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Di :: 29 ottobre 2026 14:42

Roma, furti con auricolare per dirigere le incursioni tra i tavolini dei bar e shopping nei grandi magazzini, 5 arresti

(AGR) Un’auto-base per il colpo, un auricolare per dirigere le incursioni tra i tavolini dei bar, una federa reinventata come portagioie e saccheggi tra gli scaffali sono i “fermo immagine” fotografati dalla Polizia di Stato nel corso degli ultimi interventi sul fronte dei reati predatori nella Capitale, sfociati in cinque arresti.

Il primo episodio seguiva il ritmo di una regia itinerante, arricchita da un flusso comunicativo garantito da cuffiette wireless. A bordo di un’auto a noleggio, due uomini -di nazionalità cubana e peruviana- avrebbero passato in rassegna diversi bar della città: uno al volante, pronto a ripartire, l’altro tra gli avventori, con un vistoso auricolare per mantenere il collegamento con il complice.

 
Ad intercettarli sono stati gli agenti in borghese del Commissariato di P.S. Romanina, sulle tracce di una vettura segnalata per il furto di una borsa in via Teano. Individuata in via di Tor Cervara, l’utilitaria è stata seguita dagli investigatori lungo un itinerario fatto di soste e ricognizioni, tra via Giuseppe Marcotti e via Bari. Il bersaglio giusto sarebbe arrivato in piazza dell’Indipendenza, dove il passeggero è riemerso da un locale con una borsa da donna sotto il braccio. La fuga si è però arenata nel traffico di via Marsala, che ha sbarrato la strada anche all’ultimo tentativo di retromarcia. Nell’abitacolo sono state recuperate due borse, una delle quali appena sottratta, e sequestrati 790 euro in contanti. Per entrambi è scattato l’arresto per furto aggravato in concorso.

A Casalotti, invece, il piano di fuga ‘stazionava’ sotto casa. Una segnalazione al N.U.E. 112 ha portato gli agenti del XIV Distretto Primavalle davanti ad un’abitazione situata su un piano rialzato, dove due uomini si erano introdotti dopo aver forzato le inferriate.

Sorpresi dalle pattuglie, i complici hanno cercato vie d’uscita diverse. Uno si è calato dal balcone e ha raggiunto un’auto nelle vicinanze, riuscendo a fuggire dopo aver colpito un agente con lo sportello ed averlo trascinato per alcuni metri. Per il complice, un giovane cileno, la corsa si è fermata sulla soglia: con un grosso cacciavite incastrato nella cintura, avrebbe tentato di aprirsi un varco scalciando contro un altro agente, prima di essere bloccato al termine di una violenta colluttazione ed arrestato per i reati di rapina impropria, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il bottino era già pronto per il trasloco: una federa nera, lasciata sul balcone e trasformata in portagioie, con 89 anelli, 125 orecchini, 10 collane, 23 bracciali, tre fermagli e 21 gemme. Un piccolo campionario da gioielleria pronto a cambiare proprietario, recuperato dagli agenti e restituito alla legittima titolare.

A chiudere la sequenza sono stati due colpi tra gli scaffali della Capitale.
In via Tiburtina, un cittadino bengalese avrebbe puntato alle porte automatiche di un supermercato per recuperare la merce lasciata all’ingresso, dopo aver superato le casse a mani vuote. Il piano è sfumato con l’arrivo degli agenti del IV Distretto San Basilio, che lo hanno arrestato per tentata rapina.

All’Eur, invece, una calamita avrebbe dovuto mettere fuori gioco l’antitaccheggio. Un trentunenne romano l’avrebbe usata per liberare dalle placche sei maglioncini, del valore di circa 600 euro, finiti nello zaino. Nell’auto, gli agenti del IX Distretto Esposizione hanno recuperato altri tre capi, per circa 300 euro, che l’uomo ha riferito di aver sottratto in precedenza dalla stessa catena. Per lui è scattato l’arresto per tentato furto aggravato.Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.

Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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