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Di E. B.: Redazione AGR :: 08 luglio 2026 19:45
Roma, ampliata l'area visitabile del sepolcreto della rupe di San Paolo

(AGR) Sarà visitabile per la prima volta un nuovo settore del Sepolcreto della via Ostiense presso la Rupe di San Paolo, uno dei più significativi complessi funerari della città antica. Si sono infatti conclusi i lavori di messa in sicurezza, conservazione, restauro e musealizzazione, realizzati dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali nell'ambito del programma PNRR – Caput Mundi.
Il progetto ha avuto come obiettivo principale la conservazione e la valorizzazione del complesso archeologico attraverso un programma di interventi finalizzati all'eliminazione delle criticità conservative, alla messa in sicurezza delle strutture murarie e al restauro delle superfici e degli apparati decorativi, restituendo piena leggibilità al sito.
“Grazie al programma Caput Mundi e alle risorse del PNRR, inauguriamo oggi una nuova area archeologica mai visitata prima, un luogo che racconta la storia di Roma con straordinaria autenticità. Restituire la piena leggibilità di questo nuovo settore del sepolcreto della via Ostiense significa riportare all’attenzione dei cittadini e dei visitatori un patrimonio meno conosciuto, al di fuori dei consueti circuiti di visita, capace di arricchire l’offerta culturale della città in un’area di grande interesse storico e archeologico. Il completamento dei lavori è il risultato dell’impegno condiviso della Sovrintendenza Capitolina, degli archeologi, dei restauratori, dei progettisti, delle imprese e di tutte le professionalità coinvolte che hanno reso possibile la conservazione, la valorizzazione e la riapertura al pubblico di questo prezioso sito, restituendo alla città un’importante testimonianza del suo passato” dichiara il Sindaco Roberto Gualtieri.
CENNI STORICI RUPE DI SAN PAOLO
Il settore interessato dai lavori conserva nove tombe riportate alla luce tra il 1932 e il 1933, articolate tra il fronte della via Ostiense e un cortile interno ricavato nel pendio della rupe. Il complesso documenta l'evoluzione delle pratiche funerarie romane tra il I secolo a.C. e il IV secolo d.C., testimoniando il passaggio dall'incinerazione all'inumazione attraverso la presenza di colombari, arcosoli, formae e tombe a tempietto.
Di particolare interesse è la camera sepolcrale scoperta nel 1953, decorata con affreschi del II-III secolo d.C., oggi conservati presso il Museo di Porta San Paolo e riproposti nel sito attraverso fedeli riproduzioni. Le pitture raffigurano Prometeo che plasma l'uomo con Atena che gli infonde la vita, affiancati da un pavone e un fagiano, immagini che rimandano ai temi della rigenerazione e dell'immortalità dell'anima.
SEPOLCRETO
Il Sepolcreto della Via Ostiense è una delle più importanti testimonianze della necropoli che si sviluppava lungo l'antica via Ostiense, principale collegamento tra Roma e Ostia. Situato oggi nel Parco Schuster, accanto alla Basilica di San Paolo fuori le mura, rappresenta l'unico settore della vasta area funeraria conservato in modo significativo.
La necropoli, utilizzata dal I secolo a.C. al III secolo d.C., si estendeva tra la Rupe di San Paolo e il Tevere. Intorno a queste sepolture sorse il primo luogo di culto dedicato all'apostolo Paolo, da cui ebbe origine la basilica paleocristiana. Sebbene gran parte della necropoli sia ancora sepolta, gli scavi hanno restituito un'importante documentazione archeologica.
Le principali campagne di scavo si svolsero tra la fine dell'Ottocento e gli anni 1917-1933, in occasione dei lavori di ampliamento della via Ostiense. Le tombe, organizzate in lotti delimitati da muri, mostrano un uso continuativo dell'area e una progressiva espansione lungo le pendici della Rupe di San Paolo.
Tra le tipologie funerarie prevalgono i colombari, edifici destinati a ospitare urne cinerarie, caratterizzati da nicchie disposte su più livelli e decorati con affreschi, stucchi e mosaici. Successivamente si diffusero anche tombe a camera, sarcofagi e sepolture a fossa. Le iscrizioni funerarie indicano che la necropoli accolse soprattutto persone appartenenti ai ceti medi e popolari, tra cui liberti imperiali, militari e individui provenienti dall'Oriente mediterraneo.
In vista del Giubileo del 2000, il sepolcreto è stato restaurato, protetto da una copertura e integrato nel Parco Schuster, rendendolo accessibile al pubblico in un contesto di grande interesse storico, religioso e culturale.
Negli ultimi anni la Sovrintendenza Capitolina ha avviato nuovi programmi di ricerca scientifica, dedicati allo studio dei resti umani cremati conservati nelle urne cinerarie e al monitoraggio dello stato di conservazione delle strutture, anche in seguito ai danni provocati dal terremoto del 2016. Le attività sono svolte in collaborazione con università e istituti di ricerca specializzati, come l'Università di Valencia, ISPRA e ISCR.
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