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Di E. B.: Redazione AGR :: 25 aprile 2026 09:56
Roma, Quarticciolo passato al "setaccio", 8 arresti, 5 stranieri all'Ufficio Immigrazione, 1 denuncia

(AGR) È una geografia mobile quella setacciata al Quarticciolo da un dispositivo composito coordinato dal dirigente del V Distretto Prenestino.Da Tor Cervara a via Raffaele Costi, fino allo stabile occupato di Via Cesare Tallone, agenti della Polizia di Stato del V Distretto, del Reparto Prevenzione Crimine e del Reparto Cinofili ed operatori della Guardia di Finanza e del V Gruppo Prenestino della Polizia Locale di Roma Capitale hanno stretto le maglie della sicurezza sullo storico quartiere della periferia est della Capitale.
Le operazioni sono state calibrate tra meticolose verifiche amministrative sugli esercizi commerciali e presidi itineranti tesi ad intercettare le dinamiche dello spaccio.
Sono sei, invece, le persone intercettate e trovate sprovviste di documento di identità ed accompagnate presso l’Ufficio immigrazione della Questura per gli approfondimenti necessari in merito alla loro posizione sul territorio nazionale. Uno dei soggetti identificati, di origine nigeriana, è stato arrestato per i reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale dopo aver aggredito un agente nel tentativo di divincolarsi da un controllo.
Nel medesimo contesto sono stati rinvenuti e sequestrati 7 motoveicoli di provenienza furtiva.
Sul fronte del contrasto al micro spaccio, le operazioni hanno restituito, invece, un bilancio di 7 arresti.
Nell’area di viale Palmiro Togliatti, guidati dal fiuto dell’unità cinofila, gli agenti hanno stanato i nascondigli dei pusher di zona, ricavati tra fori dei muri dei seminterrati, tubi idraulici, o in scatole abbandonate lungo la strada.
Il primo canale di spaccio intercettato è emerso tra le condutture idriche di un palazzo popolare, trasformate in un ingegnoso punto di ricovero della droga a portata di mano di un giovane pusher tunisino, finito nel mirino dei poliziotti mentre faceva da spola tra il nascondiglio e il punto scelto per la consegna ai suoi clienti di fiducia.
Faceva “rifornimento” in auto, invece, un trentunenne di origini romane che si muoveva su quattro ruote per smistare le dosi concordate con gli acquirenti. All’interno dell’abitacolo, nascondeva 70 grammi di hashish già confezionati.
Viaggiava a bordo di un monopattino, a pochi metri di distanza, il driver di origini tunisine colto nella flagranza di uno scambio. Oltre che del reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, dovrà rispondere anche di resistenza a pubblico ufficiale per aver aggredito gli agenti, nel tentativo di proteggere il suo “tesoretto” di cocaina, con il supporto di altri suoi connazionali sopraggiunti per dargli manforte.
La modalità delivery è emersa anche sullo sfondo degli ultimi due arresti. A finire in manette sono stati marito e moglie, complici in amore e “sul lavoro”, sorpresi dagli agenti nel pieno delle loro consegne a domicilio.
Alla vista dei poliziotti, l’uomo ha ingerito alcuni involucri di cocaina nel tentativo di occultare le prove della loro attività. La successiva perquisizione domiciliare ha consentito di rinvenire altresì 7.000 euro in contanti e numerosi manoscritti riconducibili al loro “mercato” sommerso.
Complessivamente sono state controllate 90 persone, due delle quali destinatarie di provvedimenti ristrettivi emessi dall’Autorità giudiziaria.
Le verifiche hanno interessato le abitazioni di alcune persone sottoposte agli arresti domiciliari. Due di queste sono state sanzionate amministrativamente per detenzione di sostanza stupefacente per uso personale.
Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.
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