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Di E. B.: Redazione AGR :: 06 ottobre 2026 15:29
VI Futuro Roma, festival di danza e cultura contemporanea

(AGR) Dopo la pausa estiva, FUTURO ROMA torna a ottobre con gli ultimi appuntamenti della sua sesta edizione, dal 9 all’11 ottobre allo Spazio Diamante di Roma, per chiudere il festival attraverso una programmazione che intreccia danza contemporanea, ricerca, musica e incontro.Tre giornate dedicate a linguaggi diversi, ma accomunati da una stessa attenzione al corpo come luogo di trasformazione, relazione e osservazione del presente.
Si parte venerdì 9 ottobre (ore 10) con SìR – Sharing in Roma, il progetto dedicato all’incontro tra professionisti della danza e delle arti performative, che ospita la pratica Decoding Improvisation di Olimpia Fortuni, tra ascolto, consapevolezza corporea e sguardo critico sul movimento. La serata prosegue alle ore 19 con X /per/, creazione della stessa Fortuni insieme alla sound artist Katatonic Silentio, un’esperienza in cui suono, movimento e simbolismo archetipico costruiscono un dialogo sospeso tra reale e surreale.
Sabato 10 ottobre ore 20.30 è la volta di Welcome to Reality, la nuova produzione di Ritmi Sotterranei, compagnia diretta da Alessia Gatta. Lo spettacolo attraversa il confine sempre più sottile tra realtà e finzione e riflette sulla normalizzazione delle tragedie quotidiane, in un mondo in cui guerre, crisi e violenza rischiano di trasformarsi in immagini da consumare come intrattenimento.
Domenica 11 ottobre alle ore 19 il festival cambia ancora registro con Shaking the Blue – Live di Marta Capponi, progetto musicale nato tra Londra e Italia che unisce jazz, improvvisazione e scrittura e porta al centro la voce come spazio di espressione e trasformazione.
L’appuntamento sarà seguito alle ore 20.30 dal Futuro Roma Closing Party, in collaborazione con Retroscena la vineria del teatro. Una festa conclusiva a ingresso libero che chiude questa sesta edizione senza però interromperne il movimento. Con gli appuntamenti di ottobre, FUTURO ROMA conferma la propria vocazione a costruire uno spazio aperto alla pluralità dei linguaggi e delle esperienze, dove la danza non è soltanto spettacolo, ma pratica di ascolto, confronto e relazione. Perché, come recita il claim di questa edizione, il futuro arriva lo stesso.
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