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Di :: 15 settembre 2026 19:33

Roma, premio "Alessandra Bisceglie", il giornalismo sociale si interroga sul futuro

(AGR) Dieci anni possono cambiare profondamente una professione. Cambiano i linguaggi, gli strumenti, i tempi del lavoro e il modo in cui una società sceglie di raccontare se stessa. Ma, dentro questa trasformazione, ci sono valori destinati a rimanere centrali: la qualità dell’informazione, l’attenzione alle persone, la responsabilità delle parole.

È da qui che parte la X edizione del Premio Giornalistico Alessandra Bisceglia per la Comunicazione Sociale, che giovedì 24 settembre 2026, dalle ore 14:00, riunirà nell’Aula Magna dell’Università LUMSA di Roma, in Borgo Sant’Angelo 13, giornalisti, professionisti dell’informazione, accademici e giovani talenti.

 
Un appuntamento speciale, quello del decennale, dedicato a una domanda che guarda al futuro: “Giornalismo sociale, cosa c’è all’orizzonte? Dieci anni di Premio Bisceglia. Generazioni di giornalisti a confronto”.

Il tema scelto invita a fare il punto sul percorso compiuto e, allo stesso tempo, ad aprire una riflessione su ciò che attende il giornalismo sociale nei prossimi anni. Il Premio, nato dalla Fondazione Alessandra Bisceglia Viva Ale nel ricordo della giornalista e autrice televisiva lucana Alessandra Bisceglia, ha costruito nel tempo uno spazio di incontro e di crescita per professionisti e giovani giornalisti, ponendo al centro la qualità del racconto di fragilità, malattia, disabilità, inclusione e temi sociali.

Il decennale diventa così un'occasione per interrogarsi non soltanto su quanto sia cambiato il modo di fare informazione, ma anche su ciò che il giornalismo deve continuare a garantire alle persone e alla società.

Ad aprire i lavori sarà Raffaele Lombardi, Associato di Sociologia della Comunicazione dell’Università LUMSA, che presenterà i risultati dell’indagine “Capitale simbolico, impegno civile e fragilità professionale nel giornalismo sociale contemporaneo”, realizzata attraverso un questionario rivolto ai vincitori delle dieci edizioni del Premio.

La ricerca consentirà di osservare il percorso del Premio da una prospettiva particolare: non soltanto quella di un riconoscimento giornalistico, ma quella di una comunità professionale che, nell’arco di dieci anni, ha attraversato e in parte anticipato le trasformazioni dell’informazione italiana.

Due generazioni, una professione in trasformazione
Il confronto entrerà nel vivo attraverso due tavole rotonde. La prima, “Il giornalismo sociale oggi: trasformazioni, modelli, linguaggi”, sarà moderata da Andrea Garibaldi, Direttore di professionereporter.eu e Presidente della Giuria del Premio Giornalistico Alessandra Bisceglia.

Al tavolo si confronteranno Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede; Roberto Natale, componente del Consiglio di amministrazione Rai; Ferruccio de Bortoli, già Direttore del Corriere della Sera e de Il Sole 24 Ore; Sara Del Dot e Davide Arcuri, giornalisti freelance; Alessio Lasta, giornalista e inviato de Lo stato delle cose su Rai 3.

La seconda tavola rotonda, “Il giornalismo sociale domani: sfide, scenari, prospettive anche alla luce del nuovo codice deontologico”, sarà moderata da Mirella Taranto, Capo ufficio stampa dell’Istituto Superiore di Sanità.

Interverranno Carlo Chianura, Direttore del Master in Giornalismo LUMSA; Oreste Lo Pomo, Vicepresidente nazionale commissione giuridica dell’Ordine dei Giornalisti; Mauro Mazza, già Direttore del Tg2 e di RaiUno; Simona Berterame, giornalista di Fanpage; Agnese Palmucci, giornalista di Avvenire; Marianna Grazi, giornalista de La Nazione/Luce!.

Due tavoli, due prospettive e una medesima questione di fondo: come sta cambiando il giornalismo e quali responsabilità non possono essere messe in discussione?

In un ecosistema informativo sempre più veloce e frammentato, segnato dalla moltiplicazione delle piattaforme, dall’evoluzione delle tecnologie e da nuovi modelli di produzione e consumo dei contenuti, il giornalismo sociale è chiamato a confrontarsi con scenari inediti. La sfida è continuare a raccontare la complessità senza ridurla a stereotipo, dare voce senza sostituirsi alle persone, informare senza perdere di vista la dignità di chi viene raccontato.

È proprio in questa prospettiva che il confronto tra generazioni assume un significato particolare. L’esperienza di chi ha attraversato le grandi trasformazioni dell’informazione incontra lo sguardo di chi oggi sta costruendo il proprio percorso professionale. Non due mondi separati, ma esperienze diverse chiamate a dialogare, confrontarsi e contaminarsi.

Il Premio e le nuove generazioni
Al termine dei lavori si terrà la cerimonia di premiazione della X edizione del Premio Giornalistico Alessandra Bisceglia per la Comunicazione Sociale.

A presentare i lavori e a consegnare i riconoscimenti saranno Fabio Zavattaro, Direttore scientifico del Master in Giornalismo LUMSA, Rita Pinci, giornalista di TV2000, e Roberto Giacobbo, giornalista e conduttore televisivo.

Il Premio è rivolto ai giornalisti under 35 iscritti all’Ordine dei Giornalisti e agli studenti delle Scuole di giornalismo riconosciute dall’Ordine, con l’obiettivo di valorizzare il talento delle nuove generazioni e contribuire alla crescita di una cultura dell’informazione attenta ai temi sociali e alla qualità del racconto.

Il riconoscimento rappresenta così il punto di incontro tra memoria e futuro: custodire il significato del percorso di Alessandra Bisceglia e, nello stesso tempo, offrire spazio e attenzione a chi sta dando forma al giornalismo di domani.

La giornata del 24 settembre sarà dunque insieme un punto di arrivo e un nuovo punto di partenza.

In dieci anni sono cambiati gli strumenti, i media, le modalità di accesso alle informazioni e i tempi della professione. Sono cambiate le generazioni che attraversano il giornalismo e sono emerse nuove forme di produzione e diffusione dei contenuti.

Quello che non cambia è la responsabilità di raccontare.

Perché quando il giornalismo incontra la fragilità, la malattia, la disabilità e le storie delle persone più vulnerabili, la qualità del racconto non è soltanto una questione professionale: diventa una questione di rispetto, consapevolezza e responsabilità civile.

È da questa convinzione che il Premio Alessandra Bisceglia guarda ai prossimi anni: continuando a creare occasioni di confronto, a valorizzare il talento delle nuove generazioni e a mettere in dialogo chi ha attraversato la professione con chi ne sta scrivendo il prossimo capitolo.

Il decennale, allora, non è soltanto la celebrazione di un percorso compiuto.

È una soglia. E ogni soglia invita a guardare oltre.

L’appuntamento è per giovedì 24 settembre 2026, alle ore 14:00, presso l’Aula Magna dell’Università LUMSA, Borgo Sant’Angelo 13, Roma.

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