AGR - Agenzia di Stampa

Di :: 20 febbraio 2026 20:05

"Giulia, una selvaggia voglia di libertà" film del 2021 del regista Ciro De Caro

(AGR) Ci sono film che nascono sotto una buona stella artistica ma attraversano cieli sbagliati. Opere di grande qualità, coraggiose, originali, che per una concatenazione di circostanze sfavorevoli – finestre di uscita penalizzanti, distribuzioni limitate o inadeguate, coincidenze con eventi globali come la pandemia, fragilità del mercato o semplici sfasature tra opera e momento storico – non hanno incontrato il pubblico che meritavano. Film belli, intensi, necessari. Eppure “dannati” da contingenze che li hanno spinti ai margini della visibilità.

A queste opere è dedicato BELLI&DANNATI, il nuovo ciclo di proiezioni organizzato allo Spazio Scena dalla Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté, un percorso che intende riportare in sala titoli di grande pregio artistico, restituendo loro il tempo della visione condivisa e del confronto critico.

 
Non una semplice rassegna, ma un’operazione culturale: riaprire il dialogo con film che hanno saputo intercettare il presente, sperimentare linguaggi, raccontare fragilità e conflitti contemporanei, ma che non hanno avuto la possibilità di sedimentarsi nell’immaginario collettivo. BELLI&DANNATI nasce così come spazio di riscoperta e di riflessione sul sistema produttivo e distributivo del cinema italiano, ma anche come occasione per riaffermare il valore della sala come luogo di incontro tra autori, studenti e pubblico.

Ad aprire il ciclo, martedì 24 febbraio alle ore 18:30, sarà Giulia – Una selvaggia voglia di libertà (2021) di Ciro De Caro, presentato alle Giornate degli Autori alla Mostra del Cinema di Venezia e candidato ai David di Donatello. Ne parlerà lo stesso regista, in dialogo con Boris Sollazzo, curatore della rassegna, prima della proiezione del film.

Interpretato da Rosa Palasciano, Valerio Di Benedetto, Fabrizio Ciavoni, Matteo Quinzi, Leonardo Bocci, Anton Giulio Onofri, Cristian Di Sante, il film racconta un’afosa estate romana segnata dalla pandemia. Giulia ha trent’anni, cerca e fa volontariato in un centro anziani le cui attività vengono sospese a causa del Covid. Anche la sua relazione sentimentale si interrompe bruscamente e, incapace di accettarne la fine, continua a gravitare attorno al suo ex, fino a ritrovarsi letteralmente senza casa. Inizia così un vagabondaggio per le strade di Roma, con uno zaino sulle spalle e una fragilità che si alterna a improvvise ostinazioni. Lungo il percorso incontra figure altrettanto precarie e smarrite, che in modi diversi si prendono cura di lei. Giulia è stravagante, irrequieta, ma determinata: cerca qualcosa che non riesce a nominare sa di volere, sopra ogni cosa, sentirsi libera.

De Caro sintetizza il suo approccio stilistico in tre parole: “realismo, naturalezza, verità”. Attori privati del trucco, luce esclusivamente naturale, assenza di commento musicale se non nella scena in cui i protagonisti cantano e ballano. Il risultato è un film che scorre con leggerezza apparente, lasciando emergere progressivamente una tensione drammatica sottile, quasi sotterranea. «Volevo realizzare un film leggero e godibile proprio perché vero e sincero – ha dichiarato il regista – e raggiungere il difficile obiettivo di fare un film dove si ride mentre c’è un dramma che s’insinua nello spettatore». Il percorso della protagonista, tuttavia, non approda a un rassicurante riscatto: il suo cammino resta aperto, problematico, complesso. Ed è proprio questa ambiguità, questo rifiuto di soluzioni consolatorie, a rendere Giulia un’opera capace di generare dibattito e interrogativi.

Regista e sceneggiatore, nato a Roma nel 1975 e cresciuto a Battipaglia, Ciro De Caro ha esordito nel lungometraggio indipendente con Spaghetti Story (2013), seguito da Acqua di marzo (2016). Giulia (2021) ha consolidato il suo percorso autoriale, culminato nel 2024 con Taxi Monamour, unico film italiano in concorso alle Giornate degli Autori della Mostra di Venezia e vincitore del Premio del pubblico. Il suo cinema si distingue per uno sguardo intimo e partecipe, attento ai margini e alle fragilità del presente.


La Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté è un Centro di formazione professionale della Regione Lazio, dedicato alle professioni del cinema. Il percorso formativo triennale, gratuito, è cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo e gestito tramite convenzione dalla società regionale LAZIOcrea S.p.A.

Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté

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segreteria@scuolavolonte.it

GIULIA – UNA SELVAGGIA VOGLIA DI LIBERTÀ (2021)

di Ciro De Caro

Martedì 24 febbraio – Ore 18:30

Spazio Scena

Via degli Orti d’Alibert 2, Roma

Ingresso libero

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