Utilizziamo i cookie per abilitare e migliorare le funzionalita' del sito web, servire contenuti per voi piu' pertinenti, ed integrare i social media. E' possibile rivedere la nostra privacy policy cliccando qui e la nostra cookie policy cliccando qui. Se chiudi questo avviso, acconsenti all'utilizzo dei cookie. Per modificare le impostazioni dei cookies clicca qui

SEI GIA' REGISTRATO? EFFETTUA ADESSO IL LOGIN.



ricordami per 365 giorni

HAI DIMENTICATO LA PASSWORD? CLICCA QUI

NON SEI ANCORA REGISTRATO ? CLICCA QUI E REGISTRATI !

Roma, aggressione omofoba, identificati i responsabili, eseguita la misura cautelare della permanenza in casa

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieeri la violenza è esplosa con modalità del tutto gratuite: la vittima, un ragazzo di 25 anni che stava rincasando da solo, è stata accerchiata dal gruppo. Dapprima uno dei minori lo ha provocato poi gli aggressori lo avrebbero colpito ripetutamente

printDi :: 03 marzo 2026 11:20
Carabinieri Centro intervenuti

Carabinieri Centro intervenuti

(AGR) I Carabinieri del Comando Stazione Carabinieri di Roma Piazza Farnese ha eseguito un’ordinanza che dispone la misura cautelare della permanenza in casa nei confronti di tre ragazzi minorenni, tutti diciassettenni.

Il provvedimento, emesso in data 20 febbraio 2026 dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale per i Minorenni, scaturisce dai gravi indizi di colpevolezza raccolti in merito al brutale pestaggio a sfondo omofobo avvenuto la notte del 14 settembre 2025 in Corso Vittorio Emanuele II.

 
I tre giovani destinatari della misura erano già stati precedentemente identificati e denunciati a piede libero al termine di un’articolata attività investigativa condotta dai Carabinieri. L'identificazione dei tre era stata resa possibile attraverso un meticoloso incrocio di dati, comprensivo dell'analisi delle telecamere di videosorveglianza dell'area, accertamenti bancari sui pagamenti effettuati dal gruppo, analisi dei social network, escussione di testimoni e precise individuazioni fotografiche.

Secondo quanto ricostruito, la violenza è esplosa con modalità del tutto gratuite: la vittima, un ragazzo di 25 anni che stava rincasando da solo, è stata accerchiata dal gruppo. Dapprima uno dei minori gli ha strappato e spezzato un ventaglio che aveva tra le mani, per poi sputargli in viso; subito dopo, gli aggressori lo avrebbero colpito ripetutamente con pugni al volto, alle costole e alla nuca. Mentre il venticinquenne cadeva a terra sanguinante, il gruppo avrebbe continuato a infierire deridendolo e rivolgendogli pesanti insulti e minacce di matrice omofoba, prima di allontanarsi.

A seguito dell'aggressione, la persona offesa ha riportato lesioni severe: un trauma cranio facciale complicato, la frattura delle ossa nasali e contusioni costali, per una prognosi iniziale di 20 giorni. A questo quadro clinico si è successivamente aggiunto un Disturbo Post Traumatico da Stress, formalmente accertato a dicembre 2025, con un'ulteriore prognosi di 30 giorni.

Nell'ordinanza, il GIP ha sottolineato la gravità delle condotte, agite con finalità di "mera sopraffazione e umiliazione della vittima", evidenziando profili di pericolosità e una personalità "caratterizzata da evidente omofobia e incline al delitto" da parte degli indagati, già gravati da carichi pendenti per altri reati.

Sebbene la Procura avesse avanzato richiesta per il collocamento in comunità dei tre minori, il Giudice ha ritenuto di applicare la misura della permanenza in casa, con divieto di allontanarsi dalle rispettive abitazioni. La decisione mira a bilanciare la necessità di contenere il pericolo di reiterazione del reato con la salvaguardia delle esigenze educative dei giovani, ritenendo il contesto familiare attualmente adeguato ad assicurare il rispetto delle prescrizioni.

I tre indagati sono stati affidati ai servizi minorili dell'amministrazione della giustizia. Il Tribunale ha emesso un severo avvertimento: in caso di gravi o ripetute violazioni dell'obbligo di restare in casa, o di allontanamento ingiustificato, potrà essere immediatamente disposta la misura più afflittiva del collocamento in comunità.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

Photo gallery

Carabinieri Centro intervenuti

Partecipa anche tu affinche' l'informazione vera e trasparente sia un bene per tutti

 
 
x

ATTENZIONE