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Di E. B.: Redazione AGR :: 06 ottobre 2026 14:13
Oculistica, non tutti vedono i colori allo stesso modo, non serve essere daltonici

(AGR) L’esperienza visiva di ognuno è diversa e personale; quando due persone guardano lo stesso oggetto, nelle medesime condizioni d’illuminazione, sono convinte di vedere esattamente lo stesso colore ma in realtà non è così: il colore che percepiamo, infatti, è il risultato di un processo complesso nel quale intervengono la luce, gli occhi, la retina e i fotorecettori incaricati di rilevare diverse lunghezze d’onda.
Fattori genetici, l’età, il funzionamento dell’occhio, le condizioni ambientali, determinate patologie o il daltonismo possono modificare la capacità di distinguere o interpretare i colori. Secondo i dati di Baviera, il più importante gruppo oftalmologico d’Europa, l’8% degli italiani e lo 0,5% delle italiane sono daltonici. In totale, si stima che in Italia ci siano circa 2,5 milioni di persone daltoniche.
1. La genetica
La nostra genetica determina la sensibilità dei coni, le cellule della retina, e fa sì che ogni persona risponda in modo diverso alla luce. Queste piccole differenze fanno parte delle normali divergenze da individuo a individuo, non costituiscono un’alterazione e modificano leggermente il modo in cui ciascun sistema visivo sperimenta i colori.
2. Il daltonismo
Le alterazioni della visione cromatica costituiscono una delle ragioni più evidenti per cui non tutte le persone vedono i colori allo stesso modo. Il daltonismo, soprattutto quello legato alla discriminazione tra il rosso e il verde, è solitamente causato da varianti genetiche che interessano i pigmenti dei coni. Di conseguenza, determinati colori che per una persona sono facilmente distinguibili possono risultare molto simili per un’altra. Queste alterazioni possono presentare diversi gradi e non tutte le persone daltoniche percepiscono i colori esattamente allo stesso modo. Poiché nella maggior parte dei casi è legato al cromosoma X, il daltonismo colpisce più frequentemente gli uomini, mentre le donne ne sono solitamente portatrici. Più che una semplice confusione tra colori, rappresenta quindi una modifica specifica del modo in cui il sistema visivo elabora la luce.
3. L’età
La visione dei colori cambia con l’età. L’invecchiamento modifica strutture visive fondamentali come il cristallino, che diventa più denso e giallastro, e la retina, dove si verificano alterazioni dei fotorecettori. Questi cambiamenti riducono e filtrano la luce che raggiunge la retina, rendendo più difficile distinguere alcune tonalità, soprattutto quelle a lunghezza d’onda corta. Inoltre, la comparsa della cataratta intensifica questa perdita di discriminazione cromatica, rendendo il cristallino ancora più opaco.
4. Le patologie della retina
La retina contiene i coni, le cellule incaricate di percepire i colori prima di inviare le informazioni al cervello. Per questo motivo, qualsiasi danno a questa zona causato da patologie oculari, vascolari o degenerative può alterare la visione cromatica, compromettendo soprattutto la percezione del blu e del giallo. Se una persona sperimenta un cambiamento improvviso o persistente nella capacità di distinguere i colori, soprattutto in un solo occhio o accompagnato dalla comparsa di macchie e dalla perdita della vista, non deve ignorare questo campanello d’allarme, poiché potrebbe essere il segnale di un problema oculare o neurologico che richiede una valutazione medica.
5. Il nervo ottico
Le informazioni visive provenienti dai coni viaggiano attraverso il nervo ottico verso il cervello, dove viene costruita la percezione. Per questo motivo, qualsiasi alterazione di tale nervo può modificare la visione dei colori. Infatti, la perdita della sensibilità cromatica aiuta a individuare problemi lungo la via visiva. Sebbene le patologie della retina e le lesioni del nervo ottico provochino solitamente schemi di alterazione diversi, questi possono sovrapporsi. Pertanto, i cambiamenti nella percezione dei colori forniscono dati utili, ma devono sempre essere interpretati da uno specialista insieme al resto di un esame oftalmologico e neurologico.
6. Patologie come il diabete o l’ipertensione
La percezione dei colori può essere compromessa non soltanto da problemi localizzati direttamente nell’occhio, ma anche da determinate patologie sistemiche. Il diabete, per esempio, può provocare danni ai vasi sanguigni e ai tessuti della retina quando non viene adeguatamente tenuto sotto controllo. Anche l’ipertensione può interessare le strutture oculari e la loro circolazione. Questi cambiamenti possono ripercuotersi su diversi aspetti della funzione visiva, inclusa la discriminazione cromatica.
7. Gli ormoni
Gli occhi non sono estranei al resto dell’organismo: i loro tessuti possiedono recettori per gli ormoni sessuali che, in alcune fasi come la pubertà, la gravidanza, la menopausa o il ciclo mestruale, possono portare ad alterazioni nella cornea e sulla superficie oculare. Sebbene ciò influisca sulla percezione visiva, il rapporto con i colori è complesso; non si può affermare che un ormone faccia vedere “più colori”, ma è possibile che generi variazioni nel modo in cui li vediamo.
8. L’illuminazione
Non è sempre l’occhio a cambiare: può cambiare anche la luce che illumina l’oggetto osservato. Uno stesso oggetto può apparire diverso a seconda che si trovi alla luce del sole, sotto una lampadina dalla tonalità calda, con un’illuminazione fluorescente o davanti a uno schermo. Il cervello cerca di compensare queste variazioni per mantenere relativamente stabile l’aspetto degli oggetti: si tratta di un fenomeno noto come costanza del colore. Tuttavia, tale compensazione non è sempre perfetta e due persone che osservano lo stesso oggetto in condizioni di illuminazione “ambigue” possono interpretare in modo leggermente diverso i segnali che raggiungono i loro occhi e quindi i colori.
9. L’altitudine geografica e la pressione atmosferica dell’ambiente
Le condizioni fisiche e geografiche del luogo in cui si trova l’osservatore esercitano un’influenza diretta sul funzionamento degli organi sensoriali, compresa la capacità della retina di elaborare la luce. A quote molto elevate, la diminuzione della pressione atmosferica e la conseguente riduzione della disponibilità di ossigeno, cioè l’ipossia, interessano immediatamente il tessuto oculare. Come risultato di questo fenomeno fisico, una persona che sta facendo un’escursione in alta montagna percepirà i colori con una saturazione e un contrasto inferiori e con tonalità leggermente più spente rispetto a chi osserva lo stesso paesaggio o lo stesso oggetto a livello del mare.
10. Il cervello
Il colore non esiste soltanto in virtù della luce che entra negli occhi, ma è una costruzione neuronale molto complessa. La retina trasforma la luce in segnali che il cervello elabora, mettendo a confronto i segnali provenienti dai diversi tipi di coni e analizzando il contesto e l’illuminazione. Per questo motivo, anche se due persone osservano la stessa lunghezza d’onda, possono percepire il colore in modo diverso: tutto dipende da come reagisce la loro retina e da come il loro cervello interpreta quelle informazioni. La percezione del colore non è una fotografia identica per tutti, ma un’esperienza unica creata dal nostro sistema visivo.
Il dottor Sergio Ares, medico chirurgo e Country Manager di Baviera Italia, spiega: “Non tutte le persone percepiscono allo stesso modo uno stesso colore e questo non significa che ciascuno viva in un mondo di colori diverso da quello degli altri, ma vuol dire che esistono piccole differenze individuali nel modo in cui la luce viene catturata dagli occhi ed elaborata poi dal sistema nervoso. Queste differenze possono diventare più marcate quando intervengono fattori come determinate varianti genetiche, deficit ereditari della visione cromatica, l’invecchiamento, la cataratta, le patologie della retina e del nervo ottico, il diabete, l’ipertensione, le condizioni ambientali particolari o i cambiamenti legati agli ormoni. Noi di Baviera –Clinica Oculistica abbiamo voluto spiegare quali sono i principali motivi per cui non vediamo i colori allo stesso modo e far comprendere meglio il complesso meccanismo attraverso il quale il nostro sistema visivo elabora la luce e costruisce la percezione dei colori.”
Informazioni su: Baviera – Clinica Oculistica:
Baviera è il gruppo oculistico europeo leader nella correzione dei difetti visivi. Da oltre 30 anni ci occupiamo della vista delle persone, liberando ogni giorno centinaia di pazienti dall’utilizzo di occhiali e lenti a contatto. Il nostro staff conta oltre 250 medici oculisti distribuiti in 130 centri di eccellenza in cinque paesi europei: Italia, Spagna, Germania, Austria e UK.
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