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Di :: 04 novembre 2026 16:05

Caro Bollette, ASSIUM lancia l’allarme: le famiglie rischiano di pagare 1.000 euro in più tra luce e gas

(AGR) L’inverno potrebbe presentare un conto particolarmente salato alle famiglie italiane. Se le quotazioni dell’energia registrate nell’ultima settimana di ottobre dovessero mantenersi costanti fino a febbraio, la maggiore spesa per luce e gas potrebbe superare i 1.000 euro in cinque mesi, considerando esclusivamente la materia prima e la relativa IVA.

È quanto emerge da una simulazione che confronta i prezzi medi all’ingrosso dello scorso inverno con quelli rilevati dal Gestore dei Mercati Energetici (GME) nella settimana dal 26 ottobre al 1° novembre 2026. Un’ipotesi di scenario, non una previsione certa né un aumento già applicato alle bollette, che restituisce tuttavia la dimensione delle possibili difficoltà per i bilanci familiari.

 
A richiamare l’attenzione sui possibili rincari è Stefano Trevisan, delegato provinciale ASSIUM – Associazione Italiana Utility Manager e responsabile dello Sportello Consumerismo +Tutela di Parma.

«Da luglio il mercato dell’energia ha mostrato una tendenza alla crescita, pur con oscillazioni anche significative. Abbiamo voluto capire cosa accadrebbe se i prezzi dell’ultima settimana rimanessero fermi per tutto il periodo invernale: il risultato è una spesa aggiuntiva molto pesante per una famiglia», spiega Trevisan.

Luce e gas, il confronto con lo scorso inverno

I dati pubblicati dal GME il 3 novembre fotografano quotazioni sensibilmente superiori alle medie registrate tra ottobre 2025 e febbraio 2026.Nell’ultima settimana di ottobre il PUN Index GME, riferimento per il mercato elettrico, ha raggiunto una media di 0,26176 euro/kWh, mentre il prezzo del gas sul mercato MGP-GAS si è attestato a 102,24 euro/MWh, equivalenti a circa 1,094 euro/Smc.Rispetto alle medie dello scorso inverno, pari a 0,118 euro/kWh per l’elettricità e 0,362 euro/Smc per il gas, le quotazioni risultano più alte rispettivamente di circa il 122% per la luce e il 203% per il gas.Un divario che, se mantenuto per tutta la stagione fredda, potrebbe tradursi in un aggravio significativo per i consumatori.

La simulazione: 1.009 euro in più in cinque mesi
Per comprendere l’impatto sui bilanci domestici, la simulazione considera una famiglia con consumi pari a 1.000 kWh di elettricità e 1.000 Smc di gas nel periodo ottobre-febbraio.Applicando le medie dello scorso inverno, il costo della materia prima, IVA stimata inclusa, sarebbe stato di circa 550 euro complessivi. Mantenendo invece per cinque mesi le quotazioni dell’ultima settimana di ottobre, la spesa salirebbe a circa 1.560 euro.

La differenza è di circa 1.009 euro, di cui 158 euro per l’elettricità e 851 euro per il gas.Il calcolo considera per il gas l’IVA al 10% su 480 Smc e al 22% sui restanti 520 Smc, ipotizzando il rinnovo dello scaglione agevolato a gennaio. Sono esclusi spread, quote fisse, trasporto, oneri di sistema e accise.

Il riferimento MGP-GAS, inoltre, non coincide necessariamente con l’indice PSV utilizzato nei contratti domestici. La simulazione rappresenta quindi uno scenario indicativo, non il costo effettivo che ogni famiglia si troverà a sostenere.

«Oltre 1.000 euro in più sono una cifra che può mettere in difficoltà molte famiglie. E parliamo della sola materia prima, con la relativa IVA: non del totale delle bollette», sottolinea Trevisan.

Prezzo fisso o indicizzato: attenzione alle scadenze

A determinare l’effettivo impatto dei rincari saranno soprattutto le condizioni contrattuali sottoscritte dai consumatori.Chi ha un’offerta a prezzo indicizzato può risentire delle oscillazioni del mercato, mentre chi ha scelto un prezzo fisso mantiene le condizioni concordate fino alla scadenza prevista dal contratto. Proprio in vista dell’inverno, diventa quindi importante verificare le condizioni economiche applicate e valutare con attenzione eventuali proposte di cambio fornitore.

«Il mercato va monitorato, ma non bisogna firmare un contratto soltanto perché qualcuno al telefono annuncia aumenti o promette risparmi. Fatevi mettere le condizioni per iscritto e chiedete un confronto con quello che pagate già», avverte Trevisan.

Bollette, i controlli da fare prima dell'inverno

In un mercato caratterizzato da forti oscillazioni, la prima forma di tutela è conoscere le condizioni della propria fornitura. In particolare, è importante:

Verificare la scadenza del prezzo fisso, per sapere fino a quando restano valide le condizioni economiche sottoscritte.
Controllare spread e quote fisse, comprese le maggiorazioni applicate agli indici PUN o PSV e i costi indipendenti dai consumi.
Richiedere un prospetto scritto della spesa annua, prima di cambiare fornitore, confrontando la nuova offerta con il contratto attualmente in vigore sulla base dei propri consumi reali.
Le famiglie possono rivolgersi allo Sportello Consumerismo +Tutela di Parma, che affianca ai servizi di tutela dei consumatori la consulenza professionale degli Utility Manager associati ad ASSIUM – Associazione Italiana Utility Manager.

L’obiettivo è aiutare i cittadini a orientarsi tra offerte, condizioni contrattuali e voci di costo, evitando decisioni affrettate proprio nel momento in cui il peso delle bollette rischia di diventare più difficile da sostenere.

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