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Di Gianluca Croce :: 19 maggio 2026 19:22
Rose Rosé 2026 trasforma Via Borgognona in un percorso sensoriale tra vino, moda e arte

(AGR) Via Borgognona si trasforma in un percorso tra vino, arte e moda per Rose Rosé 2026
Oltre 400 presenze al St. Regis Rome per il Wine Tasting dedicato al Cerasuolo d’Abruzzo.
ROMA – Per una settimana il cuore dello shopping d’alta gamma capitolino ha cambiato ritmo.
Rose Rosé 2026 ha portato degustazioni, installazioni floreali e arte contemporanea in Via Borgognona, trasformandola in un itinerario sensoriale che ha coinvolto boutique, gallerie e pubblico.
Promossa da Associazione Matrix e MKTG Advisor, la manifestazione ha messo il vino rosé al centro di un formato che unisce consumo, cultura e spazio urbano.
Le giornate del 13 e 14 maggio hanno registrato il picco di partecipazione.
Il 13 maggio la Sala Domus del St. Regis Rome ha ospitato il grande Wine Tasting sul Cerasuolo d’Abruzzo.
Oltre 400 persone hanno preso parte al percorso di assaggio con 18 cantine del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, tra cui Fontefico, Fattoria Nicodemi, Mastrangelo, Ciavolich, Talamonti, Citra e Casal Thaulero.
Un’occasione per esplorare le diverse interpretazioni di una denominazione in crescita, seguite da esperti del settore e appassionati.
Ad accompagnare i calici, le opere di Elisabetta Betta Serena di Lapigio.
L’artista ha portato in sala lavori caratterizzati da colori vivaci e da un dialogo visivo con la natura e il mondo animale.
Il giorno successivo l’evento è sceso in strada. Via Borgognona si è vestita di moquette bordeaux e di composizioni floreali curate da Flover, realtà napoletana specializzata in design floreale per la moda.
L’allestimento ha fatto da sfondo alle degustazioni organizzate all’interno delle boutique aderenti.
Alysi, Carolina Herrera, Eddy Monetti, Forte_Forte, Gianvito Rossi, Il Bisonte, L’Equilibriste, Marina Rinaldi, Dondup e la storica Trattoria Nino dal 1934 hanno accolto gli ospiti con percorsi multisensoriali.
In ogni location, sommelier specializzati hanno guidato il pubblico alla scoperta dei vini delle cantine abruzzesi.
«La straordinaria partecipazione registrata durante Rose Rosé conferma quanto il Cerasuolo d’Abruzzo sia oggi un vino capace di interpretare i nuovi linguaggi del consumo contemporaneo», spiega Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo.
«Portare le nostre cantine in un contesto così elegante e internazionale ha significato raccontare uno stile di vita fatto di convivialità, cultura e relazione».
La Trattoria Nino dal 1934 si è distinta come uno dei punti nevralgici della due giorni.
Per l’occasione lo spazio è diventato una piccola galleria, con i quadri di Betta Serena di Lapigio e un flusso continuo di visitatori.
Nelle serate non sono mancati volti noti della cultura, dello spettacolo e della mondanità romana.
«Siamo soddisfatti di questa edizione, che conferma la forza del format e la capacità di coinvolgere pubblici diversi», afferma Andrea Amoruso Manzari, ideatore e organizzatore della manifestazione.
«Rose Rosé è nato per creare una nuova fruizione dello spazio urbano e commerciale, trasformando boutique e strade del lusso in luoghi di relazione e cultura.
Eventi come questo colmano un vuoto nelle vie del lusso di Roma, valorizzando i brand e i territori commerciali senza costi diretti per le boutique, grazie al lavoro organizzativo e al sostegno degli sponsor».
Alla quarta edizione, Rose Rosé consolida l’idea di retail come spazio culturale e relazionale.
Moda, vino, arte e territorio hanno trovato un punto d’incontro in una delle vie più rappresentative del lusso romano.
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