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Di E. B.: Redazione AGR :: 11 settembre 2021 16:44
Festival di film a Villa Medici, prima edizione

(AGR) Per questa prima edizione del Festival di Film di Villa Medici saranno presentati quattordici film in competizione internazionale. Queste produzioni, di vario genere e durata, provenienti dai cinque continenti, includono sette prime mondiali ed internazionali e cinque prime italiane.
Mescolando generi e mondi – tra registi usi al circuito dei festival e giovani diplomati delle scuole d’arte, autodidatti, personalità dell’arte contemporanea internazionale come anche un collettivo anonimo – la selezione prende in esame una vasta gamma di gesti cinematografici, la cui tensione è riassumibile nella domanda: “Cosa può fare il cinema?”.
Come rappresentare la contemporaneità attraverso immagini e suoni? Girati per la maggior parte tra il 2020 e il 2021, in piena crisi politica e sanitaria, i film spaziano tra la dimensione intima e quella politica, tra le storie e la Storia.
La friabilità dei confini tra reale e virtuale è al centro del lavoro di molti artisti contemporanei: con Petit ami parfait, il duo Kaori Kinoshita e Alain Della Negra prosegue la sua indagine su personaggi le cui vite e azioni si fondono con un mondo interamente digitale; con Graveyard Connexion il francese Jonathan Pêpe offre un’inquietante riflessione sulla morte nel XXI secolo; mentre il britannico Ed Fornieles, con Associations, offre un monologo ipnotico attraverso un travolgente flusso ininterrotto di immagini.
Le giovani artiste Madison Bycroft e Amie Barouh lavorano invece agli antipodi della messa in scena performativa: un dispositivo teatrale e sofisticato che interroga la nozione di genere, per la prima, l’immersione senza compromessi nel mondo dei Rom a Parigi, per la seconda. Quel che comunemente chiamiamo “Storia” è anch’essa oggetto di riflessione nel cinema contemporaneo. Con Lèv la tèt dann fénwar, la regista Érika Étangsalé intreccia, in 16mm e in Super8, a colori e in bianco e nero, la mitologia della Riunione e la politica migratoria del governo francese negli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso, e, attraverso la storia di suo padre, offre una testimonianza delle ferite visibili e invisibili della storia coloniale dell’isola. Pascale Bodet, con Vas-tu renoncer?, prosegue nella creazione di una fantasia burlesca e struggente attraverso i personaggi del pittore Édouard e del poeta Charles.
Infine, per la prima volta in Italia, sarà presentato The Works and Days, un film-sintesi girato in cinque stagioni e della durata di otto ore, vincitore della sezione Encounters alla Berlinale, secondo lungometraggio del duo composto dal fotografo svedese Anders Edström e dal regista americano Curtis W. Winter: una straordinaria meditazione su come il tempo limitato di una vita e il tempo ciclico della vita coesistono per gli esseri umani e per i loro fantasmi.
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