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Di :: 03 luglio 2026 14:26

Il Teatro di Calabria "Aroldo Tieri" vince il Premio Nazionale Franco Enriquez 2026 con “I Persiani” di Eschilo

(AGR) Il riconoscimento consacra la prima produzione della compagnia rinnovata, diretta da Aldo Conforto e Francesco Mazza. Il 7 agosto lo spettacolo sarà in scena a Sirolo

CATANZARO – Un riconoscimento nazionale premia il percorso artistico del Teatro di Calabria "Aroldo Tieri". Lo spettacolo “I Persiani” di Eschilo, con la regia di Aldo Conforto e la direzione artistica di Francesco Mazza, ha vinto il Premio Nazionale Franco Enriquez 2026 – Città di Sirolo nella categoria Teatro Classico, Sezione Teatri e Compagnie.

 
Giunto alla ventiduesima edizione, il Premio Franco Enriquez è intitolato al regista scomparso quarantasei anni fa ed è tra i più autorevoli riconoscimenti italiani dedicati al teatro civile e di qualità. Viene assegnato ad artisti, compagnie e operatori culturali capaci di coniugare valore artistico e impegno etico. Il tema dell’edizione 2026 è “Il teatro, una via per la pace”, un filo conduttore che trova una corrispondenza profonda nella tragedia eschilea portata in scena dalla compagnia calabrese.

Nella motivazione si legge: «La tragedia I Persiani di Eschilo messa in scena dalla Ass. Teatro di Calabria A. Tieri parla di guerra, di scelte sbagliate, di incomprensione, della brama di conquista e nel finale celebra la saggezza che consiste nella misura e nell’accettazione del limite: “Gli umani non devono insuperbire oltre misura”. (…) Lo spettacolo si distingue per la forza evocativa del coro e di bravissimi giovani attori, un plauso alla regia, all’adattamento dei testi e alla direzione artistica, ricca la presenza di scene e costumi e di suggestive musiche dal vivo».

La cerimonia di consegna si terrà sabato 30 agosto nell’elegante Teatro Comunale Cortesi di Sirolo. La compagnia calabrese, composta da 16 elementi, porterà in scena I Persiani anche giovedì 7 agosto, sempre al Cortesi, nell’ambito del Festival Nazionale Franco Enriquez che animerà il borgo marchigiano sulla costa del Conero dal 17 luglio alla fine di agosto.

Grande soddisfazione è stata espressa dal direttore artistico Francesco Mazza: «Un anno fa abbiamo scelto di fare le cose per bene e puntare in alto senza rinunciare a divertirci. E ancor di più abbiamo assunto una posizione netta: rinunciare alla mediocrità e alla spettacolarità fine a sé stessa. Oggi, con la nostra prima produzione, possiamo dire che tre mesi di lavoro duro ed estenuante ci hanno consentito, in punta di piedi, di affacciarci all’Olimpo del teatro italiano. Questo è un traguardo che mai avremmo immaginato di raggiungere in così poco tempo. È la conferma che il lavoro serio, la dedizione e una visione condivisa possono trasformare un sogno in una concreta realtà artistica».

Il Premio conferma il valore di un progetto che, attraverso una libera lettura scenica del capolavoro di Eschilo, restituisce attualità ai temi della guerra, della responsabilità del potere, della pietà e della pace. «La disumanità della guerra è il messaggio fondamentale che intendiamo affidare a questa nostra rielaborazione scenica di un’antica tragedia eschilea», afferma Aldo Fiale, ex magistrato e curatore dell’adattamento dei testi. «Nella drammatica congiuntura storica che stiamo vivendo gli uomini di potere hanno dimenticato e rimosso la pace dal proprio agire, ignorando che quella stessa pace potrebbe essere l’unico orizzonte in cui l’uomo possa realmente essere emancipato dal terrore e dalla paura».

La regia punta sull’autenticità del testo. «La scelta di una messa in scena volutamente tradizionale non è un vezzo, ma una ricerca di rispetto per la grandezza del dramma», spiega Aldo Conforto. La recitazione declamata mette in luce le riflessioni morali del poeta. I personaggi si muovono con dignità, esaltando una sofferenza interiore e profonda. Particolarmente toccante la figura di Atossa, madre di Serse, simbolo del dolore di tutte le madri che vedono i figli partire per la guerra.

A completare il lavoro è stato pubblicato l’opuscolo “I Persiani di Eschilo. Appunti di viaggio e Copione 2025”, edito da Città del Sole di Franco Arcidiaco, con testi di approfondimento e le fotografie di Tommaso Le Pera, tra i più autorevoli fotografi di teatro italiani.

Il Premio Enriquez conferma anche l’intensa attività produttiva del Teatro di Calabria "Aroldo Tieri". Accanto a I Persiani stanno riscuotendo interesse le produzioni “Viso di Primavera – Cesare Pavese e Piero Ciampi” e “Tibi e Tascia – Coso e Cosa - Le due anime calabresi”. Sono già in preparazione “Raptus”, tratto dal libro di Saverio Montalto, e “Lunga notte di Medea” di Corrado Alvaro.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto dal Teatro di Calabria al presidente della Provincia di Catanzaro Amedeo Mormile, al Comune di Catanzaro, all’Università Magna Graecia, al Conservatorio "P. I. Tchaikovsky", alle compagnie GALA e Antrophino, agli amici sostenitori e a tutti gli artisti, tecnici e collaboratori che hanno reso possibile lo spettacolo.

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