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Di :: 30 settembre 2026 19:03

Calcio, fisioterapia e infortuni: a Roma focus su piede, caviglia e rientro in campo

(AGR) Un'intera giornata dedicata alla gestione delle patologie e degli infortuni di piede e caviglia nel calcio professionistico, dalla prevenzione al ritorno in campo. È quella che si è tenuta presso la sala stampa dello Stadio Olimpico di Roma, che ha ospitato l'evento 'Football Medicine 2026 – All About Foot and Ankle', il congresso organizzato dalla S.S. Lazio e realizzato con la collaborazione scientifica dell'Ordine regionale dei Fisioterapisti del Lazio.

 Un appuntamento di particolare interesse per i fisioterapisti che operano nello sport, nella riabilitazione muscolo-scheletrica e, più in generale, per tutti i professionisti che desiderano approfondire 'approccio multidisciplinare alla gestione dell'atleta. Un'occasione per mettere in relazione prevenzione, diagnosi, trattamento, riabilitazione e return to play, confrontando competenze e approcci differenti all'interno di un contesto ad alta specializzazione come quello del calcio professionistico.

 
 Il programma ha affrontato il tema del piede e della caviglia nel calciatore professionista lungo l'intero percorso clinico e riabilitativo. La prima sessione è stata dedicata alle fratture di piede e caviglia nell'atleta professionista, con approfondimenti sull'epidemiologia e sui meccanismi di infortunio, sulla frattura del quinto metatarso, sulle fratture malleolari e da stress e sul percorso riabilitativo che accompagna l'atleta dalla guarigione ossea fino al return to performance.

 Ampio spazio è stato poi riservato alle lesioni legamentose di piede e caviglia nel calciatore: dal ruolo dell'imaging alla classificazione e gestione delle distorsioni laterali, dalle lesioni del legamento deltoideo all'instabilità cronica, fino alla riabilitazione funzionale finalizzata al ritorno alla competizione.

 Una sessione specifica ha analizzato la gestione conservativa delle patologie del piede e della caviglia, affrontando protocolli riabilitativi evidence-based dopo distorsione, utilizzo di tutori funzionali e ortesi nel calciatore, imaging e tecniche interventistiche, terapie biologiche e strategie di prevenzione e monitoraggio clinico nell'atleta di élite.

 Il programma ha inoltre consentito di mettere a confronto l'approccio riabilitativo con le più attuali opzioni di trattamento chirurgico open e artroscopico, approfondendo la gestione delle fratture del pilone tibiale, la riparazione e stabilizzazione legamentosa artroscopica, le tecniche di riparazione tendinea e le procedure mini-invasive per le fratture del piede e le strategie di recupero funzionale postoperatorio.

 Riflettori accesi anche sulla patologia traumatica e degenerativa del tendine d'Achille, con interventi su epidemiologia e fattori di rischio per la rottura nel calciatore, meccanismi traumatici, trattamento conservativo e relativi protocolli riabilitativi, tecniche chirurgiche e risultati in termini di ritorno all'attività sportiva.

 L'evento 'Football Medicine 2026 - All About Foot and Ankle' si è concluso con una tavola rotonda dedicata a un tema centrale per la pratica professionale: 'From prevention to return to play', con un confronto sull'evoluzione della gestione multidisciplinare dell'atleta professionista.

 'Il fisioterapista- ha spiegato la presidente dell'Ordine dei Fisioterapisti del Lazio, Annamaria Servadio- oggi è a pieno titolo all'interno delle équipe multidisciplinari, per le sue competenze e la sua expertise. Il fisioterapista entra a pieno titolo nell'ambito della prevenzione, della cura e della riabilitazione, soprattutto quando parliamo di ritorno all'attività sportiva, ritorno al gioco e recupero della capacità di un atleta di esprimere al massimo il proprio potenziale. All'interno di un'équipe multidisciplinare, il fisioterapista collabora con il medico e con il preparatore atletico, mettendo a disposizione un'expertise che, a nostro parere e anche alla luce della nostra partecipazione a questo evento, è irrinunciabile'.

 La presidente di Ofi Lazio si è poi soffermata sul ruolo del fisioterapista all'interno dei team sportivi. Secondo Servadio, 'deve essere valorizzato. In Italia abbiamo ancora un problema molto importante rispetto al reclutamento e ai contratti dei fisioterapisti all'interno delle Federazioni sportive. I fisioterapisti, infatti, sono ancora identificati come operatori ausiliari. È quindi necessario valorizzarne il ruolo e le competenze, riconoscendo una funzione specifica che esprima il valore che il fisioterapista porta all'interno del team anche nell'ambito contrattuale'.

 'Ovviamente- ha precisato- parlo dell'ambito agonistico e professionistico, ma dobbiamo pensare anche alla tutela dei nostri giovani atleti, che rappresentano il futuro del professionismo sportivo, a tutti i livelli e in tutte le discipline. Si tratta di un tema fondamentale per l'Ordine, che supporterà i sindacati in questo percorso di valorizzazione, perché in Italia è ancora un passaggio che deve essere attualizzato e raggiunto'.

