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Viviamo Fiumicino, blocco licenziamenti alla scadenza a rischio soprattutto il settore aeroportuale

L'associazione Viviamo Fiumicino sulla crisi di Governo. Basta con questo teatrino, con la fine del blocco dei licenziamenti sono a rischio migliaia di posti di lavoro, a rischio la filiera aeroportuale con un notevole e grave impatto per il nostro territorio

printDi :: 02 febbraio 2021 16:25
Viviamo Fiumicino, blocco licenziamenti alla scadenza a rischio soprattutto il settore aeroportuale

(AGR) "Mentre solo nel mese di dicembre, nonostante ci sia ancora il blocco dei licenziamenti, si sono aggiunti ulteriori 100mila disoccupati, impiegati nel settore terziario, come la ristorazione o nel lavoro stagionale, e il 31 marzo, data di scadenza del suddetto blocco, sia dietro l'angolo, le forze della Maggioranza di Governo, proseguono questo deplorevole ‘teatrino’ di scontri su attribuzioni e giri di poltrone, ministeri, incarichi di diverso tipo, giocando a "Tressette con il morto", in cui ruolo di quest'ultimo purtroppo,  sono gli italiani, i tanti padri e madri di famiglia, a ricoprirlo. - si legge in una nota stampa diffusa dall'associazione Viviamo Fiumicino - Si parla di inevitabili licenziamenti, già dal mese di aprile come per il lavoratori dello stabilimento Whirlpool di Napoli, di migliaia e trasversali esuberi, che riguardano sia la distribuzione come l'ex gruppo Auchan e Carrefour, sia i gruppi bancari,  tutta la filiera aeroportuale, a partire dalle compagnie aeree e le società di handling, per finire a tutto l'indotto ad essa collegato, senza trascurare ovviamente il nodo Alitalia, che vede un piano di presunto rilancio, assolutamente inadeguato.

Tutto ciò, avrà un impatto notevole su tutto il territorio nazionale e, purtroppo, investirà anche il nostro Comune, per situazioni di grave criticità, che riguardano soprattutto il settore aeroportuale, da cui dipende la maggior parte del tessuto economico locale. Pensiamo, ad esempio, alle strutture ricettive, alla ristorazione, ai trasporti privati, ma anche a situazioni di crisi occupazionale, già preesistenti rispetto all'avvento del Covid, come per lo stabilimento Opel, per gli ex dipendenti Ceva e per quelli di Auchan.

Volendo fare un'ulteriore considerazione, questa crisi di Governo, che sta lasciando il Paese al palo e rischia di innescare una vera e propria bomba sociale, in realtà, vede tra gli attori protagonisti, un esponente politico con uno scarso 3% dell'elettorato, che si sarebbe dovuto dimettere dalla vita politica, già all'indomani del Referendum del 2016, come sua stessa ammissione, mentre la sua controparte, vede il resto del Governo, legittimato dalla Costituzione, ma moralmente illegittimo, perché non rappresenta l'espressione della volontà popolare, i cui due maggiori partiti in passato, si scambiavano pesanti accuse che tutti noi ricordiamo, come "mai con il partito di Bibbiano" da una parte e "mai con gli antieuropeisti e i no TAV" dall'altra.

Il Paese non ha bisogno di questo. - conclude la nota stampa dell'associazione - Necessita risposte immediate, assunzioni di responsabilità, guide autorevoli e non di improbabili ‘saltimbanchi’. Evidentemente, se si assiste ad un progressivo disinteresse degli italiani alla politica, al netto anche di un certo e generale decadimento di valori, forse è perché la politica stessa ha perso l'interesse per le persone, per le famiglie, per i lavoratori e quindi per riflesso, costituisce la naturale conseguenza". Firmato: ViviAmo Fiumicino 

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