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Balneari, ora la parola passa al Parlamento

Concessioni a bando dal 2024. Sarà il Parlamento a scrivere le regole. I principi generali espressi dal Governo Draghi dovranno essere adeguati alle diverse realtà che compongono l’arcipelago delle concessioni balneari, dove persistono realtà indubbiamente diverse

printDi :: 16 febbraio 2022 17:35
Balneari, ora la parola passa al Parlamento

(AGR) Spiagge assegnate tramite gara dal 2024. L’anno prossimo, probabilmente, si conosceranno le modalità per partecipare, tenendo presente la novità introdotta dal Governo Draghi, ossia: la tutela degli investimenti fatti, una giusta considerazione per gli imprenditori che nei cinque anni precedenti hanno utilizzato lo stabilimento come principale fonte di reddito. Altro punto introdotto dal provvedimento è la presenza di un “adeguato equilibrio tra le aree demaniali in concessione e le aree libere o libere attrezzate”, ed inoltre, il decreto ha voluto sottolineare anche un “giusto rapporto tra tariffe proposte e qualità del servizio”. No, dunque, al caro-ombrelloni e si all’accesso al mare gratuito e garantito a tutti con la presenza di varchi. Sono i punti salienti del ddl Concorrenza che introducono la riforma delle concessioni balneari a cui il Consiglio dei ministri ha dato il via libera all'unanimità. A questo punto è necessario un Dl per semplificare la disciplina sulle concessioni. “L’obiettivo sarebbe quello di assicurare un utilizzo sostenibile del demanio marittimo, di favorirne la pubblica fruizione e di promuovere un maggiore concorrenza sulle concessioni balneari”. La durata della concessione - si legge sul provvedimento - dovrà essere non superiore a quanto strettamente necessario a garantire l'ammortamento e l'equa remunerazione degli investimenti autorizzati, con divieto di proroghe e rinnovi automatici. Previsto, infine, un indennizzo da riconoscere al concessionario uscente, posto a carico del concessionario subentrante, in ragione del mancato ammortamento degli investimenti realizzati.

Ora, sul tema, la parola passa al Parlamento e poi a Regione e Comune. I principi generali espressi dal Governo Draghi dovranno poi essere adeguati alle diverse realtà che compongono l’arcipelago delle concessioni balneari, dove persistono realtà indubbiamente diverse. I balneari non l’hanno presa bene. Da “Mondo Balneare” leggiamo le prime reazioni: Marco Maurelli (Federbalneari): “Gli enti concedenti sono del tutto impreparati a gestire un percorso così complesso nel brevissimo periodo: si tratta di una mancanza di rispetto evidente verso Comuni e Regioni. Chiediamo subito un tavolo urgente con governo, regioni e associazioni di categoria per valutare modifiche al testo che tengano conto della realtà”. Antonio Capacchione (Sib-Confcommercio) e Maurizio Rustignoli (Fiba-Confesercenti): “L’emendamento approvato in consiglio dei ministri sulle concessioni balneari ha accolto alcune nostre richieste come la tutela del valore delle aziende in sede di gara, la professionalità, la salvaguardia delle piccole e medie imprese, la tutela per coloro che hanno gestito direttamente la concessione negli ultimi cinque anni o l’eliminazione del canone quale elemento di valutazione. Ribadiamo con fermezza che non siamo soddisfatti: si tratta di un provvedimento che necessariamente dovrà trovare il giusto equilibrio nel passaggio parlamentare. Inizieremo perciò da subito un confronto con le forze politiche affinché la misura sia integrata e rafforzata, per trovare quel giusto punto di equilibrio che non è assolutamente l’interesse della categoria dei balneari ma che, a nostro avviso, rappresenta innanzitutto l’interesse del sistema turistico e balneare italiano nel complesso” Fabrizio Licordari (Assobalneari-Confindustria): “Non è questo il modo di affrontare le cose; credo ancora nei valori e mi auguro che il parlamento possa affrontare questa normativa e che ci sia data la possibilità di poter avviare dei confronti seri e sostenibili. Anche perché oggi tocca alle concessioni balneari, domani toccherà a quelle idroelettriche, dopodomani toccherà ad altri comparti di natura economica magari ambulanti e tassisti; a tutte quelle categorie che cercano di produrre e di far ripartire il paese”.

Fuori dal coro di no Giorgio Mussoni (Oasi): “La proposta di riforma del governo Draghi ci soddisfa appieno, poiché recepisce le rivendicazioni che Oasi porta avanti da molti anni some il riconoscimento del valore aziendale e la valorizzazione della professionalità. Certo, restano alcuni aspetti da correggere e perfezionare e si dovrà capire come certi principi saranno attuati nel successivo decreto attuativo, ma in generale il testo non può che essere accolto con piacere”.

Dalle associazioni balneari di Ostia, per ora, nessun commento ufficiale al provvedimento del Governo Draghi.

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