AGR Agenzia di Stampa

Di :: 04 settembre 2026 19:02

Roma, Fondamenta teatro e teatro "Quando anche il lavoro è guerra", una scena aperta per gli ultimi

(AGR) Nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Lo spettacolo dal vivo fuori dal centro 2026” Fondamenta Teatro e Teatri presenta QUANDO ANCHE IL LAVORO E GUERRA una scena aperta per gli ultimi, progetto realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo e promosso da Roma Capitale Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, in collaborazione con SIAE.

Dal 14 settembre al 3 dicembre 2026, presso il Teatro di Villa Lazzaroni, presidio culturale e Teatro di Comunità del Municipio Roma VII, scritture diverse -una Residenza artistica, uno spettacolo, Conversazioni di scena, Reading, Laboratori, Mise en espace, - intrecceranno il loro racconto sul lavoro e il suo sfruttamento, sulla guerra e la sua cattiveria, liberamente ispirati al mondo e all’opera di Bertolt Brecht nel 70° anniversario della sua scomparsa e alle diverse espressioni artistiche (cinema, letteratura, poesia) che hanno affrontato le storie degli ultimi.

 
Un mondo dalle tante, ininterrotte, guerre, sempre in bilico sull’ultima: quella che avremo costruito per morire insieme. Un mondo dispari, dove i padroni sono società anonime, come anonimi sono gli uomini che per esse lavorano. Un mondo dove vivere si riduce a combattere per il pane, galleggiare, sopravvivere.

Anche questa è guerra. Quotidiana, totale, perenne. A questo mondo di guerra e sfruttamento il Teatro, la letteratura, la poesia hanno guardato – da Aristofane a Brecht- alzando la voce e strapazzando le coscienze di chi sa e vuole ancora ascoltare. Arte che non vuole insegnare, ma trasmettere il dubbio, la forza della ragione temperata dal ritmo della composizione. L’utopia di cambiare il mondo con la sola forza della parola che nasce con la storia delle tante polis del mondo, è come un orizzonte che si sposta sempre, ma non per questo ci impedisce di camminare, crescere, gioire.

Molte saranno le personalità coinvolte: il Direttore Artistico del Teatro di Villa Lazzaroni Giancarlo Sammartano, Andrea Collavino, Ulderico Pesce, Giuseppe Manfridi, Maria Letizia Gorga, Francesco Crispino, Paola Maffioletti, Valentino Orfeo, Alessia Oteri, Alessandro De Feo.

Di seguito il programma della Manifestazione.

Dal 14 al 28 settembre

RESIDENZA ARTISTICA

Studio su Commedia molto nera sul tempo e sul denaro

Un luogo protetto, incubatore di creatività che permette di offrire al gruppo di artisti ospiti la possibilità di sperimentare e alimentare la fase del processo creativo per la costruzione dello spettacolo. La residenza si sviluppa come un laboratorio di ideazione dedicato all’allestimento di una commedia feroce e surreale, in cui il tempo diventa merce e il denaro una misura dell’esistenza. Attraverso improvvisazioni, scrittura scenica, lavoro fisico e composizione sonora, gli artisti esplorano le dinamiche contemporanee legate alla performance sociale, all’ansia della produttività e al consumo compulsivo del tempo. Durante la residenza vengono testati materiali drammaturgici originali, soluzioni luminose e partiture sonore capaci di trasformare il quotidiano in un incubo grottesco.
a cura di Andrea Collavino

sabato 10 e 24 ottobre ore 10-13, sabato 31 ottobre ore 10-12

LABORATORIO

Di nulla sia detto: è naturale

Laboratorio di espressione scenica sul parlare chiaro per rendere l’ovvio eccezionale

Un laboratorio aperto a tutti sullo straniamento brechtiano, sull’espressione epica, che bandisce emozioni e rende la realtà quotidiana trasformabile. La parola ha tanti sensi ma un solo valore: verità e giustizia.

a cura di Alessandro De Feo

sabato 31 ottobre ore 12-13

RESTITUZIONE LABORATORIO

Di nulla sia detto: è naturale

dal 17 al 21 ottobre sabato ore 20.30, domenica ore 17.30, lunedì-martedì-mercoledì ore 19

