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Di Gianluca Croce :: 17 maggio 2026 10:53
Semiramis, il ritorno dei giganti del Prog italiano

(AGR) Il 30 maggio alla Casa de Cultura Raúl Anguiano, all’interno del Parque "Huayamilpas" di Città del Messico, a 52 anni da Dedicato a Frazz
ROMA, 18 MAGGIO 2026
I Semiramis nascono a Roma tra il 1971 e il 1972, da un gruppo di studenti che avvertono l’urgenza di suonare tutto, subito, fortissimo!
Michele Zarrillo, 14 anni, voce e chitarre elettriche, Paolo Faenza batteria, Marcello Reddavide basso, Maurizio Zarrillo tastiere, Giampiero Artegiani chitarre acustiche. Età media: 17 anni. Ambizione: scrivere musica che non somigliasse a nulla di già sentito. Dedicato a Frazz è barocco, sinfonico e teatrale. Dentro ci sono Genesis, King Crimson e Gentle Giant ma soprattutto c’è Roma: le sue chiese, i suoi miti, la sua oscurità e la sua melodia.
Suite come La Bottega del Rigattiere, Frazz, Per una strada affollata e Dietro una porta di carte diventano materia di culto. Un destino improvviso fa chiudere la Trident e la band si scioglie nel 1974 come successo per tanti altri gruppi dello stesso scenario Pop (cosi il Prog veniva definito in quei tempi).
Michele Zarrillo prenderà la strada del pop moderno, Giampiero Artegiani la via del cantautore ed autore, mentre gli altri si disperdono.
Eppure Dedicato a Frazz non muore. Ristampe italiane, ristampe giapponesi e quotazioni da collezione per gli originali. Il Progressive italiano degli anni ’70 viene riscoperto nel mondo e i Semiramis diventano un nome sacro per i fan del genere, da Tokyo al Sud America.
Una “pietra miliare”, certificata dai cultori benché interrotta troppo presto.
Poi, il colpo di scena. Nel 2013, ad oltre 40 anni dall’esordio, Paolo Faenza fa rinascere i Semiramis.
Nel 2024, grazie a Paolo stesso, Ivo Mileto, Daniele Sorrenti, Emanuele Barco, Marco Palma e Giovanni Barco viene pubblicato il nuovo album ‘’La Fine Non Esiste’’.
Un disco che non è nostalgia ma nuova scrittura, la stessa ma attuale esigenza di tornare a raccontare storie.
Da lì, tour in Italia, festival Progressive europei, fino al nuovo capitolo: il Messico.
I Semiramis suoneranno il 30 maggio 2026 alla Casa de Cultura Raúl Anguiano, all’interno del ‘’Parque Huayamilpas" di Città del Messico, appuntamento attesissimo dalla community Prog latinoamericana, da sempre devota al Rock Progressivo Italiano.
In scaletta tutto il passato e il presente dei SEMIRAMIS.
In attesa del live, abbiamo raggiunto la band.
INTERVISTA CON I SEMIRAMIS
D: Dedicato a Frazz è un disco del 1973. Che effetto fa suonarlo oggi, davanti a un pubblico che magari nel ’73 non era nemmeno nato?
Paolo Faenza: Intanto grazie per la domanda, posso dirti che come unico componente originale rimasto all’interno dei SEMIRAMIS, è sempre una grande emozione poterlo portare al pubblico attraverso le mani dei nuovi musicisti. Grazie all’attuale LINE-UP siamo riusciti a valorizzare musicalmente e tecnicamente questa opera che dopo 53 anni fa parlare ancora di se. Non ti nascondo che dopo tanti anni percepire il calore di un pubblico, spesso giovane, è una linfa per continuare a lavorare.
D: Come è nata l’idea di riformare i Semiramis dopo 40 anni?
Paolo Faenza: Dopo una continua richiesta da parte degli addetti ai lavori, uno fra i più importanti per il Rock Progressivo, Guido Bellachioma, ho avvertito l’esigenza di far tornare lo Psicopatico FRAZZ in vita. Dopo una telefonata a tutti i membri della Band storica, si sono uniti a me Giampiero Artegiani e Maurizio Zarrillo.
