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Di :: 26 ottobre 2026 12:47

La Fondazione Charlemagne con Emergency e la legge di iniziativa popolare: "Io obietto la guerra"

(AGR) Fondazione Charlemagne sostiene la legge di iniziativa popolare “Io obietto la guerra” promossa da EMERGENCY per la campagna R1PUD1A, che sta raccogliendo le firme necessarie per presentare la proposta in Parlamento. La Fondazione Charlemagne ha deciso di aderire a questa iniziativa condividendo la necessità di una legge che riconosca e renda esigibile da tutte le cittadine e tutti i cittadini il diritto all’obiezione di coscienza alla guerra, quindi di poter esercitare il proprio rifiuto di mettere a disposizione della guerra il proprio corpo, il proprio lavoro e il proprio consenso, senza incorrere in sanzioni o punizioni.

L’obiezione riguarderebbe, infatti, non solo l’eventuale servizio militare, ma anche le attività lavorative collegate alla progettazione, produzione, commercio e movimentazione di armi e strumenti destinati alla guerra. Nello scenario attuale, in cui la guerra è tornata sul suolo europeo e progressivamente la violenza armata è ridiventata il principale strumento della politica internazionale, si tratta di un diritto da riconoscere con urgenza.

 
Ricordiamo che l’obiezione di coscienza è un diritto umano fondamentale riconosciuto dalla Carta dei diritti umani e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

“Come Fondazione Charlemagne crediamo che la pace non sia soltanto assenza di guerra, ma un processo collettivo che si costruisce ogni giorno nei territori, attraverso la giustizia sociale, la rigenerazione dei legami comunitari e contrasto all'emarginazione nelle aree più fragili”, dichiara Stefania Mancini, presidente della Fondazione Charlemagne. “Per questo sosteniamo ‘Io obietto la guerra’: riconoscere il diritto all’obiezione di coscienza significa dare a ogni cittadina e cittadino la possibilità di dire no alla violenza armata e di scegliere da che parte stare. Attraverso Periferiacapitale, programma comunitario per Roma che accompagna realtà sociali impegnate nelle periferie urbane, vediamo come sia fondamentale rafforzare la partecipazione democratica che nasce dal basso e che si batte ogni giorno per il benessere di tutta la società contro ogni conflitto.”

In concreto, la proposta di legge promossa da EMERGENCY prevede l’istituzione in ogni Comune di un Registro dell’obiezione alla guerra: ciascun cittadino potrebbe dichiararsi presso il proprio Comune di residenza “obiettore di coscienza alla guerra”, rifiutando l’uso delle armi e della violenza e il coinvolgimento in attività funzionali o connesse alla guerra, quali la progettazione, la produzione il commercio e il trasporto di armi. Per gli uomini tra i 17 e i 45 anni, la dichiarazione varrebbe anche come obiezione di coscienza a un eventuale ripristino del servizio militare. La dichiarazione sarebbe protetta dalla privacy, non potrebbe essere usata per mettere in atto discriminazioni di sorta, punizioni o penalità e potrebbe essere revocata in qualsiasi momento.

La proposta di legge di iniziativa popolare si compone di una relazione introduttiva e otto articoli ed è stata redatta con la collaborazione di Domenico Gallo, magistrato ed ex presidente di sezione della Corte di Cassazione, Alessandra Algostino, costituzionalista, e Veronica Dini, avvocata.

Come ha fatto la Fondazione Charlemagne, tutti possono contribuire firmando online il testo della proposta, avvalendosi dello SPID e degli altri strumenti di identità digitale, al seguente link: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/7700001

Le firme per la proposta di legge sono una scelta e un gesto individuale, ma in quanto Fondazione abbiamo scelto di sostenere la campagna promuovendola sui nostri canali di comunicazione e tra i nostri membri e contatti, invitandoli a firmare, far firmare e promuovere a loro volta la proposta “io obietto la guerra” per garantire il diritto all’obiezione di coscienza alla guerra.

Per ricevere informazioni sulla legge di iniziativa popolare “Io obietto la guerra”: www.ripudia.it Per contattare i referenti della campagna: ripudia@emergency.it

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