AGR Agenzia di Stampa
09 luglio 2026 13:07
Il manifesto Art Nouveau. Da Metlicovitz a Mucha

(AGR) La mostra “Il manifesto Art Nouveau. Da Metlicovitz a Mucha” si configura come un’indagine storico-critica sul ruolo del manifesto illustrato nello sviluppo del linguaggio visivo modernista tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. In questa prospettiva, il manifesto non è solo uno strumento pubblicitario, ma un vero dispositivo estetico e culturale, capace di riflettere le trasformazioni artistiche, sociali e industriali della Belle Époque.
Grazie alla collaborazione con il Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso , il percorso espositivo offre un ampio sguardo sulla produzione mitteleuropea e italiana, soffermandosi in particolare sulla figura di Leopoldo Metlicovitz (1868-1944).
Da questo nucleo iniziale, la mostra si apre ad altri autori italiani tra cui Giovanni Maria Mataloni (1869 -1944), Ludovico Cavaleri (1867-1942), Aleardo Terzi (1870 -1943) ed altri artisti, per confluire in una dimensione internazionale con Adolfo Hohenstein (1854 -1928) e nella produzione di Alfons Mucha (1860 -1939), tra i massimi interpreti dell’Art Nouveau, di cui l’Art Nouveau Week celebra l’87mo anniversario della morte avvenuta proprio il 14 luglio. Nei manifesti di Mucha, la linea sinuosa, la decorazione fitomorfa e la figura femminile idealizzata convergono in una sintesi visiva capace di superare la funzione pubblicitaria, trasformando l’immagine in icona universale.
L’esposizione evidenzia il manifesto come punto d’incontro tra arti maggiori e applicate, espressione di un’epoca che aspira a un’arte accessibile e integrata nella vita quotidiana.
Il dialogo tra i principali centri culturali europei – da Parigi a Vienna, da Milano a Praga – sottolinea inoltre la dimensione transnazionale del fenomeno.
In questo contesto, il manifesto emerge come uno dei primi strumenti di comunicazione visiva di massa: la diffusione della pubblicità illustrata (prodotti, spettacoli, viaggi, stili di vita), insieme all’aumento dell’alfabetizzazione e della socialità urbana, contribuisce a un linguaggio immediato e accattivante, capace di rendere ogni desiderio praticamente accessibile. Anticipando la grafica moderna come strumento di marketing, esso pone le basi per lo sviluppo della grafica pubblicitaria e del design contemporaneo.
Accompagnata da un prezioso volume antologico contenente circa 400 illustrazioni, con testi critici a cura di Elisabetta Pasqualin, Andrea Speziali e Carla Tocchetti, l’esposizione rappresenta un focus aggiornato e importante sulla produzione del manifesto nella stagione Art Nouveau, e invita a rileggere la sua potenza espressiva non come semplice stile ornamentale, ma come progetto consapevole di rivoluzione estetica.
Il gemellaggio interregionale tra Treviso e Cadegliano evidenzia il profondo legame tra la Lombardia - dove Metlicovitz scelse di sviluppare la propria carriera, a Milano, e di stabilire la sua dimora con la moglie fino agli ultimi anni, a Ponte Lambro - e il Veneto. Treviso, infatti, è la città d’origine di Nando Salce, suo più importante collezionista. Ancora oggi la città custodisce la Collezione Salce, donata dallo stesso al Ministero della Pubblica Istruzione alla sua morte.
In occasione dell’iniziativa sono state coinvolte alcune sedi di particolare rilievo. A Cadegliano, ridente cittadina lombarda a breve distanza dal confine svizzero e dal Lago di Lugano, il percorso espositivo si articola tra Villa Toletti - dimora privata in stile Liberty, eccezionalmente aperta per questa occasione - e l’antica stazione ferroviaria, progettata da Giuseppe Sommaruga agli inizi del Novecento, lungo la diramazione Ghirla-Ponte Tresa che collegava agevolmente il territorio al lago.
A Treviso, invece, la mostra trova sede negli spazi dell’ex chiesa di Santa Margherita, suggestivo contenitore espositivo che, con la sua stratificazione storica, offre un contesto di particolare intensità per il dialogo tra le opere e l’architettura.
A Treviso l’esposizione è ospitata dal Museo Nazionale Collezione Salce, Direzione regionale Musei Nazionali Veneto, nella suggestiva sede della Chiesa di Santa Margherita, in via Reggimento Italia Libera. Il museo sarà visitabile dal venerdì alla domenica, dalle 10:00 alle 18:00, con chiusura della biglietteria alle 17:30. Per informazioni è possibile contattare il numero 0422 423386.
Il percorso prosegue a Cadegliano, nel Varesotto, dove la mostra si articola in due sedi. La prima è l’Antica stazione del treno, in via Statale, aperta nei giorni 8, 9, 10, 13 e 14 luglio dalle 15:00 alle 19:30, e nei giorni 11 e 12 luglio dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 19:30. L’ingresso è libero e per informazioni è disponibile il numero 0332 591012.
Particolarmente significativa è anche l’apertura di Villa Toletti, in via Giorgio Pellini 19, sempre a Cadegliano, che accoglierà i visitatori l’8 luglio dalle 15:00 alle 19:30 e nei giorni 11 e 12 luglio dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 19:30. L’accesso alla villa è consentito esclusivamente con gruppi prenotati. Per informazioni, costi e prenotazioni è possibile scrivere a carlatocchetti@italialiberty.it oppure telefonare al 320 0445798.
L’iniziativa valorizza il manifesto come opera d’arte e documento storico, restituendo al pubblico l’immaginario elegante e cosmopolita dell’Art Nouveau, da Metlicovitz a Mucha, in un dialogo tra musei, architetture e luoghi simbolici del territorio.
AGR ASSOCIAZIONE GIORNALISTICA RADIOTELEVISIVA
© 1998 - 2026 AGRonline.it