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Di :: 24 ottobre 2021 14:46

Mozart...tiene a battesimo "Ostia un mare di talenti", rassegna culturale ospitata dal Bar Sisto

(AGR) di Ginevra Amadio

Ottimo esordio per “Ostia, un mare di talenti”, la rassegna culturale ospitata dallo storico Bar Sisto in piazza Anco Marzio. Si parte con i fratelli Max e Francesco Morini, maestri del giallo storico-deduttivo, che ieri pomeriggio hanno presentato “Mozart deve morire” (Newton Compton, 2021), ultimo frutto del loro sodalizio creativo. L’evento, promosso dalla Pro Loco Ostia Mare di Roma in collaborazione con Observo Aps, è stato condotto dal giornalista Rai Gianni Maritati con letture e interventi di Ginevra Amadio, critica letteraria e firma di AGR online.E’ passato per i saluti anche il neo presidente del Municipio X Mario Falconi e il presidente della Pro Loco Antonio Ricci. Gli intermezzi musicali, con brani di Mozart, sono stati curati dalle violiniste dell’Orchestra d’archi Ostiense.

 
«Ostia e l’intero X Municipio è costellato di talenti» ha affermato Maritati. «Questa rassegna si propone di scoprirli, di dar voce a quel brulichio letterario ed artistico legato al mondo della fotografia, della musica, del cinema». Un impegno lodevole, che ha trovato il plauso di Falconi: «Si deve ripartire dalla cultura, elemento essenziale per rivivificare un territorio ricco di potenzialità». L’opera dei Morini, in effetti, ben si presta a tale ri-lancio, costruita come è sui codici di un genere popolare, in grado di coinvolgere un’ampia fetta di pubblico. Il giallo di stampo classico – da Poe ad Agatha Christie – è qui reinterpretato mediante i moduli del romanzo di formazione, di riflessione sul proprio sé. «Il concetto canonico di genere è oggi superato, reso più fluido dall’incontro con altre forme – ha dichiarato Max Morini – Simenon è un maestro in tal senso». Grandi modelli quelli che tramano la scrittura degli autori, improntata a un’idea di centrifugazione dei fatti che richiama persino Carlo Emilio Gadda.

«Quello di Mozart è uno dei più grandi cold case della storia. Ci interessava mostrare il lavorio del detective – afferma Francesco – le tante verità che vengono a galla attraverso una particolare rassegna dei fatti. E poi c’è l’uomo, il discorso sulla natura che supera il mito». Un percorso in bilico tra realtà e finzione, nella convinzione che il miglior giallo è, ancora gaddianamente, quello che ha una soluzione aperta.

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