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Per Mourinho

L'esonero del Mister Portoghese

printDi :: 17 gennaio 2024 09:23
L'esonero del Mister Portoghese

L'esonero del Mister Portoghese

(AGR) C'è da chiedersi se la proprietà abbia sinceramente puntato ai grandi traguardi europei o non abbia, piuttosto, limitato i suoi obiettivi ad un molto provinciale 'tirà a campà' del tipo 'che importa se arriviamo ottavi, basta essere in Europa...' Se così fosse, si spiegherebbero tutte quelle pippette nostrane e d'oltralpe che nel corso delle gestioni 'americane' sono venute a svernare alla Roma. Avventizi portati qui in virtù di 'bizzarre' campagne trasferimenti'. A Roma e nel suo circondario, esistono centinaia di squadre: è mai possibile che tra quelle centinaia di ragazzi non si trovino quattro, cinque giocatori all'altezza? Quale miglior occasione sarebbe stata per quei giocatori essere gestiti da un allenatore come Mourinho? Il ragionamento è semplice e facile da comprendere: se devo costruire una squadra competitiva, di livello continentale, allora devo fare investimenti seri, (Messi, McGuire, Otamendi, Di Maria, Bellingham, Modric..., tanto per fare qualche nome a caso...) oppure se mi accontento di disputare campionati di retroguardia, non vado oltre di quel che passa il convento, che, da quanto si è visto, sembra proprio la scelta della proprietà. Ma chi di dovere tenga presente che la gran parte della tifoseria romanista, se continua così, potrebbe anche decidere di mettere fine ai 'tutto esaurito'. La coglionaggine non è di casa a Roma.

Risalendo nel tempo, tornando cioè al suo arrivo alla Roma, stando ai si dice Mourinho chiese giocatori di nome, che, secondo qualche media, non arrivarono per via dell'alto costo dei cartellini o perchè qualcun altro era arrivato prima. Di investimenti clamorosi, nel senso di 'importanti', dunque non ce ne furono, sicchè Mourinho dovette lavorare con giocatori che non conosceva o conosceva solo per sentito dire. Nonostante ciò, sebbene molti giocatori presto risultassero investimenti del tutto inutili, arrivò la partecipazione alla Coppa Conference, a 'compenso' di un poco esaltante ottavo posto finale, 'conquistato' praticamente all'ultima giornata a spese di un brillantissimo Sassuolo, tra clamorosi alti e bassi di campionato. A chi, se non a Mourinho, oltreche ai giocatori, naturalmente, va il merito di aver centrato quell'obbiettivo? 

Alla conquista di quella coppa, in molti della tifoseria, ma anche della stessa Proprietà, si illusero che 'andava bene così', il che significava che neanche nel suo secondo anno di permanenza alla Roma, al mister portoghese sarebbero stati messi a disposizione quei nomi che ogni tifoseria sogna. In fondo, il ragionameto del tifoso è sempre semplice: a un allenatore di grido come Mourinho non puoi mettere a disposizione pizza e fichi. Invece, anche in quella tornata di mercato dei trasferimenti arrivarono avventizi che servirono a ben poco. Tuttavia, a fine campionato arrivò la partecipazione alla Coppa Uefa Europa League, che la Roma onorò alla grande arrivando alla finale, poi persa a causa di un arbitraggio osceno. Anche in quella fattispecie, stentiamo a trovare a chi attribuire il merito di essere arrivati alla finale del torneo se non a Mourinho, trovatosi a competere avendo a disposizione una quadra piena di mezze figure, avventizi appunto, dei quali se ne sono persele tracce, almeno a Roma.

Si apre la stagione, terzo anno di Mourinho alla Roma: dopo un inizio di campionato terrificante, la squadra giallorossa risale la corrente fino ad arrivare al quarto posto, e in coppa Uefa la sua marcia è trionfale.ma, stranamente, si interrompe proprio nel suo  momento migliore. In campionato succede più o meno la  stessa cosa: arrivata al quarto posto, inizia la discesa: non sono pochi, anche fuori di tifoseria, a chiedersi cosa possa essere successo. Di certo, qualcosa dev'essere successo: tutte quelle sconfitte così ravvicinate e del tutto impronosticabili, non possone essere imputate a Mourinho: arbitraggi a danno della Roma, infortuni, polemiche, gli atteggiamenti  'disinvolti' tenuti da Mourinho a bordo campo, che sovente gli sono costati espulsioni e ammende, metteteci pure tutto quello che volete, ma poi, in campo ci sono andati i giocatori, giusto?, e si sa che, sovente, le sgolature dalla panchina, volutamente o no, non vengono recepite da chi è in campo.

Ma allora, a conti fatti, di chi potrebbe essere la colpa dell'andazzo negativo della Roma: A) della Proprietà che ha chiamato un allenatore tra i più preparati al mondo e gli ha affidato una squadra così così, cioè che poteva ambire, al massimo, a disputare la coppa Uefa Europa League perchè di scudetto e Champions league neanche a parlarne? B) dell'allenatore che, forse per un eccesso di amore per la tifoseria romanista, ha accettato l'incarico e poi è rimasto pur non essendo stato accontentato, rischiando, a causa delle promesse societarie non mantenute, fiaschi più che probabili e il posto che da anni occupa nel ristrettissimo pantheon degli allenatori? C) di quei giocatori, pochi per fortuna, che, osannati dai media non si sa bene per quale ragione ma, ahinoi, sicuri del posto in squadra, se ne sono ben guardati dal fare il proprio dovere in campo. Con tanti saluti alla tifoseria che ad ogni partita 'ammira' dagli spalti quelle ridicole performance?.

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