Agenti immobiliari, rivoluzione in arrivo: la riforma entra nel Ddl Concorrenza
Dopo oltre trent'anni, la professione di agente immobiliare si prepara a cambiare volto

Riforma della professione di agente immobiliare PH: Gianluca Croce - IA
(AGR) Addio alla sola Legge 39/1989: spunta il percorso universitario, formazione continua obbligatoria e conto dedicato per le caparre. La categoria: "Passo storico"
ROMA – Dopo oltre trent'anni, la professione di agente immobiliare si prepara a cambiare volto. La svolta è contenuta nel Ddl Concorrenza approvato dal Consiglio dei ministri il 23 luglio, che prevede una riforma organica della legge 3 febbraio 1989, n. 39, il testo che ancora oggi regola l'accesso e l'esercizio della mediazione immobiliare in Italia.

Riforma della professione di agente immobiliare PH: Gianluca Croce
Come cambia l'accesso alla professione
Oggi per diventare agente immobiliare è necessario frequentare un corso di formazione e superare l'esame in Camera di Commercio. Con la riforma, accanto a questo percorso tradizionale, si aprirà una seconda strada: un percorso universitario idoneo con verifica finale delle competenze.
Una novità che amplia le modalità di abilitazione e che va nella direzione indicata dall'Unione Europea, che invita gli Stati a prevedere percorsi alternativi per l'accesso alle professioni regolamentate. Non solo un corso, dunque, ma una formazione accademica più strutturata, coerente con le nuove competenze richieste al mediatore: dal diritto urbanistico al fisco, dal marketing digitale alla negoziazione.
Altra novità: cambiano le commissioni d'esame. Nelle Camere di Commercio sarà obbligatoria la presenza di almeno due agenti immobiliari in attività con comprovata esperienza. L'idea è portare dentro le aule d'esame non solo la teoria, ma la pratica quotidiana di chi il mercato lo vive tutti i giorni.

Riforma della professione di agente immobiliare PH: Gianluca Croce
Addio abilitazione a vita: arriva la formazione continua
È forse questo il punto più dirompente. L'abilitazione non sarà più considerata un punto di arrivo. La riforma introduce un sistema di formazione continua certificata con crediti formativi, in linea con la norma UNI 11932:2024.
Per restare abilitati bisognerà aggiornarsi costantemente. Le proposte discusse con le associazioni parlano di almeno 60 ore di aggiornamento in tre anni, con un minimo annuale. Chi non rispetterà l'obbligo rischierà anche la sospensione dell'abilitazione.
Una scelta resa necessaria da un settore profondamente cambiato: nuove norme urbanistiche, fiscali, contrattuali, obblighi energetici, tutela dei dati e dei consumatori. Senza aggiornamento, il rischio è restare fuori mercato.
Property management, incarichi scritti e conto segregato
Tra le novità più attese, l'ingresso ufficiale del property management nella disciplina. La gestione professionale di immobili per conto terzi – esplosa con le locazioni brevi e la gestione di patrimoni – trova finalmente una cornice normativa, con confini chiari su cosa rientra nelle competenze dell'agente abilitato. Una misura anche anti-abusivismo.

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Cambiano anche le regole di ingaggio: diventa obbligatoria la forma scritta per l'incarico di mediazione, sia per la vendita che per la locazione. Nel documento dovranno essere indicati condizioni economiche, durata, autorizzazione alla promozione dell'immobile e diritti delle parti. Più trasparenza per il cliente, più tutela anche per l'agente.
nfine, la norma introduce la possibilità – attesa da anni – di utilizzare un conto corrente dedicato e segregato per la gestione di caparre, acconti e depositi cauzionali. Le somme dei clienti saranno così separate dal patrimonio dell'agenzia, garantendo maggiore tracciabilità e sicurezza in caso di contenziosi o procedure concorsuali.
Cosa succede ora
Attenzione, però: non siamo ancora davanti a una legge. Il Ddl Concorrenza dovrà ora affrontare l'iter parlamentare tra Camera e Senato e il testo potrà subire modifiche.
Se approvato senza stravolgimenti, si tratterebbe del più importante aggiornamento della disciplina degli agenti immobiliari dal 1989 a oggi. Una professione più qualificata, più responsabile, più vicina agli standard europei.
Per chi già lavora e per chi sogna di entrare, si apre una fase di transizione: nuovi requisiti, nuovi obblighi, ma anche nuove opportunità per chi vorrà investire sulla professionalità.
















