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Di :: 30 luglio 2026 12:46

Plasticentro, con le barriere galleggianti intercettati oltre 40 metri cubi di rifiuti, prima che giungano al mare

(AGR) Oltre 40 metri cubi di rifiuti a prevalente componente plastica intercettati prima che potessero raggiungere il mare. È il primo risultato delle tre barriere installate sui fiumi Tevere, Aniene e Tronto nell’ambito di Plasticentro, il progetto promosso e coordinato dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, realizzato con la collaborazione di Legambiente e degli altri partner di progetto e finanziato nell’ambito della Legge “Salvamare” per contrastare l’inquinamento da plastiche nei corsi d’acqua del Distretto.

Le tre infrastrutture, installate nel Lazio e nelle Marche, sono oggi pienamente operative. Entrate progressivamente in esercizio tra il 31 ottobre e l’11 dicembre 2025, hanno continuato a intercettare i rifiuti a prevalente componente plastica trasportati dai corsi d’acqua fino all’ultimo aggiornamento dei dati, effettuato il 21 luglio 2026.

 
Fino al 21 luglio 2026 le tre barriere hanno intercettato complessivamente oltre 40 metri cubi di rifiuti a prevalente componente plastica: oltre 13 metri cubi sul Tronto, circa 17 sull’Aniene e circa 10 sul Tevere. I formulari di identificazione dei rifiuti attestano il corretto conferimento, con codice EER 15 01 02, di complessivi 1.838 chilogrammi: 300 chilogrammi provenienti dalla barriera sul Tronto, 1.088 da quella sull’Aniene e 450 da quella sul Tevere.

Gli eventi di piena che hanno interessato i corsi d’acqua tra gennaio e marzo 2026 hanno provocato alcuni danneggiamenti temporanei alle infrastrutture, che sono state rapidamente ripristinate. L’esperienza maturata ha così consentito di verificare sul campo il funzionamento del sistema anche in condizioni idrologiche particolarmente complesse e di acquisire informazioni utili per il suo progressivo miglioramento.

Le barriere costituiscono il principale intervento operativo di Plasticentro: intercettando i rifiuti trasportati dai fiumi, permettono di agire prima che questi raggiungano le foci, le coste e il mare, dove il recupero diventa più difficile e oneroso. In aggiunta all’azione svolta dalle barriere, il progetto ha previsto campagne di raccolta volontaria, attività di monitoraggio scientifico e iniziative di sensibilizzazione nei territori del Lazio, delle Marche e dell’Umbria.

Nel corso di tre campagne, svolte nella primavera e nell’autunno del 2025 e nella primavera del 2026, circa 200 volontari, tra cittadini, associazioni, studenti e dipendenti di aziende aderenti a programmi di volontariato ambientale, hanno raccolto complessivamente circa 1,5 tonnellate di rifiuti. Tra i materiali rimossi figurano anche numerosi rifiuti ingombranti, tra cui motorini, materassi, un frigorifero, un carretto, elementi di arredo e materiali da costruzione e demolizione, successivamente conferiti con la collaborazione delle aziende incaricate della raccolta e dello smaltimento.

Parallelamente sono stati realizzati monitoraggi di citizen science lungo le sponde dei fiumi e nelle aree prossime alle foci, con l’obiettivo di individuare quantità, tipologie e possibili origini dei rifiuti dispersi nell’ambiente. Il protocollo, sviluppato da Legambiente e ISPRA, prevede la catalogazione dei rifiuti secondo la Joint List elaborata dal Gruppo tecnico sul Marine Litter della Commissione europea nell’ambito della Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino.

Le campagne di monitoraggio effettuate lungo il Tevere e il Tronto hanno consentito di censire 4.288 rifiuti nella primavera del 2025, 2.301 nell’autunno del 2025 e 6.153 nella primavera del 2026, per un totale di 12.742 elementi registrati e catalogati. In tutte e tre le campagne la plastica si conferma il materiale largamente predominante, rappresentando l’85,7% dei rifiuti censiti.

