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Di E. B.: Redazione AGR :: 17 giugno 2026 20:19
Ostia, dall'opposizione primi attacchi al PUA, F.I.: riduce drasticamente la capacità attrattiva del litorale romano

(AGR) Il PUA approvato in Campidoglio non convince le opposizioni. F.I. è particolarmente critica: “Le politiche dissennate del Campidoglio stanno devastando il litorale romano più dei flutti marini, a causa della totale mancanza di manutenzione. - afferma la capogruppo in Campidoglio Rachele Mussolini e il presidente della Commissione Sviluppo e Smart City di FI Michel Emi Maritato. - Il piano urbanistico approvato dall’amministrazione comunale riduce, infatti, drasticamente la capacità attrattiva di Ostia, penalizzando sia i turisti che i balneari. Siamo ben lontani dalle esigenze del turismo balneare moderno e il piano dell'utilizzo degli arenili appena approvato, compromettendo la competitività dell’offerta, è la riprova tangibile.
Le scelte dell'Amministrazione Gualtieri, di fatto, condannano “a morte certa il mare di Roma”, - continua la nota di FI - che diventerà un vero e proprio litorale di serie B privo di comfort, poco frequentabile e soprattutto, scarsamente attrattivo per imprenditori e turisti.Senza contare il potenziale buco nel servizio - con conseguente danno per i cittadini - che potrebbe crearsi con lo smontaggio di ben 5.000 cabine da spiaggia presenti negli stabilimenti balneari di Ostia previsto per il prossimo settembre.Un piano, dunque, che fa acqua da tutte le parti e che il Campidoglio, a torto, sbandiera ai quattro venti come un grande risultato di un'Amministrazione che, al contrario, sta decretando la fine del mare di Ostia".
Sulla questione abbiamo raccolto anche la posizione di Massimo Muzzarelli, Presidente Federbalneari Roma e Portavoce Coordinamento Balneari (SIB-Confcommercio, FIBA-Confesercenti, Federbalneari) : “Il Piano di Utilizzazione degli Arenili appena approvato è difficilmente condivisibile, ovvero lo è laddove conferma la necessità di andare a modificare annose problematiche legate ad un sistema che sconta una vetustà di impostazione (la balneazione inizia ad Ostia oltre un secolo fa e la parte centrale risale a prima della guerra) ma non lo può essere dove si vuole sostituire questo modello con un “non modello”.
Infatti, quanto proposto con le Unità Minime di Intervento e l'Area di Concentrazione Manufatti scardina completamente la scansione dimensionale delle Concessioni cancellando una poliedricità dell’aspetto estetico ma anche della qualità. In questo modo si sviliscono la possibilità di una offerta assolutamente variegata sia del punto di vista dei servizi che da quello economico.
E' una visione che va a cozzare con la realtà. L’affezione ed il gradimento dei fruitori per un servizio tradizionle sono un dato certo, confermato dalla fuga da Ostia registrata nelle ultime due stagioni verso i litorali limitrofi.
Siamo senz’altro i primi – continua la nota del presidente della Fedeerbalneari - a rivendicare la necessità di un forte cambiamento, ma andrebbe fatto andando ad appianare alcune distorsioni e sicuramente riportando all’avanguardia dell’offerta balneare ciò che ormai dopo decenni di incertezze risultava “affaticato”.
La vera preoccupazione è di proporre un litorale sulla cui tenuta non ci sono certezze. La proposta non appare sviluppata, infatti, secondo un’impostazione che si rifaccia ad un modello turistico, come era auspicabile e mancano anche quelle connessioni sistemiche al tessuto cittadino ma soprattutto al Parco del mare che sta per essere cantierato e la cui intima connessione con il sistema mare era fortemente atteso”.
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