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Di E. B.: Redazione AGR :: 11 settembre 2026 19:59
"Non sono svogliato, ho la scleorsi multipla...." AISM lancia l'allarme: dietro il rendimento scolastico può esserci la malattia

(AGR) C'è un banco vuoto che nessun insegnante sa spiegare. C'è un ragazzo che si addormenta sui libri non per pigrizia, ma perché la fatica della sclerosi multipla lo consuma da dentro. C'è chi salta le interrogazioni non per evitarle, ma perché è appena uscito da un ricovero. E c'è chi, per paura di essere guardato diverso, non dice nemmeno ai compagni cosa sta affrontando — finendo etichettato come svogliato proprio perché ha scelto il silenzio.
Con la riapertura delle scuole, AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla - lancia un appello: smettiamo di chiamarli svogliati. Dietro un rendimento che cala, un'assenza che si ripete, una difficoltà a concentrarsi, può nascondersi una malattia che spesso arriva già nell'adolescenza o nella prima giovinezza — quasi 1 diagnosi su 5 di SM riguarda persone under 25.
"Un ragazzo o una ragazza che fatica a concentrarsi, si assenta per una ricaduta o deve affrontare una terapia non è uno studente svogliato – sottolinea Gianluca Pedicini, presidente nazionale AISM. – Dietro quel banco vuoto, spesso, c'è una difficoltà che nessuno vede. La scuola deve imparare a riconoscerla, e a non lasciare indietro chi la sta affrontando. Non è solo una questione di anni scolastici: un percorso di studi interrotto oggi rischia di diventare un ostacolo al lavoro di domani, in un momento della vita in cui le competenze acquisite fanno la differenza per sempre".
La scuola italiana dispone già di strumenti e accomodamenti pensati per l'inclusione degli studenti con disabilità — dal PEI (Piano Educativo Individualizzato) al recupero delle lezioni perse per ricoveri prolungati. Ma questi strumenti presuppongono spesso una certificazione di disabilità che una malattia cronica come la sclerosi multipla non sempre comporta, soprattutto nelle fasi iniziali o quando i sintomi restano invisibili. Per questo AISM chiede oggi un impegno concreto: docenti e dirigenti formati a riconoscere una malattia che non lascia sempre segni visibili, e che queste stesse accortezze vengano riconosciute e messe a disposizione anche dei giovani che si trovano ad affrontare una malattia cronica come la SM, oggi spesso esclusi da questi strumenti proprio perché la loro condizione non viene automaticamente ricondotta al mondo della disabilità scolastica.
Una battaglia che AISM porta avanti attraverso l'Agenda della SM e patologie correlate 2030, e che deve trovare piena attuazione nella Riforma della disabilità e nel Progetto di Vita individuale, in sperimentazione fino a fine 2026, che mette proprio il percorso di istruzione tra i suoi pilastri. Come componente stabile dell'Osservatorio Nazionale Disabilità (OND), AISM ha contribuito alla stesura del nuovo Piano Triennale d'Azione per i diritti delle persone con disabilità, che dedica una specifica linea di intervento proprio al tema dell'educazione e dell'istruzione. L'associazione lo sta diffondendo negli eventi sui territori e, sempre nel quadro del lavoro dell'OND, sta lavorando per arrivare a cronoprogrammi condivisi con le amministrazioni responsabili, affinché gli impegni scritti sulla carta si traducano in tempi e risposte concrete.
Perché nessun ragazzo e nessuna ragazza dovrebbe scegliere tra curarsi e restare al passo con i compagni. Perché una malattia non deve mai trasformarsi in una rinuncia al proprio futuro.
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