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Di :: 24 settembre 2026 10:54

Roma, operazione antidroga congiunta di Polizia e Carabinieri, 9 arresti

(AGR) Nelle prime ore della mattinata, la Squadra Mobile di Roma ed i Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia hanno dato esecuzione a un’ordinanza, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina, che dispone la custodia cautelare in carcere nei confronti di 9 persone di nazionalità dominicana e colombiana, gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti con l'aggravante della transnazionalità, sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina e lesioni personali.

L'operazione scaturisce da una complessa attività investigativa che ha consentito di raccogliere gravi elementi indiziari circa un gravissimo e violento episodio maturato nella notte del 7 giugno 2026 negli ambienti del narcotraffico romano. La vittima, un cittadino colombiano, attirato in un tranello da una complice verso le 2,30 della notte nel quartiere di Casal Bertone, sarebbe stata brutalmente aggredita, bloccata al suolo e caricata con la forza su un'autovettura.

 
Trasportata dapprima presso un'abitazione in zona Borghesiana e successivamente condotta in un appartamento seminterrato nel quartiere Centocelle, la vittima sarebbe stata tenuta in ostaggio per circa sette ore. Durante la prigionia, l’uomo avrebbe subito gravi violenze fisiche e psicologiche: immobilizzato con legature alle mani e ai piedi, minacciato con una pistola e ferito ripetutamente con armi da taglio e, successivamente, costretto a consegnare 8.900 euro in contanti, gioielli in oro, un orologio di lusso e le chiavi del proprio alloggio.

I sequestratori si sarebbero poi recati presso l'appartamento della vittima per perquisirlo e depredarlo di ulteriori beni e dispositivi informatici. Il meticoloso lavoro degli investigatori, sviluppato anche grazie all'analisi comparativa dei filmati estratti dai sistemi di videosorveglianza urbana e condominiale, ha permesso di ricostruire ogni singola fase del raid punitivo, raccogliendo gravi elementi indiziari in ordine all’identificazione di tutti i membri del commando.

Oltre all'episodio estorsivo, le indagini hanno consentito di fare luce su una vasta rete criminale di matrice transnazionale dedita all'importazione di ingenti carichi di cocaina dal Sudamerica.

Lo stupefacente era destinato a inondare le piazze di spaccio della Capitale e del litorale laziale, dove il sodalizio contava su diverse basi logistiche ed operative dislocate tra Roma, Cerveteri, Ladispoli e Tarquinia. L'organizzazione operava con un modus operandi altamente sofisticato: per eludere i controlli delle Forze dell'ordine utilizzava autovetture modificate con doppi fondi ad apertura meccanica ed elettronica, comunicava esclusivamente tramite smartphone criptati dotati di codici per la cancellazione dei dati da remoto e ripuliva i proventi illeciti attraverso transazioni finanziarie in moneta virtuale.

Durante lo sviluppo delle indagini, a riscontro dell'attività illecita, i militari dell’Arma dei Carabinieri e gli agenti della Polizia di Stato hanno effettuato numerosi arresti in flagranza di reato nonché importanti sequestri di droga lungo le principali arterie stradali. Nel corso di analoghe indagini dei Carabinieri, su soggetti che si presumono appartenenti allo stesso gruppo criminale, era stato anche scoperto un laboratorio adibito a raffineria clandestina nelle campagne di Sant'Agata del Bianco (Reggio Calabria).

Contestualmente, gli investigatori hanno individuato un appartamento adibito a deposito di stoccaggio a Roma, all'interno del quale sono stati sequestrati 24 kg di hashish e svariati quantitativi di cocaina pronti per la distribuzione, unitamente al recupero di diverse tipologie di sostanze sintetiche e stupefacenti pesanti destinate al mercato locale, tra cui la pericolosa variante nota come cocaina rosa.

Si precisa che il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari e che, pertanto, tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti sino a sentenza di condanna definitiva. Quanto sopra, pertanto,si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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