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Di Gianluca Croce :: 14 settembre 2026 12:09
Fisio360, a Catanzaro la fisioterapia oltre la riabilitazione

(AGR) Una giornata al San Giovanni per raccontare i tanti volti della professione. Tra prevenzione, specializzazioni e continuità assistenziale. Focus sulla sicurezza delle cure e sul ruolo centrale del fisioterapista nei percorsi di cura
CATANZARO – Non solo riabilitazione dopo un infortunio o un intervento. Prevenzione, educazione al movimento, recupero funzionale, gestione delle cronicità, mantenimento dell'autonomia e accompagnamento della persona in tutte le fasi della vita. È la fisioterapia a 360 gradi emersa da FISIO360 – I volti della Fisioterapia in un’unica esperienza, la giornata promossa dall'Ordine interprovinciale dei Fisioterapisti di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, che sabato 12 settembre ha riempito il Complesso Monumentale del San Giovanni in occasione della Giornata Mondiale della Fisioterapia.
Una giornata aperta dai saluti istituzionali del vicesindaco Giusy Iemma, pensata per gli addetti ai lavori ma soprattutto per la comunità, per accrescere consapevolezza intorno a una professione che ha ampliato il proprio campo d'azione. Il filo conduttore: guardare non solo al distretto corporeo malato, ma alla persona nella sua complessità, storia e obiettivi.
La mano che restituisce vita
A portare esperienze e punti di vista diversi, relatori da tutta Italia: Simone Patuzzo, Teresa Esposito, Maria Teresa Inzitari, Anna Benedetto, Silvia Bellachioma, Antonio Ammendolia, Nicola Leone, Gianmarco Galluzzo, Annamaria Colao, Maria Concetta Cutuli, Francesco Canalicchio, Eugenio Muzzi, Francesco Tassone, Antonella Scalise, Teresa Salerno, Riccardo Leone e Antonella Persico. Un confronto trasversale che ha mostrato una professione inserita in percorsi assistenziali integrati.
«Siamo la mano che accompagna i primi passi di un bambino, la forza che restituisce fiducia e sicurezza a un atleta dopo un infortunio e siamo coloro che contribuiscono a garantire autonomia e dignità a una persona anziana – ha sottolineato il presidente dell'Ordine, Francesco Saverio Laraia – Perché restituire il movimento significa restituire la vita. Nessun macchinario, per quanto innovativo e importante, potrà mai sostituire il valore di una mano guidata dalla scienza e mossa dall'empatia».
Proprio la relazione è stata l'elemento trasversale. La competenza tecnico-scientifica è imprescindibile, ma la presa in carico richiede ascolto, osservazione, comunicazione. Il paziente non è solo destinatario di una prestazione, è parte di un progetto individuale dove si definiscono obiettivi, tempi e modalità.
Il fisioterapista, in questo, occupa un posto centrale nell'équipe multidisciplinare: accompagna la realizzazione degli obiettivi, osserva l'evoluzione grazie al contatto continuativo e contribuisce ad adeguare il percorso interfacciandosi con le altre figure sanitarie.
Sicurezza delle cure e specializzazioni
Ed è su questo terreno che si misura la differenza tra una professione sanitaria e attività che usano parole simili senza le stesse garanzie. Lo ha ricordato Simone Patuzzo: «La sicurezza non riguarda soltanto il momento iniziale della presa in carico, ma accompagna l’intero percorso del paziente. Rivolgersi a un professionista sanitario significa affidarsi a una persona formata, abilitata, tenuta all’aggiornamento professionale e iscritta a un Ordine che vigila sull’esercizio della professione».
Per il cittadino esiste uno strumento concreto: sul sito della Federazione Nazionale Ordini Fisioterapisti, alla sezione Albo (fisionet.fnofi.it/albo-professionale), è possibile verificare l'iscrizione di un professionista per nome e cognome. Un gesto semplice al centro della campagna “Non lasciarti ingannare” promossa dall'OFI CZ KR VV.
La giornata ha evidenziato anche il valore della specializzazione. Silvia Bellachioma, specializzata nella riabilitazione della spalla, ha raccontato un percorso fatto di formazione e letteratura scientifica. Anna Benedetto, che da vent'anni si occupa di riabilitazione del pavimento pelvico, ha sottolineato la necessità di un cambio di paradigma: «Non possiamo considerare il paziente soltanto dal punto di vista muscolare, ma dobbiamo adottare una valutazione globale e soprattutto funzionale», cercando le cause della disfunzione, spesso legate a comportamenti e relazione con il proprio corpo.
Spazio anche a formazione e ricerca con il premio per la migliore tesi sperimentale a.a. 2024/2025, assegnato a Fabio Coppoletta – 500 euro e targa simbolica – valutato da una commissione esterna alla Calabria in forma anonima per garantire terzietà.
Le criticità calabresi: dimissioni e liste d'attesa
FISIO360 ha affrontato anche la dimensione organizzativa. In Calabria, nella riorganizzazione dei servizi riabilitativi, assume rilievo la scheda di dimissione ospedaliera riabilitativa, chiamata a riportare anche il minutaggio della fisioterapia effettuata, introducendo trasparenza e monitoraggio.
Uno strumento che riconosce meglio il ruolo del fisioterapista. Restano però criticità sul passaggio dall'ospedale al territorio: la continuità del percorso rischia di interrompersi quando il paziente torna a casa, mentre le liste d'attesa mostrano la difficoltà dei servizi territoriali a rispondere in tempi adeguati. Garantire la continuità significa rafforzare il territorio.
Una poesia contro la violenza
A dare una dimensione civile all'incontro, la lettura de “La mortale arte del non amore”, poesia scritta da Simone Patuzzo e interpretata da Salvo Venuto, tesoriere dell'Ordine e attore professionista. Un testo nato da un racconto confidenziale e che richiama anche la storia di Lorena, il cui recente femminicidio ha colpito l'opinione pubblica, sul confine sottile tra amore e possesso.
«Come fisioterapista credo che la responsabilità di un professionista sanitario nei confronti delle persone non si esaurisca nella cura, ma comprenda anche una responsabilità verso la comunità», ha sottolineato Patuzzo.
«Il nostro Ordine lavora per noi», ha ricordato Bellachioma, raccontando la propria esperienza di tutela professionale. Una frase che sintetizza la doppia dimensione dell'Ordine: punto di riferimento per i professionisti e garanzia per i cittadini.
Tra le voci anche quella di chi la fisioterapia l'ha vissuta da paziente: la giornalista Roberta Cricelli. E uno spazio all'arte con la mostra fotografica “Geografie Possibili” di Virgilio Piccari, direttore dell'Accademia di Belle Arti di Catanzaro, ancora visitabile al San Giovanni.
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