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Di E. B.: Redazione AGR :: 12 agosto 2026 14:29
Roma, influencer picchiato per aver salvato un turista dalla "truffa delle tre campanelle"

(AGR) I Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina hanno dato esecuzione a un’ordinanza, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica, che dispone il divieto di dimora nel comune di Roma per tre cittadini stranieri, gravemente indiziati di appartenere a un gruppo criminale responsabile dell'aggressione ai danni di un noto influencer/attivista straniero presente sui social network, per avergli provocato la deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti del viso.
L’operazione rappresenta il felice epilogo di un’articolata e serrata attività investigativa, coordinata da magistrati della Procura della Repubblica di Roma, Dipartimento Criminalità Diffusa e Grave e condotta con eccezionale tempestività dai Carabinieri, tesa a dare una risposta ferma e inequivocabile contro ogni forma di prepotenza e illegalità diffusa sul territorio cittadino e riaffermare il presidio di legalità nel cuore della Capitale.
L'aggressione a sorpresa con un violentissimo pugno sferrato al volto, ha immediatamente neutralizzato l’influencer, provocando la caduta e il danneggiamento delle attrezzature di documentazione. Nonostante un disperato tentativo di allontanamento e autodifesa da parte dell’influencer, la netta superiorità numerica ha consentito agli aggressori di accerchiarlo e sopraffarlo completamente. Una volta a terra e ridotta in stato di semicoscienza, la persona offesa è stata fatta oggetto di una serie martellante di calci e pugni diretti con ferocia al volto e al capo.
Soltanto il provvidenziale e coraggioso intervento di un terzo cittadino presente nelle vicinanze ha interrotto la furia degli aggressori, scongiurando epiloghi drammatici o dalle conseguenze irrimediabilmente fatali.
I soccorsi prestati d'urgenza presso il Policlinico Umberto I hanno riscontrato un quadro traumatologico di estrema gravità, configurabile in un completo "fracasso facciale", caratterizzato da molteplici fratture scomposte a carico di mandibola, seno mascellare, arco zigomatico e ossa nasali, oltre a estesi enfisemi dei tessuti molli.
In considerazione della gravità del trauma e dei permanentemente compromessi riscontri estetico-funzionali, la Procura della Repubblica ha ipotizzato il delitto di cui all'Art. 583-quinquies c.p. (Deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni personali permanenti), fattispecie che sanziona condotte idonee a sfregiare e intaccare l'identità biologica e sociale dell'individuo.
Nell'ambito del medesimo procedimento, a uno degli indagati è stata inoltre contestata la gravissima ipotesi di reato di calunnia in quanto l'uomo, nei giorni immediatamente successivi all'aggressione, aveva tentato un audace quanto maldestro sviamento delle indagini, presentando una falsa denuncia presso le autorità e dipingendosi come presunta vittima dei fatti.
L'accurata e meticolosa analisi incrociata delle registrazioni estratte dai sistemi di videosorveglianza pubblica e privata presenti nell'area ha consentito ai Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina di smascherare la manovra elusiva, raccogliendo gravi indizi di responsabilità a carico degli indagati.
Condividendo appieno il solido quadro probatorio prospettato dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Roma, Dipartimento Criminalità Diffusa e Grave, il GIP ha disposto l'applicazione della misura cautelare nei confronti dei tre indagati, ipotizzando anche la presenza delle circostanze aggravanti dei futili motivi e della minorata difesa della vittima.
Si precisa che il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari per cui gli indagati devono considerarsi innocenti fino ad eventuale sentenza definitiva di colpevolezza.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.
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