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Di E. B.: Redazione AGR :: 23 dicembre 2021 20:04
La Natività di Gesù in un capolavoro senza tempo di Gerard Van Honthorst

(AGR) di Anna Iozzino
(storica e critica d’arte)
Solo un originale sentimento sta alla base della creazione e dell’armonia visionaria di ogni autentico capolavoro, perché il vero artista è capace di attingere direttamente l’ispirazione alle radici della propria individualità. Quale intelligenza collettiva avrebbe potuto creare l’opera “Adorazione del Bambino” del 1620, olio su tela 130x96 cm, che si trova a Firenze nella Galleria degli Uffizi e che è considerato una delle Natività più sublimi e stupefacenti della Storia dell’Arte? L’autore è Gerard Van Honthorst, (Utrecht 1590-1656), un pittore olandese che all'inizio della sua carriera, come tutti i giovani artisti stranieri, completò la sua formazione con l’esperienza del viaggio in Italia e, in particolare a Roma che all’epoca costituiva una tappa culturale d’obbligo. Dal 1610 al 1620 circa visitò molte città italiane, ma soggiornò a lungo a Roma, dove studiò con passione le opere dei Maestri italiani ed in particolar modo subì il fascino della personalità e delle opere di Caravaggio da cui fu sensibilmente influenzato. Oltre che a Roma, a Napoli e in Sicilia, l’opera di Caravaggio e dei suoi primi seguaci si diffuse rapidamente in tutta l’Europa e molti giovani artisti dei Paesi del Nord, proprio come Gerard Van Honthorst, vi aderirono spontaneamente, perché la fedeltà al dato naturale e l’aderenza ai forti ritmi di luci e di ombre erano già una consolidata tendenza di gusto nella loro poetica.
L’opera “Adorazione del Bambino” del 1619-1620 esprime una profonda e sublime religiosità e raffigura Gesù Bambino appena nato in un bagno di luce che giace su un panno bianco intriso a sua volta di luce e steso sulla paglia della mangiatoia. Le quattro figure che adorano il Bambino – a destra Maria e San Giuseppe e a sinistra due angeli in adorazione - sono raffigurate con tratti realistici di ascendenza caravaggesca, la cui lezione influenzata dalla Controriforma è più presente qui che nei pittori italiani, che invece tendono a esprimere caratteri intellettualistici ed aulici rivolgendosi alle élite piuttosto che alla massa dei fedeli, spesso sono dei semplici imitatori se non addirittura, come nel caso di Bartolomeo Manfredi, dei veri e propri falsari delle opere di Caravaggio. La luce, improntata sull'uso della luce notturna a lume di candela, che valse all’artista il nome di Gherardo delle Notti, domina tutta la rappresentazione e viene trattata come fosse artificiale mentre in realtà è la luce spirituale che si sprigiona dal Bambino illuminando i volti degli adoranti, che esprimono gioia, serenità e tenerezza verso il figlio di Dio. In particolare il volto della Madonna esprime una pienezza di vita e di gioia, ma anche una piena consapevolezza dei suoi doveri e dolori futuri tanto importanti per tutta l’umanità.
“L’Adorazione del Bambino” è stato gravemente danneggiato nell’esplosione di un‘autobomba, collocata in via dei Georgofili, accanto alla Galleria Uffizi il 17 maggio 1993. Per fortuna quest'opera è stato restaurato alla perfezione e ricollocato al suo posto nella Galleria degli Uffizi di Firenze. Non così fortunata è stata un’opera similare ed altrettanto famosa dello stesso artista olandese “L’Adorazione dei pastori”, andata irreparabilmente distrutta nel medesimo attentato terroristico e l'opera che pubblichiamo è quella di un'altra “Adorazione dei pastori” del 1622 collocata al Museo del Prado a Madrid.
Gerard Van Honthorst è anche l’autore di straordinarie scene di taverna con giocatori d'azzardo, musicisti e persone intente a mangiare, caratterizzate dal forte chiaroscuro come nel “Suonatore di liuto” e “La buona ventura”. Quando quest’artista ritornò in Olanda , divenne uno dei pittori di spicco del suo periodo, dipingendo sia quadri di soggetto religioso, sia di paesaggio e ritratti.
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