D: Il Prog italiano è amatissimo in Messico. Ve lo aspettavate?
Daniele Sorrenti: Intanto inizio con il dire che il Progressive, avendo varie sfaccettature e molteplici interpreti è una musica che ha sempre spaziato in giro per il mondo. Sinceramente l’idea che da qualche parte nel pianeta esistano numerosi nostri estimatori , primo fra tutti io stesso che mi sono trovato catapultato in questa avventura da ascoltatore a protagonista, mi ha fatto sempre riflettere sul potere di tali opere. Si! Sapere che il Messico è uno di questi Paesi mi ha piacevolmente stupito.
D: Cosa è rimasto di quei ragazzi del 1973 e cosa invece è cambiato?
Paolo Faenza: È rimasta la voglia di rischiare. Si è evoluta la tecnica musicale, ovviamente, e la consapevolezza di ciò che ancora oggi rappresentiamo. All’epoca i Semiramis non erano coscienti di stupire, oggi i Semiramis sanno come stupire.
D: Michele Zarrillo, vostro membro fondatore, oggi ha un percorso solista lontanissimo dal Rock Progressivo. Secondo te per quale motivo?
Paolo Faenza: Ancora oggi, sinceramente, non riesco a capire nel profondo come un tale musicista che a 16 anni ha dato il contributo fondamentale alla nascita musicale di Dedicato a FRAZZ, non abbia sentito il bisogno di tornare a far ascoltare il suo ‘’figlio’’. Ad oggi mi sentirei di consigliargli di tornare a sognare come facevamo un tempo. Il Rock Progressivo ha ancora tanto da dare!
D: Un motivo per cui chi ha 20 anni oggi dovrebbe ascoltare i Semiramis?
Emanuele Barco: Perché Dedicato a Frazz parla di maschere, di identità, di tempo che divora temi che nel 1973 erano un linguaggio poetico diretto e ad oggi timeline dei social. Il Progressive non è un genere passato, è un insegnamento per dire: “non accontentarti di 3 minuti e un ritornello” ‘’cerca nella parole un significato più profondo’’ Sarà proprio questo il nostro compito quando saremo su quel palco in Messico!
D: La Fine Non Esiste è uscito nel 2024. A distanza di due anni, state lavorando a un nuovo materiale?
Giovanni Barco: Voglio iniziare dicendo che sono entrato pochi mesi prima delle registrazioni de ‘’La Fine non esiste’’, vi sembrerà strana questa mia precisazione ma ancora oggi sono grato a Paolo e alla band per tale opportunità. Si! Stiamo lavorando a del nuovo materiale per ribadire quello che in precedenza Paolo ha detto. Il Progressive ha ancora tanto da raccontare e far emozionare. Mi piace sapere che la voce per raccontarlo sia la mia!
D: Suonare in Messico per una band italiana di Progressive è un punto di arrivo o di partenza?
Marco Palma: Per me è semplicemente una delle tappe di un viaggio che dopo 53 anni ancora non ha intenzione di chiudersi. Faccio parte dell’attuale gruppo di viaggiatori che sta mettendo carburante per non farlo finire. Senza dubbio far parte di una delle ‘’fermate’’ più importanti di questo itinerario mi emoziona ed allo stesso tempo mi fa tremare le gambe.
D: Dopo l’esperienza del Giappone del 2017 cosa si prova a tornare a suonare per un pubblico al di là dell’oceano?
Ivo Mileto: Come dico sempre, rispondo solo se vengo interpellato! Essendo questo il caso, ti posso dire che l’esperienza di suonare dinanzi a culture totalmente diverse da noi è un qualche cosa che può solo arricchire. Personalmente la cosa che più mi spaventa sono le tante ore di viaggio. Sono contento di poter condividere il palco con Giovanni, Emanuele e Marco che non erano presenti in Giappone ma questo non significa che non lo sono di condividerlo con Paolo e Daniele!
Semiramis live 30 maggio 2026
Casa de Cultura Raúl Anguiano, all’interno del ‘’Parque Huayamilpas".
Città del Messico
Info e biglietti sui canali ufficiali della band.
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