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Regione Lazio, via libera al nuovo piano regionale dei rifiuti, cinque anni per l'autosufficienza

Approvato il Piano Regionale Rifiuti del Lazio, Legambiente:l’approvazione del Piano è estremamente positiva, ora si può costruire l'economia circolare del Lazio.A Roma e in tutta la Regione no a discariche o Termovalorizzatori ma progetti moderni ed ecologici

printDi :: 06 agosto 2020 16:30
camione rifgiuti in fila termoconvettore

camione rifgiuti in fila termoconvettore

(AGR) Approvato il Piano Regionale dei Rifiuti in Consiglio; sul testo definitivo, ieri momento cruciale è stato l’emendamento che obbliga Roma alla costruzione di impianti per essere autosufficiente nella gestione dei rifiuti. Legambiente ricorda che oggi da Roma provengono oltre 1,7 milioni di tonnellate annue di rifiuti (più del 56% rispetto ai 3 milioni totali prodotti nel Lazio) e che allo stato attuale nella Capitale non viene gestito neanche un chilo dei rifiuti prodotti a causa di una carenza impiantistica romana totale.

“Il Piano Regionale dei Rifiuti prende vita e ora si può andare verso la costruzione reale della nostra economia circolare, l’obbligo all’autosufficienza impiantistica di Roma è poi un passaggio positivo e determinante - commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio - che soddisfa noi e i cittadini di territori che da anni si trovano periodicamente di fronte allo spauracchio dell’arrivo dei rifiuti romani. La Capitale e chi la governerà, avrà di fronte chiaramente una sfida difficilissima, vista l'eredità della situazione indecente attuale: invece di rifiuti zero siamo infatti arrivati oggi a impianti zero, nessun grammo di rifiuti viene gestito nel territorio romano, un viaggio folle di duecento autoarticolati al giorno per portare ovunque la nostra monnezza, una percentuale differenziata che non cresce, sporcizia dappertutto e in discussione l’apertura scellerata di una nuova discarica a Malagrotta. Per guardare al futuro e immaginare un progetto romano sui rifiuti che sia lungimirante, moderno, ecologico trasformando i rifiuti in risorsa, bisogna fermare l'apertura di nuove discariche o termovalorizzatori, a Roma e in tutto il Lazio, e partire con la costruzione di dieci impianti per la biodigestione anaerobica dell'organico di piccola taglia e diffusi sul territorio romano. Nelle altre province e nella città metropolitana bisogna mettere insieme ogni tassello dell'economia circolare, in azione congiunta di pubblico e privato, con la condivisione della cittadinanza negli ambiti”.

E per quanto riguarda proprio i 5 ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) corrispondenti alle 4 province e alla città metropolitana, questi dovranno essere definiti entro i prossimi 4 mesi con una norma che li attivi e ne definisca struttura e regolazione. “Altro tassello fondamentale verso la costruzione di un ciclo virtuoso dei rifiuti sarà proprio l'attivazione e la regolazione degli Ato nei quali - conclude Scacchi - chiediamo sin d'ora che sia prevista la presenza stabile delle associazioni ambientaliste, a garantire l'ecosostenibilità delle scelte”.

“Un Lazio più giusto, più verde, senza inceneritori e soluzioni vecchio stampo, capace di gestire da sé i propri rifiuti attraverso un ciclo virtuoso di differenziazione e riuso, in cui i Comuni e i cittadini avranno un ruolo prioritario nelle scelte.  – afferma Michela Califano , consigliere regionale Pd Lazio - Sono questi i capisaldi del nuovo piano dei rifiuti approvato ieri dal Consiglio Regionale del Lazio. Un lavoro che ci ha tenuti impegnati molti mesi e che darà alla nostra Regione un programma quinquennale, e dunque basi solide, su cui lavorare per arrivare a essere autosufficiente.

Cinque anni per superare quei livelli di differenziata che abbiamo posto come obiettivo concreto e realistico in tutto il territorio regionale. E che dà anche a Roma l’occasione per cambiare finalmente passo ed essere una volta per tutte autosufficiente senza ogni volta ‘vivacchiare’ e ‘gravare’ sui Comuni della Provincia che già da anni sono impegnati in un percorso di differenziazione e di riutilizzo dei rifiuti tra i più alti in Italia. Un piano che guarda al futuro e che, al di là delle polemiche di ‘convenienza’, darà al territorio regionale l’opportunità di essere un modello non solo italiano ma europeo”. 

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