AGR - Agenzia di Stampa
03 aprile 2017 15:25
Maratona di Roma, la corsa dei record

“Quando corri una corsa così impegnativa come una maratona, - racconta Monica - dosi ritmi, tempi, falcate e cerchi di migliorare il tuo personale. 42 chilometri ono sono alla portata di tutti. Ma quando corri una maratona accanto a chi può fare affidamento invece che alle gambe alla sola forza delle proprie braccia, alla sua capacità di spinta e di rollata, per spostare, oltre al proprio corpo, anche il peso di una carrozzina, capisci che fino a quel momento tu stai facendo una cosa normalissima. Perché la vera impresa la sta compiendo chi corre accanto a te con una pesantissima e classica carrozzina da passeggio e non con una attrezzata per la corsa su strada (come quella utilizzata da esempio da Alex Zanardi). Quando ti rendi conto di tutto questo. Allora tutto ciò che accadrà, a partire dal primo chilometro fino al quarantaduesimo avrà un sapore diverso, ma non diversamente abile come ci si ostina a dichiarare.
La corsa acquisisce così un sapore di conquista, di sofferenza, di risata, di incitamento, di emozione allo stato puro, di freddo per la pioggia copiosa scesa quasi ininterrottamente, che ha appesantito il fisico perché ti ha inzuppato la tuta e i guanti con cui spingi il tuo mezzo carrozzato, senza parlare delle arrabbiature rimediate durante i 40 chilometri per un percorso reso incidentato da sanpietrini e da strade dissestate. Sensazioni che si rincorrono e che ti fanno acquisire consapevolezze diverse. E senti allora, se pure ti ripetono che puoi fermarti a mezza via, che non c’è sosta per noi, ma solo strada,ancora strada e che il cammino è sempre da ricominciare. Tutto questo e molto di più è stato per me correre la 23^ maratona di Roma l’ho fatto accanto ad un gigante quale Claudio Palmulli ha dimostrato di essere.”
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