L’analisi dei dati mostra inoltre una tendenza costante: procedendo dall’entroterra verso la foce aumentano sia la quantità complessiva dei rifiuti sia l’incidenza della plastica. Il fenomeno, osservato lungo il Tevere e il Tronto, conferma il ruolo strategico delle aree di foce come punti di accumulo dei materiali trasportati dai corsi d’acqua e, in parte, restituiti dalle correnti marine.Tra i rifiuti più frequentemente rinvenuti sugli argini e sulle spiagge monitorate figurano mozziconi di sigaretta, cotton fioc, frammenti di plastica e polistirolo, stoviglie monouso, bottiglie e contenitori per bevande. Dati che confermano il peso delle attività umane nella dispersione dei rifiuti negli ecosistemi fluviali e costieri.

L’insieme dei risultati conferma l’utilità di un approccio integrato, nel quale le soluzioni operative per l’intercettazione dei rifiuti sono affiancate dal monitoraggio scientifico, dalla partecipazione dei cittadini e dall’analisi delle fonti di dispersione. Le informazioni raccolte serviranno a individuare con maggiore precisione le principali fonti di immissione dei rifiuti nei corsi d’acqua e a orientare le successive azioni di prevenzione e gestione a livello territoriale. A questa fase di analisi e monitoraggio, con particolare attenzione alle microplastiche, collaborano anche ACEA, ENEA, ARPA Umbria e ARPA Lazio.

Plasticentro proseguirà nei prossimi mesi con il consolidamento del sistema delle barriere, nuove attività di monitoraggio e ulteriori iniziative di coinvolgimento delle comunità locali, contribuendo alla tutela dei corsi d’acqua del Distretto dell’Appennino centrale e alla riduzione dell’inquinamento marino.

“Le barriere installate sul Tevere, sull’Aniene e sul Tronto rappresentano il cuore operativo di Plasticentro e consentono di intervenire sui rifiuti prima che raggiungano il mare. Gli oltre 40 metri cubi di rifiuti a prevalente componente plastica già intercettati dimostrano concretamente l’utilità di agire lungo i corsi d’acqua. A questa azione si affiancano il monitoraggio scientifico, la collaborazione con le istituzioni territoriali e la partecipazione dei cittadini, componenti indispensabili per comprendere il fenomeno e prevenirlo in maniera sempre più efficace”, ha dichiarato Marco Casini, Segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale.

Nel Lazio sono operative due delle tre barriere galleggianti installate nell’ambito del progetto Plasticentro: una sul Tevere e una sull’Aniene. 

La barriera sul Tevere, attiva dall’11 dicembre 2025, fino al 21 luglio 2026 ha intercettato circa 10 metri cubi di rifiuti a prevalente componente plastica, consentendo il conferimento certificato di 450 chilogrammi.

La barriera sull’Aniene, entrata in esercizio il 21 novembre 2025, fino al 21 luglio 2026 ha intercettato circa 17 metri cubi di rifiuti a prevalente componente plastica, consentendo il recupero e il corretto conferimento di 1.088 chilogrammi. 

I risultati ottenuti confermano il ruolo strategico delle aree urbane e di foce nella gestione dei rifiuti fluviali e l’importanza di intercettare i materiali prima che raggiungano il mare. In aggiunta all’attività delle barriere, Plasticentro ha coinvolto i territori di Roma e Fiumicino attraverso iniziative di pulizia e monitoraggio.

Quattro appuntamenti di raccolta volontaria hanno coinvolto complessivamente 164 partecipanti e consentito di rimuovere 869 chilogrammi di rifiuti. Gli interventi hanno interessato il fiume Tevere presso il Ponte della Scienza, a Roma, e la spiaggia di Coccia di Morto, a Fiumicino, area particolarmente esposta all’accumulo dei rifiuti trasportati dal fiume e dalle correnti marine.

I monitoraggi realizzati lungo il Tevere hanno registrato e classificato 3.788 rifiuti nel corso di otto monitoraggi, quattro presso la foce e quattro lungo le sponde. L’84,4% dei rifiuti censiti, pari a 3.196 elementi, è risultato costituito da plastica, confermando la prevalenza dei materiali plastici e l’aumento della presenza di rifiuti procedendo verso la foce.

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