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Fecondazione assistita. Eterologa: 9 bambini su 10 sono
stranieri, flop delle donazioni in Italia

Centro Demetra e Eshre lanciano la guida alla donazione di ovociti

printDi :: 02 ottobre 2020 14:22
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(AGR) I figli della fecondazione eterologa in Italia sono per la quasi totalità stranieri: spagnoli, greci, danesi. Il motivo è semplice: nonostante la fecondazione eterologa sia eseguibile in Italia, ormai da sei anni, grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale, i donatori italiani sono ancora troppo pochi e per questo si fa ricorso alle banche estere. Secondo i dati della Relazione annuale sullo stato di attuazione della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita importiamo dall'estero ben il 96 % degli ovociti e l’82% del liquido seminale. Il tema è emerso nel corso dell’incontro sulla donazione dei gameti organizzato dal Centro Demetra di Firenze con la Società Italiana di Sterilità (SIFES).

convegno

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Per contribuire a sensibilizzare sull'importanza delle donazioni il Centro Demetra di Firenze lancia la prima guida informativa in collaborazione con l’ESHRE, la società europea di PMA: un aiuto per tutte le donatrici che vogliono compiere questo gesto altruistico in maniera consapevole. La guida è presente sul sito ESHRE in altre lingue e da oggi è disponibile in esclusiva sul sito Demetra al link: https://centrodemetra.com/blog/da-centro-demetra-ed-eshre-una-guida-sulla-donazione-degli-ovociti/ «L’insufficienza di donatori nel nostro paese è connessa a diversi fattori, in parte legati alla volontarietà dell’atto e alla mancanza di un rimborso spese ma anche collegati alla mancanza di una vera cultura della donazione. - spiega Claudia Livi, ginecologa responsabile Demetra - Il Centro Demetra ha collaborato con ESHRE, la Società Europea Riproduzione Umana ed Embriologia per la traduzione e la diffusione di questo opuscolo al fine di dare informazioni corrette alle donne che desiderassero donare i propri ovociti. La stesura del leaflet riflette le modalità più comuni seguite in molti Paesi europei.

È da sottolineare però che in Italia ci sono alcune differenze rispetto agli altri Paesi, ad esempio non è consentito riconoscere un rimborso spese, erogato in qualsiasi forma, alle donne che decidono di donare i propri gameti». La guida dedicata alle donne per rendere la donazione di ovociti una scelta informata e consapevole tratta diversi aspetti: dall’importanza della donazione ai passi per diventare donatrice alle modalità di accesso e ai possibili rischi. 

Donazione di gameti. La fecondazione con gameti donati è una scelta difficile, ma è l’unica possibilità che la medicina offre a chi ha problemi di sterilità assoluta, come quelli causati da interventi chirurgici, azoospermia (assenza di spermatozoi nell’eiaculato e nel testicolo) o menopausa precoce e tanti altri per cui non è possibile usare i propri gameti.

La donazione con gameti è una tecnica che si basa su ovociti e/o spermatozoi provenienti da un donatore o una donatrice.

Quando ricorrere alla donazione di gameti Sono tante le situazioni in cui la coppia può decidere di ricorrere alla donazione di gameti per avere un figlio e in particolare: Nell’uomo: azoospermia, ovvero mancanza di spermatozoi, ma anche oligospermia severa, problemi genetici e ripetuti fallimenti di cicli di fecondazione in vitro.

Nella donna: menopausa precoce, menopausa iatrogena (cioè dovuta a terapie mediche), problemi genetici, età materna avanzata e ripetuti fallimenti con la fecondazione in vitro. Appare, quindi, evidente come per alcune coppie la donazione di gameti sia l’unica risposta che la medicina può dare.

Breve storia della fecondazione eterologa Molti pensano che la donazione di gameti sia una tecnica nuova: in realtà la donazione di seme è largamente utilizzata fin dagli anni ’50.

In particolare, l’uso di gameti maschili è stato molto diffuso e richiesto prima della messa a punto (nel 1992) della tecnica ICSI che ha consentito la fecondazione degli ovociti anche in condizioni spermatiche molto critiche, in cui la presenza di spermatozoi validi sia estremamente ridotta. L’ovodonazione (che prevede una fecondazione in vitro) invece è stata eseguita per la prima volta nel 1983.

