Ostia, scuole di surf, appassionati e praticanti di paddle chiedono spazi adeguati per la pratica sportiva
Questa mattina 24 maggio gli organizzatori di "Surf Paddle out": Ostia Surf, Pettirosso Surf School, Nauti Surf Academy, Sealover Surf School and Travel, Whater Sport Center e Surf Cartoon si sono incontrati al pontile per richiedere spiagge e specchi di mare dove poter praticare gli sport acquatici

Paddle out il cerchio dei surfisti al pontile ph credit Pino Rampolla
(AGR) di Pino Rampolla
Sul pontile di Ostia il mare torna a essere simbolo di libertà, partecipazione e diritti. Questa mattina 24 maggio, in piazza dei Ravennati, si è svolta l’iniziativa “Surf paddle out”, promossa dalle associazioni del territorio insieme alle scuole di formazione e agli istruttori ed appassionati degli sport acquatici. Un appuntamento che ha unito surfisti, atleti, famiglie e cittadini in una manifestazione pacifica e partecipata per difendere il diritto di vivere il mare in libertà.
Le realtà organizzatrici: "Ostia Surf, Pettirosso Surf School, Nauti Surf Academy, Sealover Surf School and Travel, Whater Sport Center e Surf Cartoon" hanno voluto accendere i riflettori sulle difficoltà che da anni interessano il settore. Al centro della protesta la richiesta di spazi adeguati per discipline olimpiche come surf, SUP e canoa, considerate una parte integrante della cultura sportiva del litorale romano.
Il “paddle out”, tradizionale cerchio in mare dei surfisti, si è trasformato così in un gesto simbolico ma anche concreto: una mattinata di sport, rispetto del mare e partecipazione civile.
Tra i presenti anche il consigliere comunale Paolo Ferrara, che ha espresso vicinanza al movimento. “Questi ragazzi rappresentano gli ambientalisti più concreti che esistano – ha scritto su Facebook–. Non urlano slogan, ma portano proposte e riescono a trasformarle in una festa”. Ferrara ha sottolineato come la mancanza di norme chiare e di un sistema realmente inclusivo abbia spesso ostacolato la crescita delle scuole sportive e delle comunità legate al mare.
La manifestazione ha mostrato il volto autentico di una comunità che chiede semplicemente di poter praticare sport e vivere il mare senza ostacoli burocratici. Tra onde, tavole e spirito di condivisione, da Ostia arriva un messaggio preciso: il mare è un bene comune da proteggere e uno spazio di libertà che appartiene a tutti.
















