal Parco Letterario Pier Paolo Pasolini. Sabato 18 dicembre, alle ore 10.30, avrà luogo la presentazione del nuovo libro di Serena de Gier "Storie, Miti e Misteri con le Ali". Introduce Danilo Selvaggi - Direttore Generale Lipu/BirdLife Italia, intervista all'autore Serena De Giera cura didi Alessandro Polinori - Vicepresidente Lipu/BirdLife Italia. 
A seguire è prevista la liberazione di uccelli curati dal CRFS Lipu Roma.  Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria scrivendo a chm.ostia@lipu.it - obbligo di Super Green pass per over 12 e mascherina. Appuntamento presso il Centro Visite Mario Pastore - Presso parcheggio Porto Turistico di Roma - ingresso da Via dell'Idroscalo.

l'autrice del libro Serena de Gier nasce e cresce a Parma, si diploma come Maestra d'Arte e poi come Scenotecnica all'Istituto d'Arte P. Toschi. Lavora per sette anni al Teatro delle Briciole - Teatro Stabile di Innovazione, collaborando con molti teatri europei, in particolare in Francia, come scenografa e attrice. Trasferitasi a Cuneo si dedica alla pittura, all'illustrazione e alla scrittura, e fonda una sua scuola d'arte. Nel 2021, pubblica il suo primo libro: "Storie, Miti e Misteri Con le Ali", a cui segue "Auspici Con le Ali", entrambi amati dal pubblico e dalla critica. 

Presentazione dell'opera

" Una sera, molti anni fa, in un cinema di Strasburgo vidi un bellissimo film: Il popolo migratore. Rimasi incantata da una splendida creatura che fluttuava sopra una scogliera, un candido uccello che sfruttava la spinta del vento per starsene immobile, con le ali aperte, fermo nel cielo. «Prima o poi,» pensai, «mi piacerebbe dipingere quegli uccelli». E così feci: anni dopo ho trascinato mio marito e mia figlia (che all’epoca aveva cinque anni) in magnifici viaggi, alla ricerca degli uccelli da fotografare e disegnare. Dalle nostre avventurose esperienze sono nati tanti dipinti, "Storie, Miti e Misteri Con le ali", il mio primo libro, è la conclusione di questo meraviglioso periodo passato “con le ali”.
Ho creato appositamente tanti nuovi disegni e un racconto per ognuna di queste incredibili, coraggiose (a volte ingenue) creature, narrando di storie, di miti, di incontri e di significati misteriosi.

Da sempre gli uccelli sono legati al divino, dal Dio Garuda, il capostipite degli uccelli, secondo i Veda indù di quattromila anni fa, agli uccellini che accompagnano la Dea celtica Rhiannon, il popolo alato è messaggero dei mondi ultraterreni e fatati.

Un tempo, popoli come i romani, i celti, i vichinghi e i nativi americani, prima di prendere qualunque decisione importante, osservavano gli uccelli: c’era un esperto in ogni villaggio e città che ne osservava il volo, il comportamento, il numero, e anche l’appetito; e da questo interpretava un auspicio.

Auspicio: dal latino avis, uccello; specere, guardare. Ancora oggi, auspicio significa segno o circostanza che può suggestionare o essere interpretato per fare una previsione di cosa potrebbe succedere in futuro.
«Aspetta! Le oche mangiano velocemente il loro pasto: è il momento di agire!», avrebbero detto nei tempi antichi: l’auspicio indicava cosa sarebbe stato meglio fare.
Come in ogni cosa dal sapor di magia, c’è un fondo di verità che deriva dalla saggezza degli antichi. Stiamo parlando di un tempo in cui i nostri antenati non avevano le previsioni del tempo alla tv o sullo smartphone, così guardavano quello che avevano a disposizione.
Mio nonno guardava le rondini, e c’era una filastrocca che ripeteva sempre. La ricordo ancora a memoria, era in dialetto parmense.
Rondanen’na a bas a bas, prega Dio cal ven’na un squas Rondanen’na insima a la fnestra, prega Dio cal ven’na la timpesta, Rondanen’na dal Signor, prega Dio cal ven’na al sol!
Rondinella che voli basso, prega Dio che venga un temporale Rondinella in cima alla finestra, prega Dio che venga la tempesta Rondinella del Signore, prega Dio che venga il sole!
Se la rondine vola più in basso del solito, probabilmente pioverà. C’è una spiegazione: durante i periodi che precedono la pioggia, gli insetti (sensibili alla pressione atmosferica) volano più in basso, di conseguenza anche gli uccelli scendono, per seguire le loro prede. Non possiamo vedere gli insetti a occhio nudo, ma vediamo bene gli uccellini. Così possiamo imparare da loro, il sapere del cielo.  Negli anni le leggende e le storie sugli uccelli si sono modificate e moltiplicate, ho scelto per voi quelle che ritenevo le più belle. Ogni essere vivente ha qualcosa da darci: un piccolo messaggio, una sua storia, le sue peripezie, le coordinate di infiniti viaggi.

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