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Di E. B.: Redazione AGR :: 29 ottobre 2026 16:16
"Un albero per la salute", 130 alberature messe a dimora negli ospedali italiani da FADOI e Carabinieri

(AGR) FADOI e Carabinieri celebrano a Roma la quarta edizione del progetto “Un albero per la salute”. Altri 30 alberi messi a dimora negli ospedali. Ogni anno nel mondo 6,6 milioni di morti per l’inquinamento atmosferico e la sanità produce il 5% delle emissioni globali di gas serra. Montagnani (FADOI): “La prevenzione non si fa soltanto in corsia. Non possiamo curare i malati e ignorare ciò che li fa ammalare”.
Se si ammala l’ambiente, si ammalano anche le persone. E gli ospedali, oltre a curare le conseguenze delle malattie, devono diventare protagonisti di una nuova cultura della prevenzione, della sostenibilità e della tutela della salute. È questo il messaggio della quarta edizione di “Un albero per la salute”, il progetto promosso da FADOI, la Federazione dei medici internisti ospedalieri, in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri – Raggruppamento Biodiversità, celebrato oggi presso l’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola di Roma.
Un gesto concreto e simbolico, ma soprattutto un messaggio rivolto a tutto il sistema sanitario: non esiste una salute delle persone separata da quella dell’ambiente.
Montagnani(FADOI): “Non possiamo curare i malati e ignorare ciò che li fa ammalare”
“Come medici siamo abituati a intervenire quando una malattia si manifesta. Ma dobbiamo avere il coraggio di guardare anche a ciò che contribuisce a far ammalare le persone. E tra questi fattori l’ambiente ha un peso sempre più rilevante”, sottolinea Andrea Montagnani, presidente nazionale FADOI.
“L’inquinamento atmosferico favorisce patologie respiratorie, cardiovascolari e oncologiche. Le ondate di calore rappresentano una minaccia crescente, soprattutto per gli anziani e i pazienti fragili. Sono problemi che noi internisti incontriamo ogni giorno nei reparti ospedalieri. Per questo non possiamo più considerare la tutela dell’ambiente una questione separata dalla medicina. La prevenzione non si fa soltanto in corsia: comincia dall’aria che respiriamo, dall’acqua che beviamo e dalla qualità dei luoghi in cui viviamo”.
“C’è poi un paradosso che dobbiamo affrontare – prosegue Montagnani – perché la stessa sanità, nata per proteggere la salute, contribuisce per circa il 5% alle emissioni globali di gas serra. Dobbiamo impegnarci per rendere gli ospedali più sostenibili, ridurre gli sprechi, migliorare l’efficienza energetica e promuovere modelli organizzativi e assistenziali attenti all’ambiente. L’approccio One Health deve entrare concretamente nelle politiche sanitarie. I 130 alberi messi a dimora sono un simbolo di questa responsabilità, ma soprattutto un invito ad agire”.
Manicone (Carabinieri): “Difendere la biodiversità significa difendere la vita”
“La tutela della biodiversità non riguarda soltanto la salvaguardia di specie vegetali e animali, ma rappresenta una condizione fondamentale per la qualità della vita e la salute delle comunità”, dichiara il Gen. B. Raffaele Pio Manicone Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela della Biodiversità.
“Con questo progetto abbiamo voluto portare nei luoghi della cura un segno tangibile del legame tra natura e benessere umano. Ogni albero messo a dimora è un investimento nel futuro e un’occasione per diffondere una maggiore cultura ambientale. Difendere la biodiversità significa difendere la vita, e la collaborazione con i medici internisti dimostra che la tutela dell’ambiente è un impegno che deve coinvolgere tutta la società”.
L’Arma dei Carabinieri, attraverso il Raggruppamento Biodiversità, sottolinea il valore educativo dell’iniziativa.
