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Roma, a Scuola anche gli Open day sono online

Prende il via il primo open day online

printDi :: 10 dicembre 2020 08:38
SCUOLA JANUA A  ROMA

SCUOLA JANUA A ROMA

(AGR) Il 12 dicembre alle ore 10:30 alla Libera scuola Janua di Roma, avrà luogo il primo OPEN DAY online. I tempi che stiamo vivendo a causa di questa pandemia mondiale, ci hanno portato ad attenerci e ad adeguarci a un vivere diverso, ma come spesso accade anche nelle singole biografie, ogni ostacolo è anche il trampolino per creare nuove modalità di agire. La Libera scuola Janua, ha compiuto quest’anno 25 anni, è una scuola waldorf radicata nel territorio di Roma sud ovest e si ispira ai principi pedagogici basati sulla visione antropologica di Rudolf Steiner. I maestri portano ogni materia con grande rispetto verso il processo evolutivo dell’uomo nella sua totalità e si preparano per educare alle tre dimensioni del vero, del buono e del bello.

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L’insegnamento segue le indicazioni che Rudolf Steiner stesso diede, in tre cicli di conferenze, per formare il collegio degli insegnanti della prima scuola steineriana; questa fu fondata a Stoccarda il 7 settembre 1919 a seguito della richiesta di Emil Molt, direttore della fabbrica di sigarette Waldorf Astoria, di creare un'istituzione scolastica per i figli degli operai della fabbrica, alla quale il movimento pedagogico deve il proprio nome. L’attenzione al momento biografico del singolo e del gruppo, la coerenza di ciò che viene insegnato con le tappe di sviluppo del pensare, del sentire e del volere, permettono un sano crescere e rappresentano un vero e proprio lavoro di igiene all’interno della comunità scolastica. L’insegnamento si sviluppa attraverso un ciclo completo diviso in due momenti principali, il bambino dell’asilo del primo settennio (0-7) e l’età scolare relativa al secondo settennio (7-14), la visione è però sempre globale. Lo stesso open day online, che quest’anno la scuola propone, accettando la sfida del momento, nell’anelito di mostrare attraverso gli interventi delle maestre un po’ di vita della scuola, pur articolandosi in tre appuntamenti differenti che porteranno l’attenzione prima sul primo settennio, poi sui primi anni scolastici ed infine sulle classi alte, propone però, nello stesso tempo, uno sguardo trasversale e presenta un piano di studi unitario e completo ad ogni incontro. Rispettare il sano sviluppo del bambino prima, e del ragazzo dopo, vuol dire nutrirlo con ciò di cui ha bisogno per crescere in quel momento e, il nutrimento che può dare il maestro, passa per le materie che porta. Un bambino dai 7 ai 12 anni, può apprendere anche astrazioni e definizioni ma sono cibo pesante per lui, concetti sterili, sassi che entrano e pesano; portare l’insegnamento con immagini vive che risveglino il suo interesse, permette invece all’allievo di fare proprio il contenuto proposto dal maestro, di poterlo elaborare individualmente e farlo germogliare in un vero sapere.

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Come nel cibo è importante un pasto completo ed equilibrato così l’alternasi delle materie nella nostra scuola tiene ben presente le caratteristiche di queste e non può fondarsi su un arbitrario orario: a materie plastico formative, si alternano materie musicali

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linguistiche, momenti di concentrazione a momenti di espansione, in modo da generare un ritmo armonico, tra un argomento e l’altro ma anche all’interno dello stesso, come nella respirazione: inspiro espiro, per non andare nell’affaticamento, in ansia o stress. E come è importante questa attenzione al ritmo altrettanto fondante nella nostra scuola è l’idea di parlare ad un uomo completo e non solo alla mente; la pedagogia del vero, buono e bello mira a sviluppare in maniera armonica l’intelligenza, l’affettività e il corpo.

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Ogni argomento viene lavorato attraverso una tripartizione che vede tre momenti distinti ma integrati a riformare l’unità nell’allievo: per mezzo dell’attività artistica si muove il sentire, poi si alimenta la volontà, sviluppando intorno all’argomento trattato un’azione ed un impegno che arrivi fino al corpo dell’allievo e, solo alla fine, si arriva al concetto e alla definizione. E’ un sapere che non viene dato così com’è, ma che l’allievo trova alla fine del percorso e che ciascuno fa suo in maniera diversa a seconda del suo temperamento e delle sue attitudini, in questo modo ognuno ha la possibilità di sviluppare naturalmente il proprio talento. Nel primo incontro, dopo l’introduzione di una delle fondatrici della Libera scuola Janua, che presenterà l’intero piano di studi waldorf, le maestre dell’asilo ci guideranno nello spazio e nel tempo del bambino piccolo per scoprire come, nella nostra scuola, ogni minimo dettaglio è pensato per quel preciso momento di sviluppo che va dai primissimi anni all’età scolare. In un asilo waldorf le maestre non richiamano i bambini, non hanno bisogno di alzare la voce o ricorrere a divieti e punizioni, ma neanche a premi.

I bambini le seguono mentre loro cantano e lavorano, mentre insieme puliscono e ordinano; guardano in attesa la preparazione del laboratorio giornaliero, che sia la pittura, il pane o il disegno, tutti scanditi dal ritmo settimanale e da gesti compiuti che diventano rituale nel tempo; e i bambini sanno aspettare, stanno nelle loro attività con pazienza e osservano gli adulti. Come è possibile? Attraverso una formula che sembra quasi magica ma in realtà è solo buon senso e rispetto del bambino. Il bambino ha bisogno di Ritmi e riti e di parole immaginative. Quando un bambino sa quello che succede e, non perché gli viene detto, ma perché tutti i giorni succede così, in un tempo ciclico che si ripete, il bambino è tranquillo e entra nel fare senza che gli venga richiesto. Si costruiscono così le buone abitudini, come quella di rientrare a casa e lavarsi le mani che ormai facciamo senza neanche più pensarci, è la stessa cosa per il bambino.

Se poi queste azioni vengono ritualizzate, con un canto, una filastrocca o un gesto il bambino entrerà nel fare come danzando, guidato dal movimento e dal suono. E le parole immaginative? Sono parole che creano mondi. In un asilo waldorf non ci si mette in fila, si sale sul cocchio d’oro, e naturalmente i bambini seguono con ordine la maestra; non ci si siede al proprio posto, si entra nel castello formato dalle sedioline in cerchio e poi, prima di andare in giardino, si va al mercato delle scarpe dove ce n’è un paio giusto per ogni bambino. Le maestre portano il piccolo nel fare armonico del gruppo con la parola creativa, facendolo viaggiare di storia in storia, con il suono della voce e attraverso le immagini generate; in questo modo, si evitano richiami e disposizioni, e le regole sono le leggi della storia, che il bambino ha tutta la voglia di rispettare, perché quelle per lui hanno un vero senso: “Il treno non parte se non stiamo bene sui binari” li richiama la maestra, non c’è bisogno di spiegazioni è vero, è buono e bello. Un percorso quello della Libera scuola Janua, che porta i ragazzi a sviluppare la capacità di imparare a conoscere la propria vita dalla vita. “Imparare ad imparare, dunque, e continuare ad imparare per tutta la vita” come sottolinea lo stesso Steiner; una pedagogia che favorisce lo sviluppo del talento individuale, la capacità di affrontare i problemi con immaginazione, ispirazione e intuizione per poter vedere anche nelle difficoltà una possibilità di evoluzione. Oggi più che mai, la scuola deve fornire i giovani di strumenti adatti ad affrontare una realtà nuova e complessa dove la capacità di comprendere, conoscere e agire è fondamentale.

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