SPETTACOLO

Commedia molto nera sul tempo e sul denaro

In uno spazio piccolo come il teatro, ma grande come il mondo, donne e uomini fanno cose apparentemente insensate, consumano il tempo, si incontrano e si scontrano in cambio di denaro. Tempo e denaro sono strettamente legati ma in mezzo c’è la persona. Quella che compra e quella che vende. L’unica libertà è nel silenzio, nella solitudine, nel non essere visti. Tanti personaggi, tante nazionalità, tante storie unite da una logica incomprensibile e feroce: produrre. Ma cosa? In un crescendo di tensione, d’incomprensione, di livore il gruppo inizia a dare segni di squilibrio. Tutti si fermano, tacciono, poi iniziano a spaccare tutto. Che sia la Rivoluzione? O la prevista rivolta che riconsegna all’ordine la condizione degli ultimi? Però, però, però....

regia di Andrea Collavino

con Giulia Avolivolo, Giorgia Berlardinelli, Lorenzo Castelli, Rebecca Clausi, Alessandro Coppola, Pierfrancesco Curcio, Luca Gangai, Vincenzo Alessio Giangrande, Francesco Gragnani, Davide Mollo, Arianna Murialdo, Marisol Parrelli, Azzurra Ruggiero, Luca Salvatorelli, Nicole Somers Andolina, Sara Zacchi

martedì 13 ottobre ore 18

CONVERSAZIONE DI SCENA

La classe operaia è andata all’inferno

Il tema del lavoro nel cinema è stato spesso utilizzato per raccontare la società, le difficoltà economiche e la vita delle persone. Attraverso i film, il lavoro appare sia come fonte di dignità e realizzazione personale, sia come causa di fatica, sfruttamento e alienazione. Registi di epoche diverse hanno mostrato le condizioni dei lavoratori, le lotte sociali e i cambiamenti del mondo moderno. Opere come Ladri di biciclette di Vittorio De Sica, Bread and roses di Ken Loach, La classe operaia va in paradiso di Elio Petri, Nomadland di Chloé Zhao, Tutta la vita davanti e Il capitale umano di Paolo Virzì sono esempi importanti di come il cinema possa riflettere sui problemi del lavoro e sulla dignità dell’individuo.

a cura di Francesco Crispino

martedì 27 ottobre ore 18

MISE EN ESPACE

Quando la povertà diventa miseria, quando non resta che vendere se stessi

da Kaputt e La pelle di Curzio Malaparte

Una partitura scenica che a partire da Kaputt, ritratto denso e coinvolgente dell’Europa in guerra tra il 1941 e il 1943, intreccia pagine della Napoli liberata de La Pelle, attraverso lo sguardo visionario di Curzio Malaparte, protagonista della narrazione nel suo ruolo di inviato e cronista e quindi di ufficiale di collegamento tra l’esercito italiano e gli alleati americani all’indomani dell’8 settembre 1943. Un fil rouge che oltre agli elementi autobiografici trova la sua ragione nell’implicito legame tra i due romanzi (Kaputt del 1944 e La Pelle del 1949) quali parti di un dittico che disegna e restituisce un affresco feroce, crudele, di un’umanità allo sbando. «Lei conosce l’origine della parola kaputt? È una parola che proviene dall’ebraico koppâroth, che vuol dire vittima»

a cura di Alessia Oteri

con Francesco Meriano, Sara Pecoraro, Teresa Santoro, Giulia Savelloni e con Metis Teatro

martedì 3 novembre ore 18

READING

Poesie dell’esilio di Bertolt Brecht. Per chi è esule in Patria

Una lettura drammatizzata a più voci, a partire dalle poesie che segnano le tappe del faticoso esilio di Bertolt Brecht dalla Germania nazista all’Unione Sovietica agli Stati Uniti, fino al ritorno in una Berlino divisa dalla nuova guerra fredda. Ricordo di tante dolorose migrazioni dalla propria terra, lingua, affetti.

con Maria Letizia Gorga

e con Francesco Patanè, Carolina Sisto

martedì 10 novembre ore 18

CONVERSAZIONE DI SCENA

Quando non c’è altra scelta

Proiezione di alcuni brani da Tempi moderni di Charlie Chaplin e dal breve film Khule Wampe di Slatan Dudow, sceneggiatura di Bertolt Brecht.

