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Di E. B.: Redazione AGR :: 28 dicembre 2022 16:52
Visibile fino al 6 gennaio il "Presepe dal cielo" di Dario Emilio Carli

(AGR) Un gruppo di statuine in terracotta dipinta del più piccolo presepe napoletano abbandona la classica ambientazione per collocarsi su un piano perpendicolare. Una migrazione che si ricompone in un grumo di colori imprecisi per celebrare il bambinello da un'altra prospettiva.
Le figure in assembramento, riunite attorno al loro centro nevralgico, compongono un rito rinnovabile, fermo per un tempo indefinito. Quello che somiglia ad uno sciame è in realtà un coacervo di umanità visto dall’alto, conforme alla visione aerea di un drone. Un salto di scala che colloca lo spettatore a mezz’aria, costretto a superare gli ostacoli del vedere fisiologico. Si rende esclusiva la celebrazione, affinché non proprio tutti si approprino visivamente del presepe per consumo e abuso. Secondo la personale visione dell’artista, fare il presepe è un atto di devozione e di adozione, un omaggio alla complessa storia culturale e ai valori diffusamente popolari e colti del presepio stesso. Un antidoto sincero allo sconforto, ben distinto dal politico e strategico ruolo di procurarsi l’opportunità di un adescamento propagandistico.
foto da comunicato
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