AGR - Agenzia di Stampa

Di :: 13 febbraio 2026 10:45

"Giorno del ricordo" due cerimonie a San Giorgio di Acilia, cantato dal baritono Daniele Adriani l'Inno dedicato agli esuli

(AGR) Ad Acilia è stato celebrato, come avviene da 13 anni,  in piazza dei Segantini il “Giorno del Ricordo” per le vittime delle foibe e gli esuli Istriani accolti a San Giorgio di Acilia nel dopoguerra. Un dolore ancora vivo nel cuore degli esuli che, come tutti gli anni, si sono radunati attorno al monumento che commemora le vittime mai dimenticate dell’Istria. Le cerimonie sono state due: la mattina il presidente del X Municipio Mario Falconi si è recato in raccoglimento dinanzi al monumento, accompagnato dalla presidente del Consiglio municipale Paola Pau. “E’ una giornata che, nel nostro territorio, assume un significato particolare – ha ricordato Mario Falconi - grazie alla presenza della comunità di esuli che, negli anni, ha trovato accoglienza nel quartiere di San Giorgio di Acilia, non a caso detto anche Villaggio Giuliano, contribuendo in modo concreto alla crescita sociale, culturale ed economica del Municipio. Ricordare oggi quelle vicende significa riconoscere il dolore di tante famiglie costrette ad abbandonare la propria terra, la propria casa, i propri affetti, e affrontare con dignità un futuro incerto. È una ferita della nostra storia nazionale che merita rispetto, ascolto e consapevolezza, lontano da ogni forma di strumentalizzazione politica”.

Nel pomeriggio si sono riuniti gli esuli che hanno partecipato alla solenne cerimonia organizzata da “Decimo Solidale” del presidente Biagio Caputi. L’appuntamento era alle 15,30. La partecipazione è stata massiccia, la cerimonia prevedeva la deposizione di una corona d’alloro al centro della piazza, vicino alla lapide a ricordo degli esuli Giuliano-Dalmata. La deposizione della Corona, preceduta dalla benedizione del sacerdote della Parrocchia di San Giorgio è stata accompagnata da un applauso e dalle note del silenzio intonate dal Trombettiere Matteo Lo Turco.

 
Un momento di commozione che ha anticipato la presentazione ufficiale dell’inno dedicato agli Esuli istriani. Una composizione musicale di Romano Tino (Ostia in Musica) e di Romano Carboni. L’inno “O terra che ci chiami”, dedicato a tutti gli esuli del mondo avrebbe dovuto essere suonato una prima volta al Quirinale, ma i tempi stretti non hanno consentito la presentazione ufficiale che sarà rimandata in altra occasione. L’esecuzione dell’inno dedicato agli esuli, che sembra verrà modificato in alcuni sui passaggi, è stata affidata alla voce straordinaria del baritono professionista di Ostia Antica, Daniele Adriani, accompagnato dal “Coro Polifonico di Ostia Antica”.

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