Da un lato il sarcasmo circense di Charlot stritolato dalla catena di montaggio, dall’altra il suicidio come gesto politico, scelta consapevole per sfuggire drammaticamente allo sfruttamento. Khule Wampe, censurato nel 1932, nella declinante repubblica di Weimar, per la sua violenta denuncia delle condizioni di vita dei lavoratori, parla ancora oggi con la sua fulminante contemporaneità.

a cura di Giuseppe Manfridi

martedì 17 novembre ore 18

READING

Africa. Il triangolo degli schiavi

di Ulderico Pesce

Il reading racconta la storia di Ambrogio Morra, in provincia di Foggia, che dopo aver provato a costruirsi una nuova vita a Roma, torna in Puglia, vicino alla nonna Incoronata. Una donna, che a fianco di Giuseppe di Vittorio, ha preso parte alle lotte per “la conquista della terra”. In Puglia sono “tornati gli schiavi”, i lavoratori clandestini sfruttati per la raccolta dei pomodori. Ambrogio si troverà presto impegnato in difesa dei loro diritti, e contro i padroni che li sfruttano - picchiandoli, talvolta uccidendoli - in cambio di due euro all’ora. Uomini senza identità, senza nome, che per non farsi identificare arrivano a bruciarsi i polpastrelli delle dita.

con Ulderico Pesce

e con Anastasia Bonarrigo, Maria La Torre, Pierfrancesco Curcio

martedì 24 novembre ore 18

MISE EN ESPACE

Padrone e sotto

da L’eccezione e la regola di Bertolt Brecht

La formidabile parabola brechtiana sui rapporti tra il capitalismo e la forza lavoro. Un mercante accusato per l’omicidio di un facchino deve essere assolto: non poteva quello sapere, che dopo tutte le violenze a lui inferte, questi potesse offrirgli una borraccia invece di una sassata. La difesa è sempre legittima per chi ha potere.

a cura di Alessandro De Feo

con quattro attori da definire

martedì 1 dicembre ore 18

READING

A che, a chi serve la guerra? Che sanno i bambini di guerra?

da La crociata dei ragazzi, Il libro dei tre soldati e da Me-ti, il libro delle svolte di Bertolt Brecht

Uno sguardo sarcastico e irriverente sul teatro della guerra eterna, sul potere e sul comando, sulla povertà che produce. Dopo tamburi e trombe, il silenzio delle macerie, le lacrime di chi resta a guardarle. La pagina più nera, cruda e dolente della guerra oltre le uniformi, la guerra che incendia le case, uccide i bambini. I loro occhi sbarrati dalla paura, il tremore, il gelo delle loro innocenti anime sfondano il piatto della bilancia della Giustizia. La somma di orrore e dolore darà sempre vergogna.

a cura di Giancarlo Sammartano

con Giulia Massari, Enrico Maria Ruggeri

giovedì 3 dicembre ore 18

CONVERSAZIONE DI SCENA

Quanto costa il pane?

Dialogo di scena ispirato a L’acquisto dell’ottone di Bertolt Brecht

Riflessione amara e pungente sul capitale che cambia d’abito secondo le occasioni, sul potere che indossa tante maschere una sull’altra, sugli ultimi, i diversi, i senza voce. Per riflettere, pensare e (forse) decidere di agire.

a cura di Giancarlo Sammartano

con Paola Maffioletti, Valentino Orfeo

Alla fine di ogni attività, tranne il laboratorio, è previsto un talk con i protagonisti intervenuti per permettere al pubblico di esprimere le proprie curiosità e proporre approfondimenti sui temi trattati.

Tutti gli incontri, tranne il laboratorio, saranno trasmessi anche in streaming sulla piattaforma:

https://www.facebook.com/teatrovillalazzaroni

Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo ed è vincitore dell'Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro - Anno 2026 promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, in collaborazione con SIAE

Teatro di Villa Lazzaroni

Via Appia Nuova, 522 – Via Tommaso Fortifiocca, 71 (parcheggio gratuito) - 00181 Roma

Info 392 4406597 - info@teatrovillalazzaroni.com

www.teatrovillalazzaroni.com

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