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Roma, il Vaticano dona alla Questura la Croce del Giubileo 2025, come eredità dell'Anno Santo

La Croce, che ha accompagnato milioni di fedeli nel percorso verso la Porta Santa, si configura come memoria viva di un tempo di grazia, riconciliazione e soprattutto di speranza: un simbolo che racchiude in sé il valore di un cammino collettivo e che oggi viene affidato alla Questura

printDi :: 31 marzo 2026 20:20
La consegna della Croce in Questura

La consegna della Croce in Questura

(AGR) Con una cerimonia svoltasi in via San Vitale, il simbolo che ha accompagnato il cammino di milioni di fedeli lungo l’Anno Santo è stato solennemente donato alla Questura di Roma.Con la consegna simbolica di S.E.R. Mons. Rino Fisichella al Questore di Roma, la Croce del Giubileo Ordinario 2025, proveniente dalla Città del Vaticano, entra da oggi a far parte del patrimonio dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, come segno tangibile di devozione e memoria spirituale.

Il passaggio di consegne assume un alto valore evocativo, richiamando il filo ideale che ha unito, lungo l’intero Anno Santo, la dimensione liturgica e universale del Giubileo a quella operativa e quotidiana di chi ha garantito la sicurezza dei pellegrini e la tutela dell’ordine pubblico.

 
La Croce, che ha accompagnato milioni di fedeli nel percorso verso la Porta Santa, si configura come memoria viva di un tempo di grazia, riconciliazione e soprattutto di speranza: un simbolo che racchiude in sé il valore di un cammino collettivo e che oggi viene affidato alla Questura, quale testimonianza dell’impegno profuso silenziosamente dalle donne e dagli uomini della Polizia di Stato.La consegna rappresenta, pertanto, non solo un riconoscimento simbolico, ma anche l’eredità morale che richiama, nella quotidianità del servizio, i valori della responsabilità, umanità, prossimità e dell’impegno al servizio della collettività.

La Croce, che sarà custodita in una teca al piano terra della sede di via San Vitale, continuerà a rappresentare un segno identitario di un’esperienza condivisa, mantenendo vivo il legame tra la dimensione spirituale del Giubileo “Spes non confundit” e l’azione concreta di chi ha contribuito a renderlo possibile, nel solco dei valori della accoglienza e della sicurezza.

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