AGR Agenzia di Stampa

12 settembre 2026 18:00

Marco Cuomo in mostra a Genova: l'arte del riciclo tra architettura e alchimia

(AGR) La mostra a Genova e il percorso creativo

Un sodalizio tra arte, sostenibilità e spazio forense. L'esposizione “Forme Visibili e Invisibili” è presentata da Salotto Cultura in sinergia con l'Ordine degli Avvocati di Genova. Ad accompagnare l'esperienza visiva, aperta al pubblico, vi è un corposo catalogo d'arte edito da Sagep Editori che analizza il percorso creativo dell'autore.

 
Il viaggio artistico di Marco Cuomo, architetto genovese formatosi al Liceo Artistico Paul Klee e arricchito dalle esperienze nelle botteghe di Lucien Kroll e Renzo Piano, affonda le radici nell'Arte Povera. La sua evoluzione si esprime attraverso una sperimentazione continua tra materiali e tecniche ecosostenibili, celebrando il processo rituale in cui architettura, pittura e scultura si fondono.

Il rito della metamorfosi materica

Al centro dell'evento genovese si colloca il rito della trasformazione. Cuomo preleva elementi e scarti dalla filiera del riciclo per sottoporli a una trasmutazione in cui la materia prima originaria viene lavorata, passando dal caos all'equilibrio armonico. Attraverso stesure acriliche, manipolazioni e l'effetto del glitter luminoso, la materia inerte acquista nuove valenze semantiche.

Il testo critico in catalogo, firmato dalla Dottoressa Mariarosaria Murmura, evidenzia come l'opera si configuri quale soglia tra il visibile e l'invisibile, richiamando le fasi dell'Opus alchimistico (Nigredo, Albedo e Rubedo). Tra le opere emblematiche in mostra figurano Il microcosmo di Paracelso (2026), Rosa di San Giovanni (2020) e Materia prima (2024).

La critica e la forza del colore

A delineare la lettura del corpus di opere interviene l'analisi del curatore Andrea Speziali. Il curatore afferma che ci si trova di fronte alla rappresentazione di un trionfo del primordiale “Flash” cosmico, in cui l’urlo dell’artista sfida l’estetica contemporanea:

"Non siamo di fronte a rassicuranti decorazioni da salotto, ma a lacerazioni e vacui della civiltà del terzo millennio, che Cuomo, con un gesto audace e di autocritica, sfidando l’era del digitale, cosparge di polveri stellari e di glitter abbaglianti, evocando 'l’elisir di lunga vita'".

Secondo il curatore, l'artista redime la decadenza della materia per forgiare un linguaggio di aspirazione barocca, dove il colore esplode dall'elemento primitivo passando dal fucsia carnale all'oro zecchino, fino ai blu abissali e ai verdi acidi.

Il profilo dell'artista-architetto

Marco Cuomo opera all'incrocio tra progettazione, tecnologia dell'architettura e ricerca artistica. Laureato in Architettura all'Università degli Studi di Genova, ha conseguito un Master al Politecnico di Milano e, nel 2008, il dottorato di ricerca in Sistemi e Processi Edilizi con una tesi sulla tradizione architettonica ligure-genovese.

Per oltre trent’anni ha affiancato all’attività progettuale quella accademica, collaborando con l'Ateneo genovese e il Politecnico milanese sui temi della sostenibilità e della rigenerazione urbana. Dal 2023 dirige l’Ufficio Programmazione e Valorizzazioni Immobiliari di ARTE Genova (Ente regionale per l’edilizia). Le esperienze maturate a Bruxelles nell’atelier di Lucien Kroll e con Renzo Piano alimentano una ricerca sul «caos armonico», dove il processo creativo assume la forma di un vero e proprio rito.

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