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Riano, 30 ettari di bosco in fiamme sul Monte Perazzo, denunciato il responsabile

Maxi incendio sulla via Tiberina provocato da un 54enne che aveva accesso un fuoco nel proprio terreno, il forte vento ha propagato le fiamme al bosco. I militari hano contestato all'uomo anche la mancata pulizia del fondo di proprietà e il mancato rispetto del divieto di accensione dei fuochi

printDi :: 30 giugno 2022 17:52
Carabinieri la stazione di Riano

Carabinieri la stazione di Riano

(AGR) Si comunica, nel rispetto dei diritti dell’indagato (da ritenersi presunto innocente in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile) e al fine di garantire il diritto di cronaca costituzionalmente garantito, che i Carabinieri di Riano hanno denunciato un 54enne del posto ritenuto responsabile dell’incendio colposo che ha mandato in fumo 30 ettari a Monte Perazzo nel Comune di Riano.

È stato un piccolo focolare acceso dall’uomo per fare pulizia nel suo appezzamento ad innescare l’incendio che lo scorso 18 giugno ha generato notevole apprensione, arrivando anche a lambire un’abitazione che ha subito danni all’impianto idrico ed elettrico. L’incendio inizialmente è stato domato da 3 autobotti dei Vigili del Fuoco e 4 mezzi della protezione civile di Riano. Successivamente l’attività d’indagine svolta dai Carabinieri della Stazione Riano ha permesso di risalire a un imprenditore edile del posto, al quale gli stessi militari hanno contestato anche la mancata pulizia del fondo di proprietà e il mancato rispetto del divieto di accensione dei fuochi, previsto per il periodo estivo.

Le fiamme hanno inizialmente interessato terreno prativo per poi lambire abitazioni vicine propagarsi velocemente, anche a causa del forte vento. La siccità, l’assenza di umidità notturna, il forte vento e le sterpaglie infatti hanno reso particolarmente difficili le operazioni di bonifica e contenimento dell’incendio. Le squadre antincendio e i vigili del fuoco sono dovuti intervenire anche nella giornata successiva per spegnere gli ultimi focolai rimasti attivi.

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