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Di E. B.: Redazione AGR :: 12 ottobre 2026 14:57
IFO, una panchina gialla contro la trombosi, nel paziente oncologico si può prevenire e curare

(AGR) Sedersi un momento, inquadrare un codice QR e scoprire che la trombosi, nel paziente oncologico, si può prevenire e curare. È il messaggio della panchina gialla inaugurata oggi agli IFO all’ingresso dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, alla vigilia del World Thrombosis Day del 13 ottobre. Donata dall’Associazione Vincere la Trombosi Federica Ambassador, la panchina resterà come segno permanente di sensibilizzazione e offrirà a pazienti, familiari e cittadini informazioni su fattori di rischio e sintomi. All’inaugurazione hanno partecipato Livio De Angelis, Direttore Generale degli IFO, Giuseppe Vercillo, responsabile dell’Ambulatorio di Emostasi e Trombosi, Paolo Santini Ambulatorio di Emostasi e Trombosi e Federica Fedele, fondatrice e presidente dell’Associazione.
Chi ha un tumore ha una maggiore probabilità di sviluppare coaguli nelle vene, soprattutto delle gambe, una condizione chiamata trombosi venosa profonda che, se un frammento raggiunge i polmoni, può causare un’embolia polmonare. Nei pazienti oncologici il rischio è da 4 a 7 volte più alto rispetto alla popolazione generale. Contano il tipo di tumore, pancreas, stomaco e polmone sono tra quelli che più lo influenzano, lo stadio della malattia, alcune terapie, gli interventi chirurgici, i periodi di immobilità e la presenza di un catetere venoso centrale. La trombosi può anche non dare sintomi evidenti e interferire con le cure: per questo conoscerla e valutarla per tempo è così importante.
“Prevenire e curare la trombosi è parte integrante del percorso di cura oncologico – spiega Giuseppe Vercillo –. Per questo scegliamo per ciascun paziente la strategia più appropriata, evitando trattamenti non necessari e possibili effetti indesiderati. Ai pazienti diciamo di non preoccuparsi ma di non trascurare, un sintomo nuovo o insolito va sempre segnalato al nostro centro o, in alternativa, all’oncologia di riferimento."
"Non curiamo soltanto una malattia, ci prendiamo cura della persona – sottolinea Livio De Angelis –. Questo significa guardare oltre il tumore, prevenire le complicanze e accompagnare ogni paziente con competenze specialistiche integrate. La panchina gialla rende visibile questo impegno e richiama tutti all’importanza della prevenzione e dell’informazione”.
“La panchina gialla non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso da costruire insieme agli IFO per dare sempre più spazio alla prevenzione – sottolinea Federica Fedele –. Con il giallo vogliamo rendere visibile ciò che spesso non si vede: il rischio di trombosi, dietro il quale può esserci una vita da proteggere”.
In occasione dell’inaugurazione, gli IFO presentano anche la nuova guida “Cancro e trombosi. Conoscere il rischio, riconoscere i sintomi, sapere quando chiedere aiuto”, un ulteriore strumento per ricordare che la trombosi non è una conseguenza inevitabile del tumore e che una valutazione specialistica può fare la differenza.
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