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Di E. B.: Redazione AGR :: 24 giugno 2026 13:48
Operazione antidroga della Polizia, tra droga nascosta nelle abitazioni e vendita al dettaglio, 7 pusher in manette

(AGR) Tra consegne “su richiesta” organizzate tramite chat di messaggistica istantanea, depositi di droga nascosti tra le mura domestiche, fino a rider e coppie di pusher su strada, spaziano le modalità ed i profili delle sette persone arrestate dalla Polizia di Stato, negli ultimi giorni, in diversi quadranti della Capitale.
Il sequestro più consistente è stato messo a segno dagli agenti del Commissariato di P.S. Porta Maggiore, che hanno fatto calare il sipario su una vera e propria base logistica dello spaccio ricavata all’interno dell’abitazione di due conviventi, uomo e donna, entrambi italiani.
Tra frigorifero e ingresso, gli investigatori hanno sequestrato oltre un chilo e mezzo di hashish: una parte della sostanza era custodita in un barattolo nascosto tra gli alimenti, mentre quindici panetti erano stati occultati in una busta recante la dicitura ironica “solo robba bella”, utilizzata come punto di stoccaggio domestico, predisposto per custodire e rendere immediatamente disponibile il quantitativo destinato allo spaccio. Per entrambi sono scattate le manette.
Seguono la filiera del delivery della cocaina gli altri quattro arresti eseguiti tra i quartieri Ponte Milvio ed Eur, dove i poliziotti hanno intercettato due distinte coppie di pusher, impegnate nelle consegne su ordinazione.
Analogo il copione neutralizzato all’Eur, dove l’ennesimo binomio uomo/donna dello spaccio è stato fermato dagli agenti del IX Distretto Esposizione. A tradire i due sono stati una serie di incontri sospetti monitorati dagli agenti. Una volta accompagnati negli uffici di polizia, gli operatori hanno rinvenuto ventidue dosi di cocaina già confezionate ed occultate nelle parti intime della donna, mentre il complice custodiva denaro contante suddiviso in banconote di piccolo taglio.
L’ultimo arresto è stato eseguito dagli agenti del Commissariato di P.S. Torpignattara in via dei Gordiani, dove un diciannovenne macedone è stato fermato a bordo di un monopattino. All’interno del borsello a tracolla, sono stati rinvenuti ventuno involucri di hashish già confezionati, oltre a denaro in contanti trovato sul comodino del salotto della sua abitazione. Determinante, ai fini dell’arresto è stato lo smartphone in uso all’indagato, che, durante le fasi del controllo, continuava a ricevere chiamate e messaggi tramite una piattaforma di messaggistica “criptata”.
Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria
Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.
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