 'Voglio rivolgere un ringraziamento importante agli organizzatori di questo evento- ha inoltre dichiarato Annamaria Servadio- al presidente del congresso, il professor Fabio Rodia, e a tutto il coordinamento scientifico. Un ringraziamento per questa collaborazione che quest'anno, per Ofi Lazio, è diventata anche scientifica. Auspichiamo che possa proseguire in futuro con la Lazio, insieme a una serie di altri appuntamenti e focus che stiamo avviando sui temi clinici e chirurgici in ambito ortopedico-riabilitativo'.

 Per il direttore del Dipartimento Ortopedico Riabilitativo dell'ospedale Cto, Asl Roma 2, Fabio Rodia 'questa è sicuramente un'iniziativa ormai consolidata, perché siamo giunti alla quinta edizione. Sono molto soddisfatto perché vi hanno preso parte 600 persone, un numero davvero molto elevato. Ma il motivo di orgoglio è soprattutto la presenza di tanti relatori e di tanti moderatori sicuramente qualificati nel mondo ortopedico, fisiatrico e riabilitativo. Questo è molto importante, perché lo scopo di questi congressi è creare uno scambio di opinioni, una sinergia, perché anche il lavoro che noi facciamo da un punto di vista diagnostico, chirurgico e terapeutico è un lavoro di squadra, quindi non può prescindere da una integrazione fra tutti gli specialisti, dal fisiatra al medico sportivo, dall'ortopedico al fisioterapista, per raggiungere il nostro gol, ovvero il pieno recupero dell'atleta'.

 'Ma non solo dell'atleta- ha tenuto a precisare Rodia- perché queste tecniche, questi principi vanno affinati anche alla gente che trattiamo tutti i giorni e che hanno determinate esigenze. Chiaramente si tratta di esigenze che non come quelle degli sportivi, che sono ad alta intensità, ma di esigenze comunque molto importanti per la loro attività e per la loro vita sociale'.

 Numerose le relazioni che hanno arricchito il convegno. 'Mi hanno colpito soprattutto quelle fatte dai relatori stranieri- ha evidenziato il professor Rodia- perché sono state molto ricche sia da un punto di vista di casistica, sia da un punto di vista di bibliografia: sono molto importanti perché fanno comprendere che il nostro deve essere un linguaggio unico che va al di là dei confini'.

 Riccardo Lanzetti, azienda ospedaliera San Camillo Forlanini, ha definito 'fondamentale' il rapporto tra la medicina del calcio e la fisioterapia. 'Oggi- ha sottolineato- abbiamo avuto la fortuna di organizzare questa giornata nella sala stampa dello Stadio Olimpico, puntando l'attenzione su piede e caviglia. Sicuramente, in calendari sempre più fitti, stagioni sempre con un maggior numero di infortuni dati soprattutto da un aumento delle prestazioni che deve fare il giocatore, il calciatore, il giocatore nella sua totalità, andare a prendere in considerazione e capire quando un giocatore è pronto per ritornare in campo è un aspetto fondamentale. Si uniscono diversi aspetti: quello ortopedico, quello riabilitativo e quello fisioterapico per andare a capire non solo quando il paziente, il giocatore in questo caso, è guarito, ma quando è pronto ed è in grado al return to play, cioè a riprendere l'attività agonistica sul campo'.

 'Nel corso dell'incontro che ci ha visto protagonisti e che ha visto protagonisti molti professionisti che lavorano in ambito medico sportivo- le parole del direttore dell'Unità operativa complessa dell'ospedale Grassi di Ostia, Domenico Topa- abbiamo affrontato l'argomento relativo alla necessità di una sempre miglior comunicazione tra i membri dello staff, quindi sia il personale medico, fisioterapista e preparatore atletico, con i componenti della parte tecnica: abbiamo dunque discusso su quanto siano importanti e necessarie la collaborazione, la comunicazione e l'interazione per garantire la corretta tempistica relativa al ritorno allo sport. Oggi abbiamo parlato molto anche del ritorno alla performance, perché quello è il nostro obiettivo: portare l'atleta non solo a rientrare in campo, a realizzare il gesto atletico, ma a recuperare le funzioni principali che lo riportano a recuperare un livello di attività pre infortunio. È dunque emersa la necessità di una sempre maggiore collaborazione, comunicazione e interazione tra i membri dello staff'.

 Domenico Topa ha poi informato che 'il fisioterapista riveste un ruolo fondamentale per un ritorno alla performance: è uno degli attori principali, fondamentalmente è la persona che sta a maggior contatto con l'atleta. Tutti riconosciamo l'importanza della sua figura sul rientro in campo, sul ritorno alla performance. Oggi- ha concluso- soprattutto grazie alla tecnologia e alle novità in ambito di intelligenza artificiale, algoritmi e tecnologie che possiamo utilizzare quotidianamente in campo, è fondamentale che il fisioterapista rimanga aggiornato e utilizzi sempre più l'aiuto che queste tecnologie danno, ovviamente sotto la supervisione del personale medico e di tutto lo staff, per un precoce recupero e un precoce ritorno alla performance'.

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