AGR - Agenzia di Stampa

09 giugno 2020 15:19

Vietare il commercio di animale esotici, appello LAV al Ministro dell'ambiente COSTA

(AGR) LAV ha scritto al Ministro Costa chiedendogli di esser lungimirante e comprendere che il commercio, anche legale, di animali esotici, deve essere vietato, ancor più dopo le evidenze dei rischi che il nostro rapporto, sbagliato, con gli animali selvatici comporta, e per non ritrovarci in situazioni come quella che stiamo vivendo con il Covid-19.

Queste le richieste inviate al Ministro:

 
La vicenda delle tigri partite da Latina e dirette a un fantomatico zoo in Daghestan è emblematica: da subito ci siamo impegnati con tutte le nostre forze, per far luce sulle circostanze che hanno permesso, lo scorso ottobre, il trasporto di dieci tigri da un allevamento di Latina fino al confine tra la Polonia e la Bielorussia, dove sono state bloccate dalle autorità locali per la mancanza di documentazioni di viaggio e soprattutto per verificare l’idoneità del mezzo adibito al trasporto: idoneità che è apparsa immediatamente lontana dal poter esser definita adeguata, al punto che  una delle tigri non è sopravvissuta alle condizioni di trasporto.

Erano tutte destinate a un inesistente “zoo” in Daghestan: una destinazione fittizia, probabile punto di partenza di orribili traffici verso la Cina, dove spesso gli animali arrivano già smembrati per essere utilizzati nella medicina tradizionale.

Un recente studio ha confermato che l’Italia è uno dei principali Paesi coinvolto nel commercio di tigri in Europa. E che l’Europa è l’area  da cui provengono l’85% delle tigri commerciate nel mondo: un triste primato che rappresenta una vergogna per l’Italia e per l’Europa che, a differenza della maggioranza degli aderenti alla Convenzione di Washington, non hanno recepito la Decisione 14.69 presa dalla 14° Conferenza delle Parti nel giugno 2007, che stabilisce il divieto di far riprodurre tigri (e altri grandi felini asiatici) in cattività, se non per ragioni inerenti la conservazione della specie in natura. Inoltre, è esplicitato il divieto di commercio di parti di tigri e di prodotti derivati.

L’avvenimento di Latina, invece, conferma quelli che prima erano solo sospetti, avvalorati dai dati contenuti nei dossier di associazioni estere: l’ipotesi che in Italia vengano allevate tigri da esportare verso destinazioni dove rischiano di finire in polvere o smembrate dentro a qualche intruglio medico-tradizionale cinese!

“Questo è inaccettabile e per questo motivo, abbiamo lanciato una petizione (change.org/nontrafficoanimali) che ha già raccolto oltre 45.000 firme di cittadini italiani, grazie anche all’attenzione mediatica che si è scatenata in Italia e soprattutto in altri paesi dell’Unione. - afferma Andrea Casini, responsabile LAV Area Animali esotici - Non possiamo ignorare l’appello dei cittadini Italiani ed europei, né la sofferenza di questi animali e di molte altre specie coinvolte in traffici o in commerci assurdi”.

“Siamo convinti che questa sia una battaglia per il bene e il benessere di tutti gli esseri viventi, e che questa terribile situazione che viviamo ci imponga una massima di buon senso atto alla sopravvivenza e alla resilienza della nostra specie e che ci suggerisca di rialzarci, combattere, reagire e tornare a vivere, ma #NONCOMEPRIMA”, conclude Casini.

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