In questo secondo caso è importante ricordare che la donna nasce con un numero di uova predefinite, che col tempo diminuiscono. Per questo le probabilità di avere una gravidanza sono ottimali tra i 18 e i 25 anni, mentre calano rapidamente dopo i 37 anni di età.

Infine, intorno ai 40 anni si ha una forte diminuzione della fertilità e anche in presenza di mestruazioni regolari è più bassa la probabilità di avere figli. La fine della fertilità coincide con la menopausa. Inoltre, parlare di gravidanza oggi significa riferirsi ad una società molto cambiata che ha creato un gap tra l’età della maternità ideale in termini medici, e quella ideale in termini sociali.

Su questo ha influito l’aumento dell’età media in cui si cerca una gravidanza, che si è spostata verso un’età con fertilità ridotta.

Leggi e requisiti per la donazione di gameti La legge 40 ha vietato in Italia la donazione di gameti dal 2004 al 2014 e sono state migliaia le coppie che si sono recate nei centri esteri, soprattutto in Paesi come Spagna, Grecia e Repubblica Ceca, che offrivano invece questi tipi di trattamento.

Solo nel 2014 la Corte Costituzionale ha abrogato il divieto di fecondazione con gameti donati. Tuttavia, per ricevere i gameti è essenziale soddisfare alcuni requisiti:

Avere una causa di infertilità assoluta certificata da atto medicoessere una coppia di sesso diverso maggiorenne;

essere una coppia di sesso diverso coniugata o convivente.

L'abolizione della legge 40 in un solo anno ha portato dal 2015 al 2016 all'aumento da 2400 a 5400 delle coppie che hanno fatto ricorso alla fecondazione eterologa, mentre i cicli sono aumentati del 123%. Si è registrata anche una forte crescita del numero di neonati, passati da 601 del 2015 a 1457 del 2016 e le richieste di gameti sono in costante aumento.

Problemi della donazione di gameti

Il principale problema quando si parla di donazione di gameti è la mancanza di donatori o di donatrici italiani, dato che nel nostro Paese il donatore non ha diritto a rimborsi spese, indennizzi o permessi lavorativi retribuiti come avviene, ad esempio, in Spagna o Grecia. Inoltre, a differenza dei Paesi europei in cui la fecondazione eterologa è permessa, non viene fatta nessuna informazione sulla necessità di gameti donati, come avviene invece in altre tipologie di donazioni (per esempio, quella del sangue). Per questo non esistono donazioni in Italia e i gameti maschili e femminili provengono quasi esclusivamente da altri Paesi Europei grazie a collaborazioni tra i centri italiani come Centro Demetra e i centri esteri. Inoltre, nella eterologa femminile si tratta di ricevere sempre ovociti congelati, unica tecnica possibile con il Servizio Sanitario Nazionale e che prevede l’importazione dall’estero di ovociti congelati.

É possibile anche un’altra modalità (ottenibile solo in regime privato) che prevede l’invio all’estero di liquido seminale del partner maschile per fecondare “a fresco” gli ovociti della donatrice, ottenere embrioni allo stadio di blastocisti che vengono poi inviati in Italia crioconservati.

Come avviene la selezione dei donatori

Può donare gameti chi non ha compiuto i 35 anni di età e con una storia familiare e personale negativa per malattie genetiche; la selezione del donatore avviene in modo da rispettare le caratteristiche somatiche della coppia, ovvero colore degli occhi, colore dei capelli, carnagione.

In generale, la percentuale di successo della fecondazione eterologa è pari al 40% per ogni tentativo se si utilizzano ovociti donati crioconservati, mentre quella con i propri ovociti declina una volta superati i 35 anni di età. Il fattore più importante per il successo di questa tecnica è, infatti, l’età dell’ovocita: le donatrici sono donne giovani e il successo dell'impianto è reso possibile assicurato dalla preparazione dell'endometrio eseguita con terapie a base di estrogeni e progesterone. Ricordiamo, infine, come le regole di accesso ai centri pubblici o privati-convenzionati per eseguire cicli di trattamento all'interno del SSN cambino a seconda della regione di appartenenza e come anche l'aspetto economico rappresenti ancora oggi un freno per molte coppie. Donare i gameti e accedere alla fecondazione eterologa è una scelta difficile anche dal punto di vista psicologico, anche se il Centro Demetra è fermamente convinto che avere un figlio e diventare genitori è un progetto che nasce dal cuore e dalla testa e non dai genitali.

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