Roma Esquilino, le forze dell'ordine non mollano la presa, ancora 6 arresti, ordini di allontanamento e sigilli ad un locale
L’intervento sotto il coordinamento della Polizia ha visto convergere, in un'unica strategia operativa, controllo del territorio, contrasto all'immigrazione irregolare ed all'abusivismo commerciale, verifiche amministrative, attività antidegrado e tutela delle persone in condizioni di fragilità

(AGR) Un dispositivo straordinario della Polizia di Stato ha rafforzato il presidio di sicurezza lungo l'asse Esquilino-Viminale, estendendo il controllo dalla stazione Termini alle strade circostanti. L’intervento ha visto convergere, in un'unica strategia operativa, controllo del territorio, contrasto all'immigrazione irregolare ed all'abusivismo commerciale, verifiche amministrative, attività antidegrado e tutela delle persone in condizioni di fragilità.
L'operazione, coordinata dai Commissariati di P.S. Viminale ed Esquilino, ha visto impiegati agenti della Polizia di Stato, con il concorso della Guardia di Finanza, della Polizia Locale di Roma Capitale, delle unità cinofile, di AMA e della Sala Operativa Sociale.
Complessivamente sono state identificate oltre 200 persone. Tra queste sono emerse alcune situazioni di vulnerabilità che hanno richiesto l’attivazione, da parte degli operatori sociali, dei necessari percorsi assistenziali.
Particolare attenzione è stata dedicata alle verifiche in materia di immigrazione. Diversi cittadini stranieri sono stati accompagnati presso l'Ufficio Immigrazione per gli accertamenti sulla regolarità della loro permanenza sul territorio nazionale. Gli approfondimenti si sono tradotti nell’emissione di quattro ordini di allontanamento.
I controlli si sono poi concentrati sulle attività commerciali insistenti nell'area di Termini.
Le verifiche amministrative ed igienico-sanitarie hanno lasciato emergere gravi criticità in due esercizi di somministrazione: nel deposito alimentare di uno sono state riscontrate infestazioni di roditori, mentre nel magazzino dell'altro la presenza di blatte ha determinato l'immediata adozione dei provvedimenti di chiusura. Nei confronti di due ambulanti abusivi sono stati, invece, eseguiti sequestri di merce e contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 10.000 euro.
In entrambi i casi il monopattino avrebbe rappresentato il mezzo utilizzato per movimentare la droga. Nel primo episodio, una cessione di eroina intercettata dagli agenti all'ingresso del locale ha consentito di risalire all'abitazione del presunto pusher. Durante la perquisizione, nascosti all'interno di un mocassino custodito nella scarpiera, sono stati rinvenuti un bilancino di precisione e circa 7.000 euro in contanti, ai quali si sono aggiunti altri 910 euro nascosti tra gli indumenti indossati dall’uomo. Nell'appartamento sono stati, inoltre, sequestrati 16 computer portatili, 10 telefoni cellulari e 8 paia di auricolari.
Il medesimo esercizio era già finito sotto osservazione in occasione di un secondo episodio. Un uomo, giunto sul posto in monopattino, avrebbe prelevato un contenitore occultato all'interno del manubrio per poi entrare nel locale. Gli agenti hanno successivamente recuperato, sotto il tavolino al quale si era seduto, circa 24 grammi di hashish, mentre nelle sue disponibilità sono stati trovati 350 euro in contanti.Dai reati predatori allo spaccio ed alle lesioni personali spaziano, infine, gli ulteriori tre arresti eseguiti nel corso delle operazioni.
Nel giro di poche ore sono finiti in manette, colti nella flagranza del reato, due giovani gravemente indiziati dei reati rispettivamente di furto e lesioni personali. Ad aggiungersi al bilancio dell’operazione è stato, infine, un cittadino tunisino, rintracciato nel corso dei controlli e risultato destinatario di un aggravamento della misura cautelare nell’ambito di un procedimento per reati in materia di stupefacenti.
L’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’operato della Polizia di Stato.
Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.
foto archivio AGR da Polizia di Stato
















