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Di E. B.: Redazione AGR :: 22 ottobre 2026 15:32
Roma Pigneto, due rapine nel giro di un'ora, 4 giovanissimi ai domiciliari

(AGR) A distanza di meno di un’ora avrebbero a messo a segno, in piena notte, nel cuore del quartiere Pigneto, due violente aggressioni a scopo di rapina ai danni di quattro vittime.
A conclusione di un’attività di indagine condotta dalla Polizia di Stato e coordinata dai magistrati del Dipartimento criminalità diffusa e grave della Procura della Repubblica, quattro giovanissimi, individuati quali presunti autori degli episodi, sono stati raggiunti da altrettante misure cautelari agli arresti domiciliari e sono ora gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di rapina aggravata e lesioni aggravate.
Gli episodi, apparentemente separati tra loro, sono stati poi progressivamente ricondotti ad un’unica trama investigativa dagli agenti del Commissariato di P.S. Porta Maggiore. A fare da trait d’union, oltre alla strettissima scansione temporale ed alla vicinanza dei luoghi, sarebbe stato un copione d’azione pressocché identico.
La prima aggressione si è consumata in via del Pigneto, dove le prime due vittime, mentre raggiungevano la propria autovettura, sarebbero state avvicinate da un coetaneo che, inveendo contro di loro e minacciandoli con un coltellino, avrebbe atteso l’arrivo di altri due complici per poi aggredirli insieme con calci e pugni.
Nel corso dell’assalto, una delle vittime sarebbe stata rapinata di una collanina, successivamente esibita da uno dei componenti del gruppo come una sorta di trofeo.
A distanza di poco meno di un’ora, il copione si è ripetuto ai danni di due turisti francesi -padre e figlio- seduti ai tavoli esterni di un locale.
Avvicinati con il pretesto di una sigaretta, al loro rifiuto sarebbero stati aggrediti con calci e pugni, in una concitazione durante la quale gli aggressori avrebbero utilizzato parte degli arredi del bar come arma impropria. Con un bottino di appena 10 euro, questi ultimi si sarebbero poi dileguati, lasciandosi però alle spalle un telefono cellulare, destinato a diventare il primo snodo della ricostruzione investigativa.
L’analisi delle applicazioni di messaggistica installate sul dispositivo avrebbe, infatti, consentito di risalire al suo utilizzatore e, progressivamente, agli altri giovani coinvolti, tutti abituali frequentatori del quartiere e già conosciuti dagli esercenti della zona.
La predetta circostanza avrebbe, dunque, restituito agli inquirenti un ulteriore tratto della condotta loro contestata, consumata in un contesto a loro familiare ed alla presenza di persone potenzialmente in grado di riconoscerli.
La traccia digitale è stata quindi incrociata con le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza, le dichiarazioni delle vittime e gli esiti delle individuazioni fotografiche, componendo un quadro convergente di elementi che ha consentito agli investigatori di ricostruire la composizione del gruppo e di delinearne le rispettive responsabilità.
Gli elementi raccolti sono confluiti nell’ordinanza con cui il Giudice per le indagini preliminari ha disposto nei confronti dei quattro giovani la misura degli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, previo consenso dei destinatari.
Per completezza si precisa che le evidenze informative e investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.
Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.
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