“Il nostro impegno non si limita alla protezione del patrimonio naturale, ma comprende anche la diffusione di una cultura della legalità ambientale e della sostenibilità. Portare gli alberi negli ospedali significa coinvolgere direttamente medici, operatori sanitari, pazienti e cittadini in un percorso di consapevolezza. È un modo per ricordare che la tutela degli ecosistemi è una responsabilità collettiva e che il rispetto della natura costituisce un investimento per il benessere delle generazioni future”.
Arcuri (Ospedale Isola Tiberina): “Un ospedale deve prendersi cura anche dell’ambiente”
“Da più di duemila anni l’Isola Tiberina è un luogo di cura. L’Ospedale oggi porta avanti questa storia mettendo al centro la persona, con l’obiettivo di offrire cure di alta qualità e un’attenzione umana a chi ci affida la propria salute e questo significa anche guardare al mondo in cui vive. Siamo contenti che il progetto ‘Un albero per la salute’ sia nato proprio qui, quattro anni fa, e che sia cresciuto fino a diventare un progetto nazionale. Per questo voglio ringraziare FADOI, Fondazione FADOI e i Carabinieri del Comando per la Tutela della Biodiversità che hanno creduto in questa idea e l’hanno portata avanti con passione, anno dopo anno. Ci ricordano che la salute delle persone, degli animali e dell’ambiente è una sola. Piantare un albero è un gesto piccolo, ma ci insegna che il futuro si costruisce con pazienza, cominciando da oggi” ha dichiarato Giovanni Arcuri, Direttore Generale dell’Ospedale Isola Tiberina.
Alla cerimonia era presente anche il Gen. C.A. Fabrizio Parrulli, Comandante del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri. È infine intervenuto anche il Ministro della Salute, Orazio Schillaci.
One Health, i numeri di un’emergenza sanitaria globale
Il progetto richiama l’attenzione su una questione che la comunità scientifica considera ormai centrale: la salute umana, quella animale e quella degli ecosistemi sono strettamente interconnesse.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, l’inquinamento atmosferico è responsabile di circa 6,6 milioni di decessi ogni anno nel mondo, rappresentando uno dei principali fattori di rischio ambientale per la salute. Le conseguenze riguardano soprattutto le malattie cardiovascolari, respiratorie e oncologiche.
Ma non c’è soltanto l’inquinamento. Oltre il 60% delle malattie infettive emergenti segnalate a livello globale proviene dagli animali. La crescente pressione sugli ecosistemi, la perdita di biodiversità e i cambiamenti climatici possono favorire le condizioni per la comparsa e la diffusione di nuove malattie.E anche gli ospedali sono chiamati a contribuire. Il settore sanitario è infatti responsabile di circa il 5% delle emissioni globali di gas serra. Un impatto legato non soltanto ai consumi energetici delle strutture, ma anche alla produzione e alla distribuzione di farmaci e dispositivi medici, ai trasporti e all’intera filiera assistenziale.
Ridurre questa impronta ambientale significa intervenire su uno dei fattori che alimentano i cambiamenti climatici e, indirettamente, i loro effetti sulla salute.
Centotrenta alberi, quattro edizioni e una sfida che guarda al futuro
Avviato nel 2023, “Un albero per la salute” è un progetto speciale inserito nella più ampia iniziativa nazionale “Un albero per il futuro”, gestita dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.Nel primo triennio sono stati messi a dimora 100 alberi negli ospedali italiani. Con i 30 nuovi interventi del 2026, il bilancio sale a 130. Il progetto rappresenta anche un’occasione per avvicinare i cittadini alla conoscenza degli ecosistemi e promuovere iniziative di educazione ambientale nei luoghi della cura.
Centotrenta alberi non bastano a fermare i cambiamenti climatici. Ma possono contribuire a cambiare il modo in cui pensiamo alla salute: non soltanto curare le malattie, ma proteggere anche l’ambiente in cui quelle malattie possono svilupparsi.
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