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Di :: 23 settembre 2026 21:43

Nasce Earth Memory, presentata “la casa nel cuore”  per le missioni di lunga durata nello spazio

(AGR) Non possiamo portare la Terra con noi..... Ma possiamo portare ciò che la trasforma in casa. È questa l’idea alla base di Earth Memory, la piattaforma digitale sviluppata dall’Università Politecnica delle Marche per sostenere il benessere psicofisico degli astronauti nelle missioni di lunga durata. Un progetto innovativo che unisce realtà immersiva, intelligenza artificiale e patrimonio digitale per ricreare, nello spazio, i luoghi, i volti, i suoni e i rituali che rendono la Terra un luogo familiare.

Il progetto nasce dalla collaborazione con l’astronauta Walter Villadei, che ha contribuito alla definizione dei contenuti e delle funzionalità del sistema. Il primo dimostratore è stato realizzato proprio con il suo apporto: Villadei guida l’esperienza attraverso un avatar conversazionale all’interno di un habitat lunare virtuale.

 
“Andare nello spazio è un’emozione fortissima, ma gli astronauti hanno anche bisogno di portare con sé qualcosa della Terra: ricordi, immagini, sensazioni. – Ha detto Walter Villadei - Earth Memory è un esperimento, una tecnologia innovativa che mette insieme scienza, arte e conoscenza: un progetto assolutamente fondamentale che spero di portare presto nello spazio.”

Presentato in occasione di BEX 2026, Earth Memory è fruibile come esperienza immersiva: il visitatore entra in uno spazio essenziale e, scegliendo tra le categorie Natura, Persone, Cultura e Rituali, vede l’ambiente trasformarsi in un luogo dotato di memoria e significato. Una vera e propria immersione culturale che trasforma paesaggi, opere, architetture, voci, musica, rituali e ricordi in esperienze accessibili all’interno delle navicelle spaziali.

“Earth Memory è un esempio concreto di come la ricerca universitaria  sia in grado di dialogare con il mondo dell’aerospazio. – Ha spiegato il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Prof. Enrico Quagliarini –Questo progetto consolida il posizionamento internazionale del nostro Ateneo nel campo della ricerca di qualità, capace di coniugare competenze tecnologiche e scientifiche per rispondere a sfide globali. Stiamo aprendo un campo in cui la filiera produttiva della nostra regione può fare la differenza. Non a caso – aggiunge – due delle progettualità che abbiamo al Bex sono già state selezionate dall’Agenzia Spaziale Italiana come potenziali “passeggere” della missione Axiom-5”.

Alla expo-conference la Politecnica delle Marche ha presentato otto progetti di ricerca da sviluppare nello spazio: dai sensori per il monitoraggio dei parametri fisiologici degli astronauti, alla coltivazione di micro-ortaggi nutraceutici, fino all’innovativo visore in grado di migliorare il benessere psicologico degli astronauti.

Il progetto Earth Memory nasce, infatti, per rispondere a una delle sfide più critiche individuate dalla NASA: isolamento, confinamento, distanza dalla Terra e vita in ambienti chiusi o ostili sono tra i cinque principali rischi del volo umano nello spazio. Con le future missioni lunari e marziane, le comunicazioni diventeranno asincrone a causa della latenza, rendendo ancora più cruciale il supporto al benessere mentale e alla coesione dell’equipaggio.

Il sistema sarà integrato in un occhiale autonomo, alimentato in modo indipendente e progettato per essere inserito direttamente nella tuta SFS3 Spacewear dell’astronauta, garantendo massima praticità e accessibilità durante le operazioni quotidiane a bordo. La piattaforma è inoltre in grado di auto-aggiornarsi dalla Terra, ricevendo nuovi contenuti e funzionalità senza interrompere le attività dell’equipaggio.

Il progetto è sviluppato dal Maindh Lab, il laboratorio dell’Università Politecnica delle Marche diretto dal Prof. Paolo Clini, specializzato nella documentazione e valorizzazione digitale del patrimonio, nella ricostruzione tridimensionale, negli avatar conversazionali e nella narrazione immersiva. Earth Memory propone una nuova ipotesi di ricerca: studiare in modo rigoroso se e come contenuti culturali, ambientali e personali possano sostenere connessione, benessere percepito e coesione nelle missioni isolate e di lunga durata.

“Con Earth Memory abbiamo voluto immaginare uno strumento che metta al centro il benessere dell’astronauta nelle missioni spaziali a lunga durata – ha detto il Prof. Paolo Clini, direttore del Maindh Lab –. La piattaforma è progettata per accompagnare l’equipaggio in tutte le fasi della missione, dalla preparazione al ritorno, offrendo esperienze immersive che sostengono la connessione emotiva, riducono la sensazione di isolamento e favoriscono la coesione del gruppo. Attraverso contenuti culturali, personali e collettivi, Earth Memory diventa un compagno capace di preservare il legame con la Terra e di generare nuova memoria, contribuendo in modo concreto al benessere psicofisico in ambienti estremi e isolati”

Earth Memory accompagna l’astronauta in tutte le fasi della missione: dalla preparazione sulla Terra, quando seleziona contenuti, privacy e rituali significativi con il supporto di curatori e specialisti, alla vita nell’habitat, dove può accedere a esperienze personali o condivise, scegliendo liberamente quando e come fruirne. Il sistema gestisce anche la connessione asincrona, permettendo di ricevere nuovi contenuti dalla Terra e di rispondere senza che il ritardo delle comunicazioni interrompa il senso di continuità. Durante la missione, l’astronauta registra riflessioni, immagini e testimonianze che arricchiscono l’archivio della missione; al ritorno, i materiali selezionati confluiscono in un patrimonio scientifico e culturale, nel pieno rispetto del consenso e